Assicurazione auto elettrica: quanto si risparmia?

In Europa si vendono sempre più auto elettriche e la disponibilità delle colonnine per la ricarica cresce in maniera esponenziale. Comprare un'auto elettriche è una scelta che fa bene al tuo portafoglio e soprattutto all'ambiente. Ma i costi dell'assicurazione auto come sono? Si risparmia assicurando un'auto elettrica?

assicurazione auto elettrica

Il futuro è dell’auto “a spina”?

La risposta dovrebbe essere ovvia considerando i bassi consumi e il quasi inesistente impatto ambientale delle vetture elettriche, ma la realtà è differente. Nel 2015 sono stati immatricolati 1.154 veicoli EV, con una crescita settoriale del 49% rispetto al 2014, ma per le strade se ne vedono ancora troppo poche. I costi di acquisto e manutenzione elevati non permettono al mercato dell’elettrico di decollare.

Il problema che affligge maggiormente un potenziale “automobilista elettrico” è la difficoltà di ricaricare il proprio veicolo, sia in città che durante un lungo viaggio. A oggi ci sono 756 punti di ricarica per veicoli EV, che potrebbero diventare 90.000 entro il 2020 grazie a un accordo siglato tra il primo operatore elettrico d’Italia, l’Eni e l’Unione Europea. Una “stretta di mano” fondamentale per la green mobility, che potrebbe dare una scossa all’intero settore automobilistico più dei tanto attesi incentivi statali.

Colonnine sempre più performanti dove sarà possibile fare il pieno in mezz’ora e tariffe flat dedicate, renderanno appetibile il mercato delle auto elettriche anche da noi. Sei pronto a diventare un automobilista elettrico e risparmiare fino al 35%? Un risparmio questo, dovuto non solo ai bassi consumi della vettura, ma anche alla stipulazione della assicurazione auto.assicurazione auto

Assicurazione auto elettrica: ma quanto costa?

Una maggiore attenzione alla salvaguardia dell’aria che respiriamo e della nostra salute, ha comportato negli ultimi tempi un interesse crescente della gente nei confronti delle auto elettriche e le compagnie assicurative si stanno adeguando alle nuove richieste, rendendo economicamente più vantaggiose le polizze e più efficiente il servizio di assistenza. Come? Con uno sconti sull’assicurazione auto che vanno dal 35 al 50 %. Se pensiamo che l’assicurazione auto è la seconda voce di spesa annuale per un automobilista, si intuisce come sia il caso di cambiare tipo di carburante.

Ma facciamo un esempio concreto: un guidatore 40enne residente a Padova, in prima classe di merito, spenderebbe mediamente 191,56 € per assicurare la Smart Fortwo Electric Drive invece di 273,38 € per una Fortwo a benzina. All’interno di questo articolo puoi trovare il costo per l’assicurazione auto dei modelli elettrici più venduti nel 2015 e farti un’idea del risparmio che puoi ottenere rispetto a quanto paghi ora. Per trovare la proposta più conveniente e più idonea alle proprie esigenze, basta confrontare le varie opportunità di mercato utilizzando il nostro comparatore di assicurazioni .

La convenienza non si ferma qui, ma si estende anche alle imposte statali. Nei primi cinque anni le auto elettriche sono esenti dal bollo mentre dal sesto anno si paga solo il 75% dell’imposta (alcune regioni prevedono un’esenzione totale permanente).

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Auto elettrica: risparmi su alimentazione e manutenzione

Rispetto ad un veicolo tradizionale a benzina o a gasolio, l’auto elettrica comporta spese di alimentazione e manutenzione di gran lunga inferiori, addirittura fino a dieci volte in meno, rispetto ad un veicolo a benzina. Un risparmio che, nel medio lungo termine, comporta un’ammortizzazione delle spese iniziali sostenute per l’acquisto del mezzo.

L’arrivo sul mercato di un numero sempre maggiore di modelli favorirà la concorrenza e il livellamento dei costi di industrializzazione dei processi produttivi delle batterie, che ancora incidono per il 25-30% sul prezzo finale.

Auto elettrica: conviene davvero?

A conti fatti conviene spendere un po’ di più per un’auto elettrica, contando su tutti i vantaggi che comportano. Ma ci sono alcuni aspetti da considerare:

  • Come attrezzare il proprio box per seguire la ricarica? Quanto mi costerà? Posso affrontare un lungo viaggio?
    In merito all’ultima domanda i governi dovrebbero mettere in atto provvedimenti che agevolino sia l’acquisto delle auto elettriche sia la realizzazione delle infrastrutture di ricarica;
  • Per acquistare la “corrente” le opportunità sono due: scegliere un operatore nel libero mercato dell’energia e pagare in base ai consumi effettivi oppure optare per una delle proposte calmierate (“flat”) degli operatori energetici. Nel primo caso è difficile determinare la spesa esatta in quanto le tariffe elettriche sono molto variabili in base al gestore, alla fascia oraria di ricarica e ai kW consumati. Un cifra indicativa è quella di 0,20 euro/kWh che, per chi ad esempio percorre 15.000 km/anno con una Peugeot iOn, si traduce in un esborso di 375 euro. Questo valore equivale a 0,025 euro/km, contro un valore di circa 0,10 euro/km di una Fiat Panda 1.2 a benzina.
  • Come vengono smaltite le batterie? Siamo sicuri che sia un’alternativa veramente ecologica?
Giovanni Bizzaro

Assistente web marketing di 6sicuro, coordino blogger e giornalisti gestendo e pianificando il calendario editoriale. Mi occupo inoltre di strategie sui social network per aziende e privati.

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2 Commenti

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    Mose' Sorbo luglio 01, 2014

    Esistono ormai i kit di trasformazione.Quali?Semplice,se possiedi un’auto a combustione sia benzina che diesel,e/o percorri una media di 30 km giornalieri,e qui io indicherei che la vettura fosse generalmente un’ utilitaria oppure semplicemente una city car,dicevo appunto che esistono nel continente asiatico,produttori in grande serie di propulsori elettrici di contenute dimensioni di ingombro,che possono benissimo,sostituire il motore a combustione esistente sul veicolo gia immatricolato a proprio nome,avendo la possibilita’ di scelta fra il pacco batterie,che possono essere sia al gel,che al litio,tutto dipende da quanto Vuoi spendere,e quanta autonomia si chiede,o quale tipo di guida si desidera condurre,se pacata o piuttosto allegra.Il tutto a costi contenuti.L’unico scoglio insormontabile,rimane la conversione di motricita’ da motore a combustione,a motore elettrico(100% pulito)da apportare al libretto di circolazione,e quindi rendere il veicolo legalizzato.Eh,qui si andrebbe a cozzare con i famelici interessi delle Compagnie Petrolifere,e c on tutto l’indotto che ruota intorno,senza parlare della Politica che dovrebbe prendere in esame determinati provvedimenti legislativi.forse fra qualche secolo approdera’ qualche proposta del genere.

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    Salvatore marzo 14, 2016

    Nell’articolo ha lasciato un paio di domande in sospeso.
    In primis, quella che preme sapere un po’ a tutti, la situazione delle batterie a fine vita.

    Ma quanto durano le batterie di un EV?!?

    Una recente ricerca ha scoperto che anche dopo 10 anni un pacco batterie è in grado di erogare mediamente il 70% della sua capacità originaria. Quindi, se dismesso per un nuovo pacco batterie, si può usare per altri scopi come quello per l’accumulo di impianti Fotovoltaici (Nissan lo sta già facendo, Tesla ha appena presentato i suoi sistemi di accumulo).

    Una normale auto a motore endotermico, di solito, dopo 10 anni è già un rottame che tra emissioni di scarico e perdita di liquidi ha contribuito ad inquinare, nella sua vita, un bel po’ l’ambiente che ci circonda, non considerando la fine che farà una volta rottamata.

    Per la questione dell’allestimento del proprio box per ricaricare il proprio EV, normalmente, basta una classica presa di corrente dove collegare l’EVR fornito dal produttore del proprio mezzo elettrico. Se vogliamo un collegamento più sicuro e stabile e magari con maggiore potenza a disposizione in vista di upgrade futuri, basta installare una presa industriale interbloccata da 16A (costo €.50,00).

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