Esenzione bollo auto 2026: chi non paga, requisiti e agevolazioni regionali

Scopri chi non paga, le possibili agevolazioni per auto elettriche, ibride, storiche e disabilità e i requisiti per ottenere il beneficio

L’esenzione dal bollo auto nel 2026 permette di non pagare la tassa automobilistica quando il veicolo o il suo proprietario soddisfano determinati requisiti. Il beneficio riguarda soprattutto le auto elettriche, alcune vetture ibride o alimentate a gas, i veicoli storici e quelli destinati alla mobilità delle persone con disabilità. Sono previste anche agevolazioni regionali per chi sostituisce un’automobile particolarmente inquinante.

Le regole non sono identiche in tutta Italia. Alcune esenzioni derivano dalla normativa nazionale, altre dipendono dalla Regione competente e possono cambiare in base all’alimentazione, alla potenza, alle emissioni e alla data di immatricolazione. Un’auto ibrida, per esempio, può beneficiare di cinque anni senza bollo in una Regione e di una semplice riduzione in un’altra.

Per capire se hai diritto all’esenzione devi distinguere tra azzeramento della tassa, riduzione dell’importo e agevolazione temporanea. Devi anche sapere quando presentare domanda, quali documenti servono e cosa succede quando il beneficio termina.

Chi ha diritto all’esenzione dal bollo auto nel 2026?

Nel 2026 il bollo auto rimane una tassa legata al possesso del veicolo. In generale, è dovuto anche quando l’automobile non viene utilizzata e resta parcheggiata in un garage privato.

L’obbligo riguarda chi risulta proprietario nei pubblici registri e, nelle situazioni previste dalla legge, altri soggetti come l’usufruttuario o l’utilizzatore in leasing.

La tassa è disciplinata dal D.P.R. 5 febbraio 1953, n. 39 e dalle successive disposizioni nazionali e regionali. L’importo ordinario dipende principalmente dalla potenza espressa in kW, dalla classe ambientale e dalle tariffe applicate dall’amministrazione competente.

Le esenzioni consentono invece di azzerare il tributo per un periodo determinato oppure senza una scadenza prestabilita. Le riduzioni mantengono l’obbligo di pagamento, ma diminuiscono la somma dovuta.

La seguente tabella distingue le principali situazioni.

SituazioneAgevolazione nel 2026Cosa devi controllare
Auto esclusivamente elettricaEsenzione nazionale per 5 anni; benefici ulteriori in alcune RegioniData della prima immatricolazione e Regione competente
Auto ibridaEsenzione o riduzione secondo la normativa regionaleAlimentazione, potenza, emissioni e data di immatricolazione
Auto esclusivamente a GPL o metanoRiduzione nazionale del 75%; possibili esenzioni regionaliOmologazione e caratteristiche tecniche
Auto bifuel benzina/GPL o benzina/metanoEventuali agevolazioni regionaliImpianto originale o successivo e disposizioni territoriali
Veicolo destinato a persona con disabilitàEsenzione totale finché persistono i requisitiRiconoscimento sanitario, intestazione e caratteristiche del mezzo
Auto con oltre 30 anniEsenzione dalla tassa di possesso, alle condizioni previsteAnzianità, destinazione d’uso ed eventuale circolazione
Auto storica tra 20 e 29 anniRiduzione nazionale del 50% o benefici regionali maggioriCertificato di Rilevanza Storica e annotazione
Auto acquistata con rottamazioneAgevolazioni previste da specifiche misure regionaliClasse del veicolo demolito, auto acquistata e periodo dell’operazione

La residenza del proprietario è determinante. Non conta la Regione nella quale compri l’automobile, ma quella competente per il pagamento della tassa.

Anche la data di immatricolazione può cambiare il risultato. Due auto con le stesse caratteristiche possono essere soggette a regole diverse perché immatricolate in periodi differenti.

Per controllare le disposizioni applicabili puoi consultare la Guida ACI al bollo auto, che raccoglie le informazioni relative alle Regioni e alle Province autonome.

Esenzione bollo auto elettriche, ibride, GPL e metano

Le agevolazioni per le auto a basse emissioni dipendono dall’alimentazione del veicolo. La normativa nazionale riconosce un’esenzione quinquennale per le vetture esclusivamente elettriche, mentre per le ibride e le auto a gas assumono maggiore rilievo le disposizioni regionali.

Auto elettriche: cinque anni senza bollo e possibili esenzioni permanenti

Le automobili alimentate esclusivamente da un motore elettrico beneficiano dell’esenzione dal bollo per cinque anni dalla prima immatricolazione.

Terminato il quinquennio, la disciplina nazionale prevede per le autovetture elettriche una tassa pari al 25% di quella applicabile a un corrispondente veicolo a benzina. Il beneficio equivale quindi a una riduzione del 75%.

Alcune Regioni applicano condizioni più favorevoli. In Lombardia e Piemonte, le automobili esclusivamente elettriche sono esenti dal bollo senza limiti temporali prestabiliti.

La distinzione incide anche sull’acquisto di una vettura usata. Il passaggio di proprietà non fa ripartire i cinque anni di esenzione: il periodo agevolato viene calcolato dalla prima immatricolazione, anche quando questa è avvenuta all’estero.

Se acquisti nel 2026 un’auto elettrica immatricolata nel 2022, devi quindi considerare il periodo già trascorso. Il trattamento fiscale successivo dipenderà dalla Regione competente.

Le regole sono riportate nella guida ACI della Regione Puglia, aggiornata il 18 agosto 2026, e nelle disposizioni regionali di Lombardia e Piemonte.

Auto ibride: quando è prevista l’esenzione

Per le automobili ibride non esiste un’esenzione nazionale automatica.

Il trattamento fiscale cambia secondo la Regione e può dipendere dalla potenza del motore termico, dalle emissioni di CO₂, dalla data della prima immatricolazione e dal tipo di alimentazione.

Non basta quindi leggere la dicitura mild hybrid, full hybrid o plug-in hybrid nella scheda commerciale dell’automobile. Per ottenere un beneficio fiscale servono i requisiti indicati dalla normativa regionale.

In Lombardia, per i veicoli delle categorie M1 e N1 a doppia alimentazione benzina/elettrico, compresi quelli con ricarica esterna, immatricolati per la prima volta dal 1° gennaio 2026, è prevista una riduzione del 50% del bollo con le seguenti condizioni:

  • 60 mesi di riduzione per emissioni di CO₂ comprese tra 1 e 60 g/km.
  • 24 mesi di riduzione per emissioni superiori a 60 g/km e fino a 120 g/km.

La potenza del motore termico non deve superare 100 kW. La disciplina deriva dall’articolo 4, comma 1, lettere i) e j), della legge regionale Lombardia n. 20/2025.

Per le vetture già ammesse alle precedenti agevolazioni continuano a valere le condizioni riconosciute secondo la normativa applicabile al momento dell’immatricolazione.

In Piemonte, per le vetture ibride benzina/elettrico nuove di fabbrica immatricolate dal 1° gennaio 2025, appartenenti alle categorie M1 e N1, di classe almeno Euro 6 e con potenza termica non superiore a 100 kW, si applica una riduzione del 50% per le prime cinque annualità.

La modifica è stata introdotta dall’articolo 5 della legge regionale Piemonte n. 26/2024. Per i veicoli immatricolati prima del 2025 rimane la disciplina precedente, che prevedeva cinque anni di esenzione per le vetture ammesse.

In Puglia, i veicoli nuovi delle categorie M1 e N1 con alimentazione ibrida benzina/elettrica o diesel/elettrica, immatricolati dal 1° gennaio 2014, beneficiano dell’esenzione per il primo periodo fisso previsto dal D.M. n. 462/1998 e per le cinque annualità successive. Terminato il beneficio, si applica una riduzione del 75% della tassa.

Questi esempi mostrano perché la sola alimentazione non permette di stabilire quanto bollo pagherai.

Auto GPL e metano: differenze tra alimentazione esclusiva e bifuel

Le auto alimentate esclusivamente a GPL o metano, quando rispettano i requisiti tecnici previsti, sono soggette alla disciplina nazionale che stabilisce una tassa pari al 25% di quella prevista per un corrispondente veicolo a benzina.

Si tratta di una riduzione del 75%, non di un’esenzione completa.

Lombardia e Piemonte prevedono invece l’esenzione permanente per le vetture alimentate esclusivamente a GPL o metano che soddisfano i requisiti regionali.

Per le automobili con doppia alimentazione benzina/GPL o benzina/metano le condizioni cambiano.

In Piemonte, per esempio, le vetture bifuel dotate dell’impianto già alla conclusione del ciclo produttivo beneficiano di cinque anni di esenzione. Dal sesto anno sono previste tariffe ridotte, differenti tra GPL e metano.

Per le vetture trasformate successivamente, con potenza non superiore a 100 kW e conformi agli ulteriori requisiti regionali, possono essere riconosciute cinque annualità senza bollo. Dopo questo periodo si applica la tariffa prevista dalla Regione.

In Puglia, invece, le vetture nuove delle categorie M1 e N1 con alimentazione esclusiva a GPL o metano, oppure doppia alimentazione installata all’origine, beneficiano dell’esenzione per il primo periodo fisso e per le cinque annualità successive, se rispettano le condizioni regionali.

La tabella confronta alcune delle disposizioni applicabili nel 2026.

RegioneAuto elettricaIbrida benzina/elettricaGPL o metano
LombardiaEsenzione permanenteRiduzione del 50% per 24 o 60 mesi per le immatricolazioni dal 2026 ammesseEsenzione permanente per alimentazione esclusiva
PiemonteEsenzione permanenteRiduzione del 50% per 5 annualità per i nuovi veicoli ammessi dal 2025Esenzione permanente per alimentazione esclusiva; benefici temporanei per alcune bifuel
PugliaEsenzione nazionale di 5 anni, poi riduzione del 75%Esenzione per primo periodo fisso e 5 annualità successive per i veicoli ammessiAgevolazioni temporanee per veicoli nuovi ammessi, seguite dalle tariffe previste

Attenzione: la tabella riguarda le fattispecie indicate dalle rispettive amministrazioni. Non sostituisce la verifica dei requisiti tecnici e della data di immatricolazione del singolo veicolo.

Esenzione bollo per rottamazione: le regole della Lombardia nel 2026

Nel 2026 la Regione Lombardia riconosce un’esenzione triennale dal bollo a chi sostituisce un veicolo particolarmente inquinante con un’automobile Euro 6 che rispetta le condizioni fissate dalla normativa regionale.

Il beneficio prevede tre anni senza bollo e una riduzione del 50% nei due anni successivi.

La misura è destinata esclusivamente alle persone fisiche che acquistano o acquisiscono in leasing un’autovettura per uso privato e provvedono alla demolizione di un veicolo appartenente alle classi ambientali ammesse.

L’esenzione non si applica indistintamente a tutte le automobili Euro 6 e non è sufficiente rottamare un vecchio diesel per ottenerla.

Quali auto puoi rottamare e quali acquistare

Per accedere all’agevolazione, il veicolo destinato alla demolizione deve appartenere a una delle seguenti categorie:

  • Euro 0 o Euro 1 a benzina oppure diesel;
  • Euro 2, Euro 3 o Euro 4 diesel;
  • specifici veicoli a doppia alimentazione appartenenti alle classi ambientali ammesse dalla Regione.

Sono comprese anche determinate vetture benzina/GPL, benzina/metano, diesel/GPL o diesel/metano, purché rispettino le condizioni di omologazione previste.

La semplice radiazione per esportazione all’estero non consente di ottenere il beneficio. È richiesta la demolizione secondo le procedure applicabili.

L’automobile sostitutiva deve invece rispettare tutti i seguenti requisiti:

RequisitoCondizione prevista
CategoriaM1, autovettura destinata al trasporto di persone
Classe ambientaleEuro 6
Potenza massima100 kW
Prima immatricolazioneDal 1° gennaio 2021
AlimentazioneBenzina, benzina/GPL, benzina/metano oppure ibrida benzina/elettrica
AcquistoVeicolo nuovo o usato, anche in leasing
Periodo dell’operazioneAcquisto nel 2026 e demolizione del veicolo inquinante nello stesso anno, secondo le condizioni regionali

Le vetture alimentate a diesel, anche in combinazione con un’altra alimentazione, sono escluse dall’agevolazione relativa all’acquisto.

Per le automobili nuove, la Regione ammette anche l’immatricolazione nel 2027 quando il contratto di acquisto è stato perfezionato entro il 31 dicembre 2026 e la demolizione è avvenuta nel 2026.

Nel caso di auto usata, la data di riferimento è quella dell’atto di acquisto trascritto al Pubblico Registro Automobilistico.

Il veicolo demolito deve essere intestato all’acquirente dell’automobile sostitutiva oppure a un componente del suo nucleo familiare. A ogni veicolo rottamato può essere associata una sola automobile acquistata.

Come ottenere l’esenzione dopo la rottamazione

La procedura cambia in base all’intestazione delle due automobili.

Se il veicolo demolito e quello acquistato appartengono alla stessa persona, la Regione Lombardia riconosce automaticamente l’esenzione attraverso i dati disponibili negli archivi tributari.

Se invece i veicoli appartengono a due componenti diversi dello stesso nucleo familiare, l’acquirente deve presentare la richiesta attraverso l’Area Personale Tributi della Regione Lombardia.

La domanda può essere inoltrata non prima che siano trascorsi 45 giorni dalla consegna del veicolo al demolitore.

Per completare la procedura servono la targa dell’automobile demolita, quella della vettura acquistata e l’autocertificazione relativa al nucleo familiare anagrafico.

Nell’attesa del riconoscimento dell’esenzione, la Regione specifica che non è necessario procedere al versamento del bollo per il veicolo acquistato. Se la tassa è già stata pagata, è possibile richiederne il rimborso secondo la procedura prevista.

La misura del 2026 non comprende un contributo economico per rimborsare le spese di demolizione. Il beneficio fiscale consiste nell’esenzione triennale e nella successiva riduzione.

Un’ulteriore condizione riguarda il trasferimento del veicolo. Se l’automobile agevolata viene venduta a una persona residente in Lombardia, il nuovo proprietario conserva l’esenzione per il periodo residuo. Se viene ceduta a un residente di un’altra Regione, il beneficio cessa dal periodo d’imposta successivo. La stessa regola si applica al trasferimento della residenza dell’intestatario fuori dalla Lombardia.

Esenzione bollo auto per persone con disabilità

L’esenzione del bollo per le persone con disabilità consente di non pagare la tassa automobilistica per un veicolo destinato alla loro mobilità, quando sussistono le condizioni sanitarie, fiscali e tecniche previste.

Il beneficio può riguardare un’automobile guidata direttamente dalla persona con disabilità oppure utilizzata da un familiare per accompagnarla.

Il riconoscimento della Legge 104 non determina automaticamente il diritto all’esenzione. Occorre che la condizione sanitaria rientri tra quelle ammesse e che siano rispettati gli altri requisiti.

Quali condizioni danno diritto all’esenzione

Le principali categorie ammesse comprendono:

  • persone non vedenti o sorde secondo le definizioni previste dalla normativa;
  • persone con disabilità psichica o mentale per le quali è riconosciuta l’indennità di accompagnamento, secondo i requisiti di legge;
  • persone con grave limitazione della capacità di deambulazione;
  • persone con pluriamputazioni;
  • persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti.

Per quest’ultima categoria, quando non ricorrono le condizioni che consentono il beneficio senza modifiche al mezzo, l’adattamento del veicolo è obbligatorio e deve risultare dalla documentazione di circolazione.

Gli adattamenti possono riguardare i comandi di guida oppure la carrozzeria e le dotazioni necessarie per consentire l’accesso e il trasporto della persona.

Le disposizioni nazionali di riferimento comprendono l’articolo 8 della legge n. 449/1997, l’articolo 30, comma 7, della legge n. 388/2000 e l’articolo 50 della legge n. 342/2000.

Limiti di cilindrata e potenza nel 2026

Secondo le indicazioni generali ACI aggiornate al 24 febbraio 2026, l’esenzione è riconosciuta per i veicoli ammessi entro i seguenti limiti:

AlimentazioneLimite previsto dalla disciplina generale
Benzina e ibrida benzina/elettricaFino a 2.000 cc
Diesel e ibrida diesel/elettricaFino a 2.800 cc
Esclusivamente elettricaFino a 150 kW

Le disposizioni regionali possono prevedere requisiti differenti.

In Lombardia, dal 2025, il limite per le nuove richieste di esenzione è di 185 kW, indipendentemente dall’alimentazione. Il criterio della potenza sostituisce quello della cilindrata per le istanze presentate secondo la nuova disciplina.

Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2024 continuano a valere i requisiti precedenti.

Si tratta di una differenza concreta: un veicolo che supera i limiti ordinari di cilindrata può rispettare il limite di potenza stabilito dalla normativa lombarda.

Auto intestata a un familiare: quali requisiti servono

L’agevolazione riguarda un solo veicolo scelto dalla persona con disabilità.

L’automobile può essere intestata direttamente al beneficiario oppure a un familiare che lo abbia fiscalmente a carico.

Per il riconoscimento della condizione di familiare fiscalmente a carico, il reddito complessivo annuo della persona con disabilità non deve superare:

  • 2.840,51 euro, come limite ordinario;
  • 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni.

Nel calcolo si applicano le regole fiscali previste per la determinazione del reddito complessivo. Le prestazioni esenti, come l’indennità di accompagnamento, non concorrono ordinariamente al raggiungimento dei limiti indicati.

Non è quindi l’ISEE familiare a determinare il diritto all’intestazione agevolata, ma il rispetto della condizione di familiare fiscalmente a carico.

Se il reddito supera la soglia prevista, il beneficio può comunque spettare alla persona con disabilità quando il veicolo è intestato direttamente a lei e sussistono tutti gli altri requisiti.

Come richiedere l’esenzione e quando si perde

La domanda deve essere presentata all’amministrazione competente secondo le procedure territoriali.

Nelle Regioni convenzionate con ACI, la richiesta può essere inoltrata attraverso gli uffici territoriali dell’Automobile Club d’Italia e gli altri punti autorizzati.

Tra i documenti richiesti rientrano il documento di circolazione del veicolo, il verbale sanitario che attesta il diritto alle agevolazioni fiscali e, quando necessario, la dichiarazione relativa al carico fiscale.

La documentazione sanitaria deve contenere i riferimenti necessari al riconoscimento del beneficio. In Lombardia, per esempio, è richiesto il verbale con gli omissis, senza l’indicazione in chiaro delle diagnosi.

Una volta concessa, l’esenzione continua finché rimangono soddisfatti i requisiti. Non occorre presentare ogni anno una nuova richiesta ordinaria.

Devi invece comunicare gli eventi che incidono sul diritto, tra cui la vendita o la radiazione del veicolo, il venir meno dei requisiti sanitari e il decesso del beneficiario.

Se vuoi trasferire l’esenzione su un’altra automobile, devi rispettare le procedure previste dall’amministrazione competente. ACI indica la necessità di richiedere il beneficio per il nuovo veicolo e comunicare la cessazione di quello precedente.

La mancata comunicazione delle variazioni può comportare il recupero della tassa e l’applicazione delle sanzioni previste.

Esenzione bollo auto storiche: cosa cambia dopo 20 o 30 anni

Le auto storiche possono beneficiare di una riduzione o dell’esenzione totale dal bollo in base all’anzianità e alla documentazione che ne attesta l’interesse storico e collezionistico.

La distinzione principale riguarda i veicoli con almeno trent’anni e quelli con anzianità compresa tra venti e ventinove anni.

Auto con oltre 30 anni: esenzione dalla tassa di possesso

Gli autoveicoli costruiti da oltre trent’anni, non utilizzati per attività professionali o nell’esercizio di impresa, arti o professioni, sono esenti dalla tassa automobilistica di possesso.

L’esenzione è automatica e non richiede l’iscrizione a un registro storico.

L’anzianità viene determinata in base all’anno di costruzione. In mancanza di una prova differente, si considera l’anno della prima immatricolazione.

Occorre distinguere tra possesso e circolazione.

Se l’automobile ultratrentennale non viene utilizzata su strade o aree pubbliche, non è dovuta la tassa di possesso. Quando invece circola, può essere richiesto il pagamento di una tassa di circolazione forfettaria annuale, secondo le disposizioni della Regione.

La tassa di circolazione è distinta dal bollo ordinario e il relativo importo varia territorialmente.

Auto storiche tra 20 e 29 anni: riduzione del 50%

Per le automobili con anzianità compresa tra venti e ventinove anni non è prevista un’esenzione nazionale automatica.

L’articolo 1, comma 1048, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, riconosce una riduzione del 50% della tassa automobilistica ai veicoli di interesse storico e collezionistico che soddisfano le condizioni previste.

Per ottenere il beneficio nazionale servono il Certificato di Rilevanza Storica, rilasciato da uno dei registri riconosciuti, e la relativa annotazione sul documento di circolazione.

Il solo possesso di un’automobile con più di vent’anni non è quindi sufficiente per pagare metà bollo. Va anche considerata la differenza tra auto d’epoca e auto storiche ai fini della circolazione e dell’assicurazione, perché le due categorie sono soggette a requisiti e limitazioni differenti.

Alcune amministrazioni territoriali riconoscono condizioni ulteriormente favorevoli. In Lombardia, per esempio, i veicoli ultraventennali che rispettano i requisiti regionali possono beneficiare dell’esenzione completa.

Anzianità del veicoloTrattamento nazionaleCondizione da rispettare
Meno di 20 anniBollo ordinario, salvo altre agevolazioniNormativa generale
Da 20 a 29 anniRiduzione del 50%Riconoscimento storico e CRS annotato
Oltre 30 anniEsenzione dalla tassa di possessoVeicolo non destinato a uso professionale
Oltre 30 anni, se circolantePossibile tassa di circolazione forfettariaDisposizioni regionali

Fonte: ACI, Bollo auto: quali vetture non devono pagarlo e quanto durano le esenzioni, 26 agosto 2026.

Come controllare l’esenzione e quando torna obbligatorio pagare il bollo

Prima di omettere un pagamento devi accertare che l’agevolazione sia effettivamente applicabile al tuo veicolo e al periodo tributario interessato.

Per effettuare il controllo puoi utilizzare i servizi ACI oppure consultare il portale dedicato alla tassa automobilistica della tua Regione.

I dati necessari comprendono principalmente la targa, la Regione competente, la prima immatricolazione, l’alimentazione, la potenza e la classe ambientale. Per alcune agevolazioni servono anche il valore delle emissioni di CO₂ o la documentazione che attesta i requisiti personali.

Come verificare se la tua auto è esente

La procedura dipende dal motivo dell’esenzione.

Per le agevolazioni riconosciute automaticamente, come quelle previste per determinate auto elettriche, puoi controllare la posizione tributaria e le informazioni presenti negli archivi regionali.

Per le esenzioni legate alla disabilità, devi invece verificare che la richiesta sia stata accolta e che il beneficio risulti associato al veicolo.

Se hai acquistato un’auto usata, controlla sempre la data della prima immatricolazione. Per le agevolazioni temporanee già iniziate, il periodo residuo può essere inferiore a quello riconosciuto originariamente.

Fai attenzione anche ai trasferimenti di residenza: un beneficio concesso da una Regione non viene necessariamente mantenuto alle stesse condizioni in un’altra.

Se il sistema richiede il pagamento nonostante tu abbia diritto all’esenzione, rivolgiti all’ufficio tributi competente per verificare i dati e richiedere l’eventuale correzione.

In caso di tassa già versata ma non dovuta, puoi controllare la procedura di rimborso prevista dall’amministrazione competente. Le modalità e i termini non sono identici in tutte le Regioni.

Quando si paga il bollo dopo la fine dell’esenzione

Quando termina un’esenzione temporanea, il veicolo torna soggetto alla tassa secondo le disposizioni applicabili.

Nel 2026, per i rinnovi ordinari, la regola generale prevede il versamento entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del periodo tributario precedente.

Per il primo pagamento di un veicolo nuovo, la disciplina ordinaria prevede invece il versamento entro la fine del mese di immatricolazione, con le specifiche eccezioni previste.

Il pagamento può essere effettuato attraverso diversi canali fisici e online. Per scegliere tra sportelli autorizzati, servizi pagoPA e addebito bancario, puoi consultare le modalità di pagamento del bollo auto, verificando le condizioni offerte dall’amministrazione competente.

In Lombardia, Piemonte e nelle Province autonome di Trento e Bolzano sono presenti regole territoriali differenti per determinate scadenze.

Non bisogna confondere queste disposizioni con la riforma introdotta dal decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147.

L’articolo 15 del decreto stabilisce che, dal 1° gennaio 2028, la tassa automobilistica seguirà una disciplina annuale legata al mese di immatricolazione. Per i veicoli già immatricolati al 31 dicembre 2027 continueranno ad applicarsi le scadenze precedenti, salvo diverse disposizioni regionali.

La riforma non abolisce il bollo auto e non anticipa al 2026 le nuove scadenze previste per il 2028.

Se non rispetti il termine di pagamento, possono essere applicati interessi e sanzioni. La regolarizzazione spontanea attraverso il ravvedimento operoso permette di applicare le riduzioni previste dalla disciplina tributaria, secondo il momento in cui viene effettuato il versamento.

Fonti: ACI, Bollo auto: dove, come e quando si paga, 28 agosto 2026; D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147, Gazzetta Ufficiale.

Quanto puoi risparmiare con l’esenzione del bollo

Il risparmio dipende dall’importo della tassa che avresti dovuto pagare e dalla durata dell’agevolazione.

Per determinarlo devi partire dal valore del bollo ordinario applicabile alla tua automobile, calcolato secondo la tariffa regionale vigente.

Una riduzione del 50% dimezza l’importo dovuto, mentre un’esenzione totale lo azzera per tutto il periodo riconosciuto.

Per esempio, applicando queste percentuali a un bollo ordinario ipotetico di 200 euro annui, una riduzione del 50% porterebbe il pagamento a 100 euro. Un’esenzione totale eliminerebbe l’intera spesa annuale. Si tratta di un esempio di calcolo, non di una tariffa nazionale.

Se stai valutando di sostituire la tua automobile, considera anche gli altri costi di gestione. Il risparmio sul bollo non determina automaticamente una riduzione della spesa assicurativa.

Prima di acquistare il nuovo veicolo puoi quindi confrontare i preventivi RC Auto per conoscere le condizioni delle polizze disponibili e valutare il costo complessivo dell’automobile.

FAQ sull’esenzione del bollo auto nel 2026

Chi non deve pagare il bollo auto nel 2026?

Nel 2026 possono essere esenti dal bollo i proprietari di auto elettriche durante il periodo agevolato, le persone con disabilità che soddisfano i requisiti previsti e i proprietari di veicoli ultratrentennali non destinati a uso professionale. Le Regioni riconoscono ulteriori esenzioni per determinate auto ibride, a GPL, metano e per acquisti collegati alla rottamazione.

Le auto ibride pagano il bollo nel 2026?

Dipende dalla Regione e dalle caratteristiche del veicolo. Non esiste un’esenzione nazionale automatica per tutte le auto ibride. In Lombardia, per alcune vetture immatricolate dal 2026, è prevista una riduzione del 50% per 24 o 60 mesi. In Piemonte, per le nuove ibride ammesse dal 2025, la riduzione è del 50% per cinque annualità. Altre Regioni prevedono esenzioni temporanee.

Se compro un’auto elettrica usata, ho diritto a cinque anni senza bollo?

No, non automaticamente. I cinque anni di esenzione previsti dalla disciplina nazionale decorrono dalla prima immatricolazione del veicolo, non dalla data del passaggio di proprietà. Se il periodo è già terminato, si applica la tassa prevista dalla normativa competente. Lombardia e Piemonte riconoscono invece l’esenzione permanente per le vetture esclusivamente elettriche.

Con la Legge 104 si ha automaticamente diritto all’esenzione del bollo?

No. Il riconoscimento della Legge 104 non è sufficiente, da solo, per ottenere l’esenzione. La condizione sanitaria deve rientrare tra quelle previste dalla normativa fiscale e il veicolo deve rispettare i requisiti tecnici e di intestazione. Il beneficio va richiesto secondo le procedure dell’amministrazione competente e può riguardare un solo veicolo.

Come posso sapere se la mia auto è esente dal bollo?

Puoi consultare i servizi ACI o il portale della tua Regione e controllare la posizione tributaria del veicolo. Servono generalmente la targa e i dati tecnici dell’automobile. Se l’esenzione richiede una domanda, verifica anche che sia stata riconosciuta. In presenza di dati non corretti, puoi chiedere una verifica all’ufficio tributi competente.

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Risposte

  1. Abito a Palermo e sono proprietario di una Fiat grande punto natural power da due anni .Noto con rammarico che in molte regioni del nord Italia ueste autovetture usufruiscono della riduzione sul pagamento bollo auto del 75% mentre nella regione Sicilia questo non avviene. Prego chi è preposto a tale compito di spiegarmi questo modulario . Ringraziandola La saluto. Antonio

  2. Ho una lancia y del 2003 con doppia alimentazione gpl e benzina ho installato il gpl nel 2009 e e mi trovo nella Regione campania posso avere delle riduzione sulla tassa di circolazione

  3. Ho comprato un'auto usata B/Gplprodotta dalla Huynda,i prima immatricolazione Regione Campania. Essendo io nuovo proprietario residente in Piemonte, avendola volturata al PRA di Torino con IPT versata alla Regione Piemonte, posso godere dell'esenzione?
    Sul libretto la nota relativa all'alimentazione è scritto: (P.3) B/GPL.
    Grazie a chi sapra' dirmi con certezza circa l'esenzione.

  4. Ciao.... ho comprato un'auto benzina - gpl e vivo in liguria...quindi non dovrei pagare il bollo per 5 anni.
    Volevo sapere se esiste un modulo da consegnare a qualcuno ( in provincia o regione o motorizzazione ) per avere appunto l'esenzione? GRAZIE

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