Bonus videosorveglianza: cos’è, come funziona e vantaggi

Le persone che hanno richiesto il bonus videosorveglianza hanno diritto a un credito d'imposta pari all'intero importo speso. L'ha comunicato l'Agenzia delle Entrate.

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Bonus videosorveglianza: con la Legge di Stabilità è possibile recuperare la spesa per i sistemi di sicurezza video. Scopriamo cos’è e come ottenerlo.

Bonus videosorveglianza: spese per allarmi e sistemi di sicurezza recuperate al 100%

Il cosiddetto bonus videosorveglianza è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 che ha previsto un vantaggio fiscale per tutte le famiglie che avrebbero installato un sistema di allarme o un impianto di sicurezza video allo scopo di prevenire attività criminali.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che le persone che hanno richiesto l’accesso al bonus videosorveglianza hanno diritto a ottenere un credito d’imposta pari al 100% della spesa sostenuta.

Fino al 2015 le spese per la sicurezza potevano essere portate in detrazione nella dichiarazione annuale dei redditi solo al 50%. La novità consente quindi un risparmio cospicuo per le famiglie che hanno ingaggiato un’impresa di vigilanza, che hanno installato un impianto di sorveglianza video digitale o un allarme.

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Bonus videosorveglianza: come ottenere il credito d’imposta

La scadenza per l’accesso al bonus sorveglianza era fissata al 20 marzo 2017 con una copertura di 15 milioni di euro. Le famiglie che hanno aderito presentando entro questo termine la documentazione che dimostrava la spesa potranno ottenere un credito d’imposta di pari importo.

Il credito d’imposta può essere goduto per compensare eventuali crediti e debiti fiscali. Per utilizzarlo, è necessario usare il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate e presentare il modello F24. Il codice d’imposta da usare è 6874: va inserito nella sezione Erario, in corrispondenza della colonna “importi a credito compensati”.

In caso di irregolarità nel modello F24 presentato, l’Agenzia delle Entrate comunicherà entro pochi giorni l’esito del controllo automatico.

Il bonus videosorveglianza attribuisce un credito d’imposta pari al 100% delle spese sostenute solo per le abitazioni private non usate per attività d’impresa o di lavoro autonomo. Se l’immobile è usato invece anche per attività professionali o d’impresa, il credito d’imposta si riduce al 50% della spesa.

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Bonus videosorveglianza: casa sicura

Fino al 2015, le spese per la sicurezza di casa facevano parte del capitolo “agevolazioni per ristrutturazione casa” e prevedevano la detrazione fiscale al 50% in caso di spese antifurto. Potevano essere comprati:

  • porte blindate;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • cancelli e recinzioni;
  • grate e saracinesche alle finestre;
  • antifurti;
  • telecamere a circuito chiuso collegate con la vigilanza.

Ora, grazie al “pacchetto sicurezza” si aggiunge il bonus videosorveglianza. Come abbiamo scritto poco fa, si tratta un credito d’imposta che viene riscosso nel caso in cui vengano comprati impianti di videosorveglianza o siano stipulati contratti con istituti di vigilanza. Attenzione! Solo fino ad esaurimento dei 15 milioni di euro stanziati dallo Stato per questo bonus per la sicurezza delle nostre abitazioni.

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Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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1 Commento

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    Caliendo Gaetano agosto 10, 2016

    Buongiorno, si sa qualche novità in merito all’emendamento del credito d’imposta relativo al bonus videosorveglianza che il Governo ha tanto pubblicizzato? I 90 giorni sono passati da un bel pò di mesi. Mi fa sapere gentilmente qualche novità in merito? Grazie

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