La franchigia è la somma che resta a tuo carico dopo un sinistro, secondo le condizioni della polizza. Se riguarda una garanzia per i danni alla tua auto, la compagnia la sottrae dall’indennizzo. Se è prevista dalla RC auto, l’impresa risarcisce il terzo danneggiato e può recuperare da te l’importo stabilito nel contratto.
La franchigia incide sul costo reale dell’assicurazione. Un preventivo con un premio più basso può lasciare a tuo carico diverse centinaia di euro per ogni incidente. Per valutare l’offerta devi quindi leggere insieme premio, franchigie, scoperti, massimali, esclusioni e condizioni di rivalsa.
La legge non stabilisce una franchigia uguale per tutte le polizze auto. Importo, modalità di calcolo e coperture interessate dipendono dal contratto. Nel 2026 queste limitazioni devono risultare nei documenti informativi e nelle condizioni di assicurazione, secondo il Regolamento IVASS n. 41/2018 vigente.
Cos’è la franchigia assicurativa
La franchigia è una quota prestabilita di danno che l’assicurazione non sostiene in via definitiva. Può essere espressa in euro e applicata per ogni sinistro, per ogni garanzia oppure secondo un diverso criterio descritto nella polizza.
Un contratto può prevedere, per esempio, una franchigia di 500 euro sulla garanzia kasko. Se il danno indennizzabile ammonta a 2.000 euro, la compagnia paga 1.500 euro. I restanti 500 euro rimangono a tuo carico.
Il calcolo sembra semplice, ma prima occorre verificare tre dati:
il valore del danno riconosciuto dalla compagnia;
il tipo di franchigia previsto;
le altre limitazioni applicabili, come scoperto, degrado d’uso e limite di indennizzo.
La franchigia non coincide con il massimale. Il massimale è la somma massima pagabile dall’assicurazione; la franchigia è la quota che resta all’assicurato. Una polizza può prevedere entrambi.
Non coincide neppure con la rivalsa. La rivalsa permette alla compagnia di recuperare quanto versato al danneggiato quando ricorre una causa indicata dalla legge o dal contratto. Può accadere, per esempio, in alcune ipotesi di guida escluse dalla copertura. La franchigia, invece, è un contributo economico pattuito fin dalla sottoscrizione e non presuppone necessariamente una violazione dell’assicurato.
La franchigia si applica a tutte le polizze auto?
No. La franchigia non è obbligatoria per ogni assicurazione auto e non deve essere applicata per forza a tutte le garanzie comprese nello stesso contratto.
Puoi trovare una RC auto senza franchigia e, nella stessa polizza, una garanzia eventi naturali con scoperto e minimo non indennizzabile. Oppure una kasko con franchigia diversa da quella prevista per cristalli e atti vandalici.
Fai attenzione alla singola copertura. La presenza di una franchigia su una garanzia non consente di estenderla automaticamente alle altre.
Franchigia assoluta e relativa: le differenze
Le condizioni assicurative possono adottare una franchigia assoluta o relativa. Con la franchigia assoluta una quota resta sempre a tuo carico; con quella relativa il danno viene pagato integralmente quando supera la soglia prevista.
Queste definizioni descrivono due modelli contrattuali. Devi sempre verificare il testo della tua polizza, perché è la clausola sottoscritta a stabilire il calcolo effettivo.
| Tipo di franchigia | Danno entro la soglia | Danno oltre la soglia | Effetto pratico |
|---|---|---|---|
| Assoluta | Nessun indennizzo | La compagnia sottrae la franchigia dal danno riconosciuto | Una quota resta sempre a tuo carico |
| Relativa | Nessun indennizzo | La compagnia paga per intero il danno riconosciuto | Superata la soglia, la franchigia non viene sottratta |
Come funziona la franchigia assoluta
La franchigia assoluta è una somma fissa sottratta dall’importo indennizzabile. Con una franchigia di 500 euro:
danno di 300 euro: nessun indennizzo;
danno di 500 euro: nessun indennizzo;
danno di 900 euro: indennizzo di 400 euro;
danno di 3.000 euro: indennizzo di 2.500 euro.
La compagnia non calcola la franchigia sulla spesa dichiarata dall’assicurato, ma sul danno che riconosce come indennizzabile dopo la verifica della copertura e l’eventuale perizia.
Se la riparazione costa 2.000 euro ma il perito riconosce un danno di 1.700 euro, una franchigia assoluta di 500 euro viene sottratta da 1.700 euro. L’indennizzo sarà quindi di 1.200 euro, salvo altre riduzioni contrattuali.
Come funziona la franchigia relativa
La franchigia relativa opera come soglia di accesso all’indennizzo. Con una franchigia relativa di 500 euro:
danno di 450 euro: nessun indennizzo;
danno di 500 euro: nessun indennizzo;
- danno di 501 euro: indennizzo di 501 euro, se la clausola prevede il pagamento integrale oltre la soglia;
danno di 2.000 euro: indennizzo di 2.000 euro, nei limiti della copertura.
Qui molti sbagliano: la franchigia relativa non viene sottratta dal danno quando questo supera la soglia. Se il contratto prevede una detrazione anche oltre il limite, si tratta di una franchigia assoluta o di una clausola formulata in modo diverso.
Franchigia e scoperto non sono la stessa cosa
La franchigia è normalmente una somma fissa; lo scoperto è una percentuale del danno indennizzabile. Le garanzie furto, incendio, eventi naturali, atti vandalici e kasko possono prevedere uno dei due oppure uno scoperto accompagnato da un minimo in euro.
Con uno scoperto del 10% su un danno riconosciuto di 8.000 euro, restano a tuo carico 800 euro. Se il contratto aggiunge un minimo di 1.000 euro, paghi 1.000 euro perché la percentuale produce una cifra inferiore al minimo.
La tabella mostra come cambia l’indennizzo a parità di danno.
| Clausola applicata | Danno riconosciuto | Calcolo della quota a carico | Quota dell’assicurato | Indennizzo |
|---|---|---|---|---|
| Franchigia assoluta di 500 euro | 4.000 euro | Importo fisso | 500 euro | 3.500 euro |
| Scoperto del 10% | 4.000 euro | 10% di 4.000 euro | 400 euro | 3.600 euro |
| Scoperto del 10%, minimo 500 euro | 4.000 euro | Il 10% è inferiore al minimo | 500 euro | 3.500 euro |
| Scoperto del 10%, minimo 500 euro | 10.000 euro | 10% di 10.000 euro | 1.000 euro | 9.000 euro |
| Scoperto del 15%, minimo 750 euro | 10.000 euro | 15% di 10.000 euro | 1.500 euro | 8.500 euro |
Il minimo non indennizzabile impedisce che la quota a tuo carico scenda sotto una cifra stabilita. Può essere previsto anche un limite massimo allo scoperto. La dicitura completa potrebbe quindi essere: “scoperto del 10%, con minimo di 500 euro e massimo di 2.000 euro”.
Fai attenzione alla sequenza del calcolo. La compagnia determina prima il danno indennizzabile, poi applica scoperto, minimo ed eventuali altri limiti seguendo quanto scritto nel contratto.
Come funziona la franchigia nella RC auto
Nella RC auto la franchigia non riduce il risarcimento dovuto al terzo. La compagnia paga il danneggiato e recupera dall’assicurato la quota prevista dalla polizza.
La regola deriva dall’articolo 144 del Codice delle assicurazioni private. Per l’intero massimale, l’impresa non può opporre al danneggiato le eccezioni derivanti dal contratto né le clausole che prevedono un contributo dell’assicurato al risarcimento. Conserva però il diritto di recuperare dall’assicurato quanto previsto contrattualmente. Il testo aggiornato del Codice è pubblicato da IVASS.
Esempio: causi un incidente e il danno al veicolo della controparte viene quantificato in 3.000 euro. La tua RC auto prevede una franchigia di 500 euro.
La compagnia risarcisce al danneggiato i 3.000 euro dovuti.
L’impresa ti chiede il rimborso dei 500 euro previsti dalla franchigia.
Il terzo non subisce una riduzione del risarcimento a causa della tua clausola contrattuale.
Questa differenza evita un errore frequente: nella RC auto la franchigia non viene sottratta dal pagamento al terzo come accade nell’indennizzo kasko. Agisce nel rapporto tra te e la tua compagnia.
Franchigia e bonus-malus possono coesistere
Pagare la franchigia non impedisce automaticamente l’aumento della classe di merito. L’articolo 133 del Codice delle assicurazioni private consente contratti basati sul bonus-malus, su clausole di franchigia o su formule miste.
Una polizza può quindi prevedere entrambe le conseguenze:
recupero della franchigia dopo il sinistro;
applicazione del malus secondo le regole della tariffa.
Non presumere che il pagamento della franchigia eviti il peggioramento della classe. Devi controllare la formula tariffaria indicata nel contratto e le condizioni che regolano i sinistri con responsabilità principale.
Come funziona sulle garanzie accessorie
Nelle garanzie accessorie la compagnia indennizza un danno che riguarda il tuo veicolo o un altro interesse assicurato. La franchigia viene normalmente sottratta dalla somma riconosciuta.
| Garanzia | Come può essere applicata la quota a tuo carico | Conseguenza pratica |
|---|---|---|
| Kasko | Franchigia fissa o scoperto con minimo | Paghi una parte della riparazione anche se il danno è coperto |
| Collisione | Franchigia sul danno riconosciuto | L’indennizzo viene ridotto dell’importo pattuito |
| Furto | Scoperto percentuale, spesso con minimo | La trattenuta cresce con il valore del danno |
| Incendio | Franchigia o scoperto | Ricevi l’indennizzo al netto della quota prevista |
| Eventi naturali | Franchigia, scoperto o combinazione dei due | Danni di importo contenuto possono non produrre alcun pagamento |
| Atti vandalici | Scoperto con minimo oppure franchigia fissa | Una parte del costo di riparazione resta a tuo carico |
| Cristalli | Franchigia diversa tra riparazione e sostituzione | La spesa può cambiare in base al tipo di intervento |
| Assistenza stradale | Eventuale limite per prestazione, più che una franchigia | I costi oltre il limite restano all’assicurato |
Le condizioni possono cambiare anche in base al riparatore scelto. Alcune polizze riducono o azzerano la franchigia presso una struttura convenzionata; altre applicano una quota maggiore se ti rivolgi a un autoriparatore esterno alla rete.
Controlla anche il limite di indennizzo. Se una garanzia eventi naturali copre al massimo 5.000 euro e prevede una franchigia di 500 euro, un danno superiore non viene pagato integralmente. Il calcolo dipende dalla formulazione della clausola: massimale e franchigia possono incidere entrambi sulla somma finale.
La franchigia si applica se non hai colpa?
Se sei il danneggiato e chiedi il risarcimento RC, la franchigia della tua polizza non riduce la somma che ti spetta. Vale sia quando ti rivolgi alla compagnia del responsabile sia, nei casi previsti, quando utilizzi il risarcimento diretto presso la tua impresa.
L’articolo 149 del Codice delle assicurazioni private disciplina il risarcimento diretto per i sinistri tra due veicoli identificati e assicurati. La procedura copre i danni al veicolo, alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente e i danni lievi alla persona del conducente non responsabile entro il limite richiamato dall’articolo 139.
La situazione cambia se, pur non avendo colpa, decidi di usare una garanzia della tua polizza, come la kasko. In quel caso la compagnia può applicare la franchigia prevista da quella copertura. L’eventuale recupero successivo dipende dal contratto e dall’esito dell’azione verso il responsabile.
La frase “senza colpa la franchigia non si applica mai” è quindi imprecisa. Occorre distinguere:
risarcimento RC come danneggiato: la tua franchigia RC non riduce il pagamento;
attivazione di una garanzia diretta: la franchigia può essere applicata secondo la polizza;
responsabilità parziale: il risarcimento RC viene calcolato in base alla quota di responsabilità, mentre l’eventuale franchigia della garanzia diretta segue il contratto.
Quanto costa davvero una polizza con franchigia
Una franchigia può accompagnarsi a un premio più basso, ma non esiste una riduzione standard. La convenienza dipende dalla differenza di prezzo rispetto a una polizza senza franchigia e dalla somma che rischi di pagare dopo il sinistro.
Supponiamo di confrontare due RC auto con le stesse condizioni principali:
| Offerta | Premio annuo | Franchigia | Risparmio annuo | Esborso dopo un sinistro coperto |
|---|---|---|---|---|
| Polizza A | 620 euro | Nessuna | — | Nessuna franchigia |
| Polizza B | 540 euro | 500 euro | 80 euro | Fino a 500 euro |
| Polizza C | 500 euro | 1.000 euro | 120 euro | Fino a 1.000 euro |
Rispetto alla polizza A, l’offerta B fa risparmiare 80 euro l’anno ma espone a una richiesta di 500 euro. Servono più di sei annualità con lo stesso divario di prezzo per accumulare un risparmio pari a una sola franchigia.
L’offerta C riduce il premio di 120 euro, ma porta la quota a tuo carico a 1.000 euro. In questo caso servono più di otto annualità per raggiungere quella cifra attraverso il risparmio sul premio.
Il calcolo non permette di prevedere gli incidenti. Serve a capire quanta esposizione economica accetti in cambio dello sconto iniziale.
Una franchigia alta può essere sostenibile se:
il risparmio sul premio è netto e documentato;
puoi pagare la quota senza difficoltà;
il contratto non abbina franchigia elevata e scoperti gravosi;
conosci gli effetti sulla classe di merito;
hai confrontato offerte con garanzie e massimali equivalenti.
Può essere poco adatta se una spesa improvvisa di 500 o 1.000 euro inciderebbe sul tuo bilancio oppure se il premio diminuisce di poche decine di euro.
Puoi confrontare i preventivi di assicurazione auto verificando, oltre al prezzo, franchigia, formula tariffaria, massimali, rivalse e garanzie incluse. Confrontare cifre non omogenee porta a una scelta falsata.
Dove trovare la franchigia nei documenti della polizza
La franchigia deve risultare dalla documentazione informativa e contrattuale. Il Regolamento IVASS n. 41/2018, nel testo vigente nel 2026, disciplina le informazioni sui prodotti assicurativi e comprende il DIP aggiuntivo RC auto.
Prima di firmare cerca queste voci:
importo della franchigia;
copertura alla quale si applica;
franchigia assoluta o relativa;
scoperto percentuale;
minimo e massimo non indennizzabile;
applicazione per sinistro o secondo un’altra unità di calcolo;
differenze tra strutture convenzionate e non convenzionate;
limiti di indennizzo;
cause di esclusione;
casi di rivalsa;
rinuncia o limitazione della rivalsa;
formula bonus-malus, con franchigia o mista.
Non fermarti al DIP. Il documento offre una sintesi, mentre le condizioni di assicurazione descrivono il calcolo completo e gli obblighi delle parti.
Se la clausola non è chiara, chiedi un esempio scritto riferito a un danno concreto. Una domanda utile è: “Con un danno riconosciuto di 3.000 euro, quale somma resta a mio carico?”. La risposta permette di individuare subito franchigie, percentuali e minimi.
Cosa accade dopo un sinistro
L’articolo 143 del Codice delle assicurazioni private obbliga conducenti o proprietari dei veicoli coinvolti a denunciare il sinistro alla propria compagnia tramite il modulo previsto. Se entrambi i conducenti firmano il modulo CAI, le circostanze indicate si presumono corrette salvo prova contraria dell’impresa.
La franchigia non elimina l’obbligo di denuncia. Anche un danno che sembra inferiore alla soglia può generare una richiesta del terzo, lesioni emerse successivamente o costi superiori alla prima valutazione.
Per i danni materiali, l’articolo 148 del Codice stabilisce termini precisi per l’offerta della compagnia, a condizione che la richiesta sia completa:
60 giorni dalla ricezione della documentazione per i sinistri con soli danni a cose;
30 giorni se il modulo di denuncia è sottoscritto dai conducenti coinvolti;
90 giorni per i danni alla persona, dalla ricezione della documentazione richiesta.
Se la domanda è incompleta, l’impresa deve chiedere le integrazioni entro 30 giorni. I termini ripartono dalla ricezione dei dati o dei documenti mancanti.
Per i danni alle cose, il veicolo deve essere messo a disposizione per l’ispezione per almeno cinque giorni non festivi, nei luoghi e negli orari comunicati nella richiesta. Se ripari l’auto prima della verifica, l’impresa può valutare il danno sulla base della fattura degli interventi eseguiti. Il diritto al risarcimento resta anche se scegli di non riparare il veicolo.
Quando ricevi il calcolo, controlla che la compagnia specifichi:
danno riconosciuto;
franchigia applicata;
percentuale di scoperto;
minimo utilizzato;
limite di indennizzo;
eventuale degrado;
clausola contrattuale richiamata.
Se contesti l’importo, presenta un reclamo scritto all’ufficio reclami dell’impresa. La compagnia deve rispondere entro 45 giorni. In assenza di risposta oppure se la risposta non risolve il problema, puoi rivolgerti a IVASS.
Come scegliere la franchigia senza fermarti al premio
La tabella seguente aiuta a valutare l’offerta in base alla tua situazione economica e alle condizioni contrattuali.
| Situazione | Cosa verificare | Rischio da evitare | Scelta da valutare |
|---|---|---|---|
| Premio molto più basso con franchigia | Differenza annua esatta e importo della franchigia | Accettare un rischio elevato per un risparmio minimo | Calcolare quante annualità servono a compensare una franchigia |
| Uso quotidiano dell’auto | Franchigia per sinistro e formula bonus-malus | Sommare franchigia e aumento del premio dopo l’incidente | Preferire una quota sostenibile |
| Auto di valore elevato | Scoperto percentuale, minimo e massimo | Trattenute molto alte sui danni gravi | Cercare un tetto allo scoperto |
| Auto con valore ridotto | Limite di indennizzo e valore commerciale | Pagare una garanzia che indennizza poco dopo le trattenute | Confrontare costo annuo e rimborso massimo |
| Eventi naturali frequenti nella zona | Applicazione per singolo evento e danni compresi | Più franchigie per episodi distinti | Verificare definizione di sinistro ed evento |
| Riparazione presso carrozziere di fiducia | Differenze tra rete convenzionata ed esterna | Franchigia più alta fuori rete | Calcolare il vantaggio economico reale |
| Più conducenti | Formula di guida ed esclusioni | Rivalsa aggiunta alla franchigia | Controllare chi può guidare il veicolo |
Il criterio decisivo è la sostenibilità della quota a tuo carico. La franchigia corretta non è quella più bassa o più alta in assoluto, ma quella coerente con il risparmio ottenuto e con la spesa che puoi affrontare dopo un sinistro.
FAQ Franchigia dell’assicurazione auto
Che cos’è la franchigia nell’assicurazione auto?
La franchigia è la somma che resta a carico dell’assicurato dopo un sinistro. Nelle garanzie sul proprio veicolo viene sottratta dall’indennizzo; nella RC auto la compagnia risarcisce il terzo e può recuperare la franchigia dall’assicurato.
Se il danno è inferiore alla franchigia, l’assicurazione paga?
Con una franchigia assoluta o relativa, un danno pari o inferiore alla soglia non produce normalmente alcun indennizzo. Devi comunque denunciare il sinistro se coinvolge altri veicoli o può generare richieste di terzi.
La franchigia si applica anche quando non ho colpa?
La franchigia della tua RC auto non riduce il risarcimento che ricevi come danneggiato. Può essere applicata se utilizzi una garanzia diretta della tua polizza, come la kasko, secondo le condizioni sottoscritte.
Franchigia e scoperto possono essere applicati insieme?
Sì. Una polizza può prevedere uno scoperto percentuale con un minimo fisso. Con scoperto del 10% e minimo di 500 euro, restano a tuo carico almeno 500 euro anche quando il 10% del danno produce una cifra inferiore.
Pagare la franchigia evita il malus?
Non necessariamente. Il Codice delle assicurazioni consente formule bonus-malus, con franchigia o miste. Se la polizza usa una formula mista, dopo un sinistro con responsabilità puoi subire sia il recupero della franchigia sia gli effetti sulla classe di merito.
Ho avuto un incidente stradale ed io ho riportato dei trauma cranici e sesta costola fratturata ne ero la conducente ma non la proprietaria dell'auto ho diritto al risarcimento conducente poiché la stessa è assicurata anche per questo ma vorrei sapere cosa vuol dire che si deve vedere la franchigia se è al 3 % e se si di quanto verrei risarcirà.....grazie per le informazioni
La franchigia al 3% sugli infortuni significa che sotto al 3% di invalidità non si ha diritto ad alcun risarcimento, mentre al di sopra dipende se è relativa o assoluta: relativa, si prende tutto; assoluta si toglie il 3% al totale dell'invalidità.