Anche per il 2026 sono stati stanziati nuovi fondi destinati all’Ecobonus per moto e scooter elettrici. Dopo il rapido esaurimento delle prime risorse disponibili nei mesi iniziali dell’anno, dal 6 maggio è stata riaperta la possibilità di prenotare gli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni appartenenti alle categorie L. La riattivazione della piattaforma ministeriale consente quindi ai concessionari di applicare di nuovo il contributo statale sul prezzo di vendita.

La misura continua a sostenere l’acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica, con importi differenti a seconda della presenza della rottamazione. Chi acquista senza demolire un vecchio mezzo può ottenere un contributo pari al 30% del prezzo, mentre con rottamazione di un motociclo fino a Euro 3 il bonus sale al 40%, entro i limiti previsti dalla normativa.
Il ritorno dei fondi riaccende l’interesse verso scooter e moto elettriche, soprattutto nelle città dove le limitazioni ambientali stanno diventando sempre più estese. Resta però da non sottovalutare che le risorse disponibili vengono assegnate in ordine cronologico e nelle precedenti aperture si sono esaurite in tempi molto rapidi. Per questo motivo, chi intende acquistare un mezzo incentivato deve verificare subito disponibilità e requisiti richiesti per accedere al contributo.
Cos’è l’Ecobonus moto e come funziona
L’Ecobonus moto è un incentivo statale che riduce il prezzo di acquisto di scooter e motocicli elettrici o ibridi nuovi appartenenti alle categorie L, applicato come sconto immediato dal concessionario e fino al 40% del prezzo in caso di rottamazione di un veicolo inquinante.
Il meccanismo continua a seguire l’impostazione introdotta negli anni precedenti. Il contributo viene applicato sul prezzo finale del mezzo sotto forma di sconto immediato.
L’incentivo varia in base alla presenza o meno della rottamazione. Chi acquista una moto o uno scooter elettrico senza demolire un vecchio mezzo può ottenere un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro. La percentuale sale invece al 40% con rottamazione, con un limite massimo di 4.000 euro. Il calcolo viene effettuato sul prezzo del veicolo al netto dell’IVA.
Il sistema resta vincolato alla disponibilità dei fondi statali, per cui il bonus non è garantito per tutto l’anno e quando le risorse si esauriscono, il concessionario non può più prenotare nuovi contributi sulla piattaforma ministeriale. Negli ultimi anni i fondi destinati ai motocicli termici si sono esauriti in velocità, mentre quelli dedicati ai mezzi elettrici hanno beneficiato di rifinanziamenti successivi grazie alle risorse residue non utilizzate.
Dal punto di vista pratico, l’Ecobonus permette di abbattere in modo significativo il prezzo d’acquisto di scooter elettrici destinati all’uso urbano. Su alcuni modelli il contributo copre una quota rilevante del costo complessivo, rendendo il passaggio all’elettrico più sostenibile anche per chi utilizza il mezzo soprattutto per spostamenti quotidiani di breve percorrenza.
Quali veicoli possono ottenere l’Ecobonus
Gli incentivi statali si applicano ai veicoli appartenenti alle categorie L previste dal Regolamento UE n. 168/2013 relativo all’omologazione dei mezzi a due, tre e quattro ruote. La normativa comprende diverse tipologie di veicoli destinati sia alla mobilità urbana sia all’utilizzo privato.
Le categorie ammesse includono ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica. Restano invece esclusi i veicoli usati, anche se immatricolati di recente, e quelli acquistati all’estero senza successiva immatricolazione italiana.
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Categoria |
Tipologia di veicolo |
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L1e |
Ciclomotori a due ruote fino a 45 km/h |
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L2e |
Ciclomotori a tre ruote |
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L3e |
Motocicli a due ruote |
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L4e |
Motocicli con sidecar |
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L5e |
Tricicli motorizzati |
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L6e |
Quadricicli leggeri |
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L7e |
Quadricicli non leggeri |
Per ottenere il contributo il mezzo deve essere acquistato e immatricolato in Italia presso un concessionario aderente alla piattaforma ministeriale Ecobonus. Questo passaggio è fondamentale, perché se il rivenditore non è registrato al sistema telematico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il bonus non può essere applicato.
Non è possibile richiedere gli incentivi rottamando qualsiasi veicolo poiché la normativa prevede requisiti molto precisi. Difatti, il mezzo demolito deve appartenere alla categoria L, essere omologato Euro 0, Euro 1, Euro 2 o Euro 3 e risultare intestato da almeno dodici mesi all’acquirente oppure a un familiare convivente.
Fai attenzione soprattutto alla documentazione anagrafica. In caso di convivenza, il concessionario potrebbe richiedere certificazioni aggiuntive per dimostrare il legame familiare e completare la pratica.
Come si richiede l’Ecobonus moto
Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda la procedura di richiesta dell’incentivo. Il cittadino non deve presentare una domanda al Ministero ma tutta la gestione operativa viene effettuata dal concessionario attraverso la piattaforma ufficiale Ecobonus.
Il rivenditore verifica innanzitutto la disponibilità residua dei fondi. Se il plafond non è esaurito, procede con la prenotazione del contributo inserendo i dati del veicolo acquistato e quelli dell’eventuale mezzo da rottamare. Una volta confermata la prenotazione, lo sconto viene applicato sul contratto di acquisto.
Questo sistema consente al cliente di ottenere subito il vantaggio economico senza attendere rimborsi successivi. Dopo l’immatricolazione del veicolo, il concessionario completa la procedura caricando la documentazione richiesta sulla piattaforma ministeriale e recuperando in un secondo momento il contributo come credito d’imposta.
La piattaforma ufficiale utilizzata dai rivenditori è disponibile sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La velocità nella prenotazione può fare la differenza. Nei periodi di maggiore richiesta, i fondi disponibili diminuiscono presto e il rischio di restare esclusi aumenta. Per questo motivo conviene preparare in anticipo tutta la documentazione necessaria e verificare con il concessionario la disponibilità reale delle risorse prima di firmare il contratto.
Quali documenti servono per ottenere il bonus
Per completare in modo corretto la pratica, il concessionario deve acquisire una serie di documenti relativi sia all’acquirente sia all’eventuale veicolo destinato alla rottamazione.
Sono richiesti documento d’identità, codice fiscale, documentazione del mezzo da demolire e certificato di proprietà o Documento Unico di Circolazione. In presenza di un veicolo intestato a un familiare convivente può essere necessario presentare anche lo stato di famiglia o altra documentazione anagrafica utile a dimostrare la convivenza da almeno dodici mesi.
Una difformità nei dati anagrafici, una proprietà registrata da meno di dodici mesi oppure documenti incompleti possono impedire la corretta prenotazione del contributo. Conviene quindi verificare tutta la documentazione prima di avviare la pratica.
Gli incentivi vengono concessi fino a esaurimento delle risorse disponibili. Una volta terminato il plafond annuale, il sistema blocca le nuove prenotazioni.
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Situazione |
Conseguenza pratica |
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Fondi disponibili |
Il concessionario può prenotare il contributo |
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Fondi esauriti |
Nessun incentivo applicabile |
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Documentazione incompleta |
Prenotazione bloccata o annullata |
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Rottamazione non conforme |
Perdita del bonus maggiorato |
Aspettare troppo prima dell’acquisto può quindi comportare la perdita dell’agevolazione oppure tempi più lunghi per l’immatricolazione del veicolo.
Ecobonus moto e scooter: le novità previste dal 2027
Dal 2027 il sistema degli incentivi per moto e scooter elettrici viene aggiornato con una revisione delle percentuali di contributo e dei limiti massimi riconoscibili. La struttura generale rimane legata all’acquisto di veicoli nuovi appartenenti alle categorie L, ma con un ridimensionamento degli importi rispetto alle annualità precedenti. Il contributo base viene fissato al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 2.000 euro, mentre in presenza di rottamazione di un veicolo termico compatibile, l’agevolazione sale al 30% fino a un massimo di 3.000 euro.
L’obiettivo dell’ecobonus rimane quello di indirizzare le risorse verso chi sostituisce un mezzo inquinante e non verso acquisti dettati solo dalla convenienza.
Come già previsto per il 2026, chi acquista una moto o uno scooter con Ecobonus non potrà rivendere il mezzo prima di un anno dalla data di immatricolazione, così da legare l’agevolazione a un utilizzo reale del veicolo nel tempo e ridurre la possibilità di operazioni speculative legate al solo ottenimento dello sconto.
Quanto si risparmia davvero tra Ecobonus e costi di gestione
Il risparmio legato all’acquisto di uno scooter elettrico non si misura soltanto sullo sconto applicato al momento della vendita. L’Ecobonus incide in modo immediato sul prezzo finale, ma la parte più rilevante del vantaggio economico di un veicolo elettrico si costruisce nel tempo, attraverso la riduzione delle spese di utilizzo e la maggiore prevedibilità dei costi di gestione rispetto a un mezzo con motore termico.
Nel 2026 il contributo può arrivare fino a 4.000 euro con rottamazione di un motociclo conforme ai requisiti previsti, mentre senza rottamazione si ferma al 30% del prezzo fino a 3.000 euro. Ciò vuol dire che l’ecobonus permette di risparmiare una cifra considerevole sul prezzo totale del mezzo.
Il vantaggio non si esaurisce però nella fase iniziale. Uno scooter elettrico elimina diverse operazioni di manutenzione ordinaria tipiche dei motori tradizionali. Non sono necessari interventi legati alla lubrificazione, alla trasmissione o alla gestione di componenti soggetti a usura più rapida. Ciò vuol dire che le visite in officina si riducono e si ottiene una maggiore stabilità delle spese annuali.
Chi dispone di un punto domestico può contenere la spesa per l’energia, mentre l’utilizzo esclusivo di colonnine pubbliche può ridurre parte del vantaggio economico complessivo. Anche la stagionalità influisce poiché temperature rigide e percorsi più impegnativi possono modificare l’autonomia reale rispetto ai valori dichiarati.
Il risparmio effettivo dipende anche dal modo in cui il veicolo viene utilizzato. In città lo scooter elettrico esprime il suo vantaggio principale, soprattutto per chi percorre tragitti brevi e frequenti. In questi casi la combinazione tra costi energetici ridotti, manutenzione semplificata e accesso facilitato alle aree soggette a limitazioni ambientali produce un beneficio economico progressivo.
Anche la polizza assicurativa incide sul bilancio finale. Prima di acquistare una moto elettrica conviene confrontare più soluzioni RC per verificare quale compagnia offre le condizioni più vantaggiose in base al modello scelto, alla classe di merito e all’utilizzo previsto tramite un servizio online per ottenere preventivi assicurativi, così da valutare con precisione la spesa annuale necessaria per mantenere il veicolo.
FAQ sugli incentivi moto elettriche 2026
Chi può ottenere l’Ecobonus per moto e scooter?
Possono richiedere il contributo persone fisiche e persone giuridiche che acquistano un veicolo nuovo appartenente alle categorie L previste dal Regolamento UE n. 168/2013.
Il bonus vale anche senza rottamazione?
Sì. In assenza di rottamazione il contributo copre il 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro.
Quali moto si possono rottamare per ottenere il bonus massimo?
Sono ammessi motocicli Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 intestati da almeno dodici mesi all’acquirente oppure a un familiare convivente.
Gli incentivi valgono anche per i quadricicli elettrici?
Sì. L’Ecobonus comprende anche i quadricicli leggeri e non leggeri appartenenti alle categorie L6e e L7e.
Il contributo viene accreditato sul conto corrente?
No. Lo sconto viene applicato dal concessionario al momento dell’acquisto del veicolo.
È stato emanato il decreto attuativo che rendeva operativa il decreto legge per il recupero dei mezzi d'epoca? Grazie
ciao, vorrei fare un preventivo per un trike del 1997 è possibile con la vostra compagnia? grazie