Prescrizione Bollo Auto: potrebbe passare da 3 a 10 anni

Bollo auto prescrizione: rischiano di tornare a essere esigibili debiti considerati ormai estinti. Lo prevede una norma contenuta nella bozza della Legge di Bilancio. Quali sono i possibili scenari?

prescrizione bollo auto 10 anni

La prescrizione del bollo auto passerà da 3 a 10 anni, lo prevede la bozza della Legge di Bilancio 2018. È questa la novità comparsa su molte testate nelle ultime settimane che ha reso scontenti gli automobilisti italiani.

Prima di scatenare allarmismi c’è da fare un chiarimento: si tratta di una bozza e, come tale, non è stata ancora approvata dal Governo. La prescrizione del bollo auto rimane quindi con il limite di 3 anni e, fino all’approvazione della Legge di Bilancio, non ci saranno cambiamenti sugli anni entro cui puoi ricevere un avviso di pagamento.

Ma capiamo meglio cosa sta succedendo, come funziona questa norma retroattiva e quali sono le novità sulla prescrizione del bollo auto previste dalla Legge di Bilancio 2018.

Prescrizione del bollo auto: il termine passerà a 10 anni

La bozza della Legge di Bilancio 2018 fornisce un’interpretazione autentica del DPR n. 602/1973 relativo alle disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito. Il testo infatti chiarisce il modo in cui devono essere interpretati gli articoli 49 e 50 e, in particolare, dice che:

il diritto alla riscossione dei carichi affidati all’agente della riscossione si prescrive con il decorso di dieci anni, quando riguardo ad essi è stata notificata e non opposta nei termini la cartella di pagamento […]

Semplificando, le cartelle esattoriali che non sono state contestate entro il termine di 60 giorni dalla notifica si prescrivono tutte in dieci anni, indipendentemente dal tipo di tributo per il quale sono state emesse.

La novità riguarda tutti i tributi, tra cui quelli locali come TARI, TASI e IMU, i contributi INPS, le multe e il bollo auto. Se per multe e tributi locali il termine di prescrizione passa da 5 a 10 anni, per il bollo auto va ancora peggio: il tempo a disposizione di Agenzia delle Entrate – Riscossione per disporre pignoramenti e fermi amministrativi passerà da 3 a 10 anni.

Cosa ha stabilito la Corte di Cassazione

Il problema è che l’interpretazione fornita nella Legge di Bilancio è in contrasto con quanto ha stabilito la  Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 20425: i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali sono diversi in base al tipo di tributo richiesto.

Nel caso del bollo auto, trattandosi di un atto amministrativo, le cartelle esattoriali si prescrivono dopo tre anni dalla notifica. Per multe, contributi INPS e INAIL, IMU, TARI e TASI il termine di prescrizione è di cinque anni e solo nel caso di debiti IVA e IRPEF i termini di prescrizione salgono a dieci anni.

Prescrizione del bollo auto in 10 anni: cosa succede ai debiti prescritti?

La modifica retroattiva dei termini di prescrizione del bollo auto avrà pesanti conseguenze sui debiti prescritti che torneranno in vita. Facciamo un esempio per capire meglio cosa succederà se questo passaggio contenuto nella bozza della Legge di Bilancio non verrà modificato in fase di approvazione della Legge.

Mettiamo il caso che tu abbia ricevuto una cartella esattoriale nel 2013 per un bollo auto del 2011 non pagato. Non hai contestato la cartella esattoriale, non hai pagato nei termini e il debito si è prescritto nel 2016. L’allora agente di riscossione Equitalia non poteva più pretendere nulla da te, essendo scaduti i termini per riscuotere il credito.

Con l’approvazione della norma che modifica l’interpretazione sui termini di prescrizione, lo stesso debito ritenuto prescritto torna in vita e Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà procedere con il pignoramento dei tuoi beni o con il fermo amministrativo dell’auto fino al 2025.

Come se non bastasse, oltre a considerare validi dei debiti ormai da considerare prescritti, la norma ha un altro effetto paradossale. Si viene a creare una distinzione tra chi non ha pagato il bollo auto fino al 31 dicembre 2017 e chi non pagherà dal 1° gennaio 2018.

Ai primi si applica la prescrizione decennale, perché legata alla cartella esattoriale non contestata. Ai secondi, invece, si applica la prescrizione triennale, perché si riferisce al pagamento del bollo auto.

Prescrizione Bollo Auto: potrebbe passare da 3 a 10 anniPrescrizione Bollo Auto: potrebbe passare da 3 a 10 anni http://bit.ly/2zoSuch via @6sicuro

Bollo auto prescritto in 10 anni: le proteste di avvocati e consumatori

Le reazioni alla decisione del Governo di inserire nella Legge di Bilancio una norma retroattiva che allunga i termini di prescrizione dei debiti non sono state positive. Le proteste arrivano sia dagli avvocati sia dai consumatori.

Secondo l’UNCAT, l’Unione nazionale camere avvocati tributaristi, la norma è “illegittima e gravemente vessatoria”. I problemi, secondo gli avvocati esperti in materia tributaria, sono almeno tre:

  • la decisione di allungare i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali non contestate non tiene conto della sentenza della Corte di Cassazione e degli orientamenti della giurisprudenza, per i quali non è in discussione il fatto che i termini di prescrizione siano diversi a seconda del tipo di tributo per il quale si chiede il pagamento;
  • la decisione di rendere retroattiva l’interpretazione secondo cui la prescrizione delle cartelle esattoriali è sempre decennale fa aumentare in automatico il valore dei crediti fiscali. La stessa Legge di Bilancio contiene una norma che prevede la possibilità di cedere i carichi iscritti a ruolo a terzi. Secondo l’UNCAT le due cose sono collegate e la reale finalità della norma è quella di garantire una maggiore entrata per l’Erario;
  • la retroattività della norma penalizza chi non ha richiesto la rottamazione delle cartelle, perché sicuro che il debito fosse già prescritto.

Oltre il danno la beffa, insomma: non solo i debiti considerati prescritti vengono considerati di nuovo esigibili, ma i consumatori hanno anche perso la possibilità di richiedere la rottamazione delle cartelle e non potranno rientrare nella rottamazione bis, dal momento che saranno ammissibili alla definizione agevolata solo i carichi iscritti a ruolo nel 2017.

Che fare, allora? Innanzitutto bisognerà aspettare l’approvazione del testo definitivo della Legge di Bilancio, attesa nei prossimi giorni. Se la norma sarà confermata e sospetti che ci siano delle cartelle esattoriali a tuo carico che non hai pagato perché credevi prescritte, controlla la tua posizione.

Puoi richiedere un estratto di ruolo e in questo modo verificare se hai debiti con Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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2 Commenti

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    nico telli novembre 01, 2017

    Ma vogliamo metterci in testa ora e per sempre dell’immanenza del mantra della P.A. : ” …CI SERVONO I SOLDI ! ” per le liquidazioni, le pensioni, i vitalizi e gli stipendi dei …non contrattualizzati, espressioni dei poteri legislativo, esecutivo e giurisdizionale, a qualsiasi livello.

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    Maurizio novembre 03, 2017

    Interessante che il governo in carica …eserciti e costruisca leggi vessatorie per i cittadini anche retroattive…mentre per tagliare i vitalizi siamo nell’insabiatura del senato …e la retroattività sui vitalizi nessuno ha mai preso in considerazione di applicare la regola che 5 governi non sono stati eletti dai cittadini…conseguentemente io cittadino che sono il tuo datore di lavoro in un certo qual senso…a tè politico avrei il diritto di avere indietro tutti i denari percepiti in questi anni …visto che non sono io che ti ho legittimato a sedere su di una poltrona in parlamento…!!!! Meditate italiani stiamo pagando gente che non abbiamo assunto….!!!!

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