Polizze RC Auto: associazioni di consumatori unite contro gli aumenti

Polizze RC Auto: associazioni di consumatori unite contro gli aumenti

Tariffe Rc Auto sempre più care. Le associazioni di consumatori non ci stanno e parte il fuoco di fila. I dati diffusi qualche giorno fa da Ania (Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici) hanno creato non poca preoccupazione.

L’Italia, infatti, mantiene saldo il primato delle polizze RC Auto più care d’Europa. Si arriva a casi in cui l’assicurazione obbligatoria per il proprio veicolo costa il quintuplo rispetto alla media continentale.“Un primato ingiustificato”, ha commentato Confedercontribuenti, una delle associazioni che ha sollevato il caso.

In Germania una polizza RC Auto costa in media 222 euro l’anno. 172 se invece ci spostiamo in Francia. In Spagna assicurare un’auto o una moto costa mediamente 229 euro. In Italia siamo attorno ai 900-1.000 euro.

Non conforta sapere che, dal 1994 a oggi, nel nostro paese l’aumento medio delle polizze Rc Auto è stato del 195%. Ok, di mezzo c’è stato il passaggio lira-euro, con i conseguenti aumenti che hanno colpito tutte le categorie merceologiche. Una spiegazione che convince a metà: incrociando questo dato con quelli comunicati da Ivass (ex Isvap) capiamo che dal 2002 a oggi, quindi dopo l’entrata in vigore della moneta unica europea, in Italia l’aumento medio di una polizza RC Auto è stato del 17,9%. Nel resto d’Europa? Poco più del 7%.

La recente promessa di Ania di contenere le tariffe sembra essersi sfaldata sotto il tiro incrociato degli aumenti. Molti automobilisti, ha fatto sapere Confedercontribuenti, denunciano continui aumenti, anno dopo anno, anche in assenza di sinistri. E guai a pensare di cavarsela con poco al primo incidente, anche se non grave: in alcuni casi, automobilisti in prima classe di merito rimasti coinvolti in un sinistro lieve hanno visto aumentare la polizza di cifre pazzesche. Anche del 200%. I neopatentati, poi, sono una categoria a parte e nemmeno con la Legge Bersani riescono a pagare di meno, a quanto pare.

Poi c’è Italia e Italia, con Nord e Sud che continuano a viaggiare su binari paralleli. A Napoli un quarantenne con un’utilitaria arriva a pagare anche 1.200 euro per un anno di polizza; lo stesso automobilista a Trento pagherebbe circa 400 euro in meno.
Guardando al mercato delle due ruote, la situazione non migliora: una moto di 200 cc fa registrare un prezzo medio di 1.009 euro a Napoli (+10,4% rispetto al 2011), 569 a Palermo (+11,4%).

E le previsioni per il 2013 non sono rosee. Secondo l’Osservatorio polizze di Federconsumatori e Adusbef, aspettiamoci un ulteriore aumento del 5,8%, che obbliga a questo punto a chiedere un intervento del Governo per tutelare la trasparenza dei prezzi e la competitività del mercato.

Intanto i consumatori si sono attrezzati per fronteggiare questa nuova ondata di aumenti. Il boom dei comparatori online, specie dopo l’abolizione del tacito rinnovo, è un chiaro segnale in questo senso.

Piero Babudro

Giornalista pubblicista, consulente, social media strategist, community manager, docente. Scrive di nuove tecnologie e comunicazione di massa, studiando da vicino i cambiamenti sociali e di consumo introdotti dai media interattivi.

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