Superbollo: calcolo, scadenze e normative aggiornate

Il possesso di un'auto ad alte prestazioni richiede una pianificazione fiscale precisa per evitare sanzioni che, nel 2026, sono diventate molto onerose a causa dei controlli incrociati tra Anagrafe Tributaria e Motorizzazione Civile. Scopriamo insieme tutti i dettagli

L’addizionale erariale alla tassa automobilistica, nota come superbollo, non è un’alternativa al bollo regionale ma un’imposta statale che si aggiunge ad esso. La normativa colpisce i veicoli che superano la soglia di potenza dei 185 kW, imponendo un esborso che varia in base all’anzianità del mezzo.

superbollo

La gestione corretta di questa imposta richiede precisione, poiché il mancato o parziale versamento attiva subito procedure di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con l’applicazione di sanzioni e interessi. Comprendere il meccanismo di calcolo e le finestre temporali entro cui agire è fondamentale per evitare aggravi economici su costi di gestione già elevati a causa dei rincari energetici e assicurativi degli ultimi anni.

L’imposta non colpisce solo le supercar di nuova immatricolazione. Il parco circolante italiano comprende una vasta gamma di vetture sportive e SUV di lusso che, pur avendo diversi anni di vita, restano sopra la soglia dei 185 kW. In questi casi, la conoscenza esatta della data di costruzione, e non solo di quella di immatricolazione, diventa il fattore determinante per applicare la riduzione corretta e risparmiare centinaia di euro.

Cos’è il superbollo e chi deve pagarlo nel 2026

Il superbollo è un’imposta erariale che grava sui proprietari di autoveicoli con potenza superiore ai 185 kW. A differenza del bollo ordinario, il cui gettito è destinato alle Regioni, questa addizionale finisce nelle casse dello Stato. L’obbligo di pagamento ricade su chi risulta proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio o utilizzatore a titolo di locazione finanziaria (leasing) al momento della scadenza del termine destinato al pagamento del bollo auto ordinario.

La normativa vigente nel 2026 non ha subìto modifiche strutturali rispetto all’impianto originario del 2011, confermando la soglia di sbarramento e gli importi per chilowatt eccedente. Tuttavia, la crescente diffusione di veicoli elettrici ad alte prestazioni ha reso questa tassa un tema di forte dibattito tecnico, data la differente modalità di calcolo della potenza omologata per i motori a zero emissioni rispetto ai propulsori termici.

Definizione Superbollo: Il superbollo è un’addizionale erariale alla tassa automobilistica pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza del motore superiore alla soglia di 185 kW, calcolata in base all’anzianità del veicolo.

Come calcolare l’importo e le riduzioni per anzianità

Per determinare con esattezza l’esborso previsto, devi consultare la carta di circolazione del veicolo (o il Documento Unico). Il dato di riferimento si trova al punto P.2, dove è indicata la potenza netta massima in chilowatt. Se la tua vettura dispone di 200 kW, la base imponibile per l’addizionale erariale sarà di 15 kW (200 – 185 = 15). Moltiplicando questo valore per la tariffa piena di 20 euro, otterrai un importo annuo di 300 euro, da sommare al bollo ordinario.

Fai attenzione a non confondere i kW con i cavalli vapore (CV). Se il tuo libretto riporta solo la potenza in CV, devi dividere quel valore per 1,35962 per ottenere i kilowatt. Nel caso di veicoli elettrici, la potenza soggetta a tassazione è quella “continuativa” (omologata per 30 minuti) e non quella “di picco” pubblicizzata dai produttori.

Il legislatore ha previsto un meccanismo di svalutazione fiscale per riflettere la perdita di valore commerciale del veicolo. Il superbollo diminuisce in base agli anni trascorsi dalla data di costruzione del mezzo. Se la data di costruzione non è verificabile, si considera l’anno di prima immatricolazione.

Anzianità del veicolo

Coefficiente di calcolo

Tariffa per kW eccedente

Stato del pagamento

Da 0 a 5 anni

100% dell’importo

20,00 €

Dovuto integralmente

Oltre 5 anni

60% dell’importo

12,00 €

Riduzione del 40%

Oltre 10 anni

40% dell’importo

6,00 €

Riduzione del 60%

Oltre 15 anni

15% dell’importo

3,00 €

Riduzione dell’85%

Oltre 20 anni

0% dell’importo

0,00 €

Esenzione totale

Molti proprietari commettono l’errore di calcolare la riduzione basandosi sul mese di acquisto. La normativa è invece perentoria e stabilisce che il passaggio allo scaglione successivo avviene sempre il 1° gennaio. Se possiedi una vettura immatricolata nel 2022, dal 1° gennaio 2027 inizierai a beneficiare della prima riduzione del 40%, passando alla tariffa di 12 euro per ogni kW oltre la soglia.

Modalità di pagamento e codici tributo F24

A differenza del bollo auto tradizionale, che può essere corrisposto tramite PagoPA, tabaccherie o agenzie pratiche auto, il superbollo richiede in modo tassativo l’utilizzo del Modello F24 con elementi identificativi (F24 ELIDE). Non è consentita la compensazione con eventuali crediti d’imposta in tuo possesso, quindi il versamento deve essere effettuato per l’intero importo dovuto. Questo strumento permette all’Agenzia delle Entrate di incassare il tributo, trattandosi di un’imposta erariale e non regionale.

Le scadenze coincidono con quelle della tassa automobilistica regionale. Se il termine per il bollo scade a febbraio 2026, entro la fine dello stesso mese dovrai provvedere anche al saldo dell’addizionale erariale. In caso di ritardo, è consigliabile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso per limitare l’entità delle sanzioni, utilizzando i codici specifici previsti dall’Agenzia delle Entrate.

Nella compilazione, devi prestare massima attenzione alla sezione Elementi Identificativi. Qui va inserita la targa del veicolo. Il codice ufficio non va indicato, mentre nel campo Tipo bisogna inserire la lettera A. Il codice tributo deve essere scelto in base alla natura del versamento, ossia imposta ordinaria, sanzione o interessi.

Codici tributo per il modello F24 ELIDE

Tipologia di versamento

Codice Tributo

Note operative

Versamento addizionale

3364

Da usare per il pagamento entro i termini

Sanzioni da ravvedimento

3365

Da usare in caso di pagamento tardivo volontario

Interessi da ravvedimento

3366

Da calcolare sulla base dei giorni di ritardo

Il mancato utilizzo dei codici corretti o l’errata indicazione della targa impediscono al sistema di riconciliare il pagamento. In questi casi, pur avendo pagato, risulterai moroso per l’Anagrafe Tributaria, con il rischio di dover avviare lunghe procedure di istanza in autotutela per correggere l’errore.

Oltre ai costi fissi come il superbollo, il risparmio reale sulla gestione di un’auto potente passa attraverso l’ottimizzazione delle voci variabili.

Esenzioni totali e casi particolari

Esistono circostanze specifiche in cui l’obbligo di versamento decade. L’esenzione più comune riguarda le auto storiche. Al compimento del ventesimo anno dalla costruzione, il veicolo smette di essere soggetto al superbollo.

Le vetture storiche che hanno compiuto 20 anni non devono presentare alcuna domanda perché l’esenzione dal superbollo è automatica e legata soltanto all’anno di costruzione, a prescindere dall’iscrizione o meno a registri storici come l’ASI, purché il veicolo sia conforme alle norme vigenti per tale categoria.

Diverso è il discorso per il bollo ordinario per le auto tra i 20 e i 29 anni che può essere ridotto del 50% solo in presenza di Certificato di Rilevanza Storica (CRS) annotato sulla carta di circolazione.

Un altro caso di esenzione riguarda i veicoli che godono già della sospensione del bollo auto per legge, come le auto destinate alla vendita presso i concessionari o quelle soggette a regimi di esenzione per disabilità (Legge 104/92), qualora i parametri di potenza rientrino in tali agevolazioni. Infine, il superbollo non è dovuto se l’auto è stata venduta o radiata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) prima della data utile per il pagamento. Se la vendita avviene dopo la scadenza, l’obbligo di versamento resta in capo al venditore per l’intera annualità.

Il dibattito sull’abolizione e l’impatto sul mercato

Il tema dell’eliminazione del superbollo torna spesso nell’agenda politica italiana. I detrattori dell’imposta, tra cui figurano l’ACI e le principali associazioni di categoria come UNRAE, sostengono da anni che questa tassa sia controproducente per l’erario.

L’argomentazione principale risiede nel fatto che l’introduzione dell’addizionale ha causato una drastica contrazione del mercato delle auto di alta gamma in Italia, spingendo molti proprietari a esportare i veicoli all’estero e riducendo così il gettito derivante da IVA, accise sui carburanti e tasse di manutenzione.

Nonostante queste critiche e i vari emendamenti proposti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il tributo è confermato. L’unico scenario di reale cambiamento riguarda la possibile revisione dei parametri per le auto elettrificate. Con il divieto di vendita di nuove auto termiche che si avvicina, il sistema basato sui kW dovrà essere aggiornato per non penalizzare i veicoli a zero emissioni, che dispongono di potenze elevate.

Ridurre il costo complessivo delle auto potenti

Il superbollo non è comprimibile se dovuto, ma rientra in un quadro più ampio di spese fisse. Per questo molti automobilisti intervengono su altre voci, in particolare sull’assicurazione RC Auto, che nel 2026 continua a registrare forti differenze di prezzo a parità di coperture.

Valutare più preventivi e confrontare le condizioni contrattuali consente spesso di compensare almeno in parte l’impatto fiscale complessivo, soprattutto per chi guida veicoli di fascia alta. Un confronto mirato delle tariffe assicurative auto permette di individuare soluzioni coerenti con il profilo di rischio reale del conducente.

FAQ – Domande frequenti sul Superbollo

Come posso verificare se la mia auto deve pagare il superbollo?

Devi controllare il valore espresso in kW al punto P.2 della carta di circolazione. Se il numero è superiore a 185, l’auto è soggetta alla tassa per ogni chilowatt eccedente tale soglia.

Le auto elettriche pagano il superbollo nel 2026?

Sì, se superano i 185 kW di potenza omologata. Tuttavia, la potenza indicata sulla carta di circolazione per le elettriche è quella “continuativa” (media su 30 minuti), che è di solito più bassa della potenza massima pubblicizzata dai costruttori.

Cosa succede se non pago il superbollo entro la scadenza?

Si incorre in sanzioni amministrative. Se regolarizzi la posizione entro brevi termini, puoi usare il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte. In caso di accertamento d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate, la sanzione può arrivare al 30% dell’importo dovuto, oltre agli interessi moratori.

Il superbollo si paga anche per le auto a noleggio a lungo termine?

Sì, ma l’onere è a carico dell’utilizzatore. Di solito le società di noleggio gestiscono il pagamento e lo inseriscono nel canone mensile, ma la responsabilità fiscale del versamento corretto resta legata al contratto sottoscritto.

Dopo quanti anni un’auto smette di pagare il superbollo?

L’esenzione totale scatta dopo 20 anni dalla data di costruzione del veicolo. Il calcolo dell’anzianità parte dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di fabbricazione.

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Risposte

  1. Buongiorno mi chiamo Maurizio, ho una auto americana del 2015 .... immatricolata in Italia nel 2017 ,la riduzione si effettuerà nel 2020?

  2. Con le auto ibride ???
    Come la mettiamo ?
    Consumano meno ma hanno più cavalli .
    Compromettiamo il mercato giusto che permetterà forse un futuro tutto elettrico !!!

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