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Rata mutuo: con i tassi azzerati cosa cambia?

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Rata mutuo: con i tassi azzerati scenderà?

L’impatto nel sempre malmesso bilancio domestico sarà positivo, ma solo per chi ha un mutuo a tasso variabile. Un miglioramento che sarà non certo immediato: la variazione si farà sentire nel lungo periodo e solo se sarà stabile. Difficile, se non impossibile, fare una media del costo dei mutui (troppe infatti le variabili).

L’Euribor a 3 mesi, ovvero l’indice base per il calcolo degli interessi per la maggioranza dei mutui, negli ultimi anni ha seguito l’andamento del tasso di riferimento e del tasso di deposito. I dubbi sono forti invece per chi vorrà accendere un nuovo mutuo, divisi tra la spinta verso il variabile (appetibile) e la sicurezza del fisso. Doverosa un’attenta riflessione: difficile che i tassi possano ancora scendere e non va dimenticato che un mutuo, solitamente, dura almeno dieci anni.

Sì, ma in pratica? Per un mutuo a tasso variabile, l’Euribor è oggi poco superiore l’1%, dato mai toccato dall’avvento dell’Euro. Ne deriva, ad esempio, che per un mutuo da 100 mila € in 20 anni la rata muto si attesterà a circa 460 € mensili con 11 mila € totali di interessi. Il tasso agevola anche il fisso: lo steso mutuo di 100 mila € a 20 anni darà rate da 515 € al mese. Cifre davvero interessanti che, si spera, daranno un incremento all’economia del settore immobiliare.

Azzeramento tassi e immobiliare

Come detto, la notizia dei tassi a zero ha subito fatto venire in mente il comparto immobiliare. A Febbraio, l’ultimo rapporto mensile dell’Abi, il tasso che sintetizza l’andamento dei mutui fissi e variabili è risultato pari al 2,40%, un minimo storico. Il fisso resta la scelta più praticata dagli italiani.

Una risalita di settore che dovrebbe quindi essere spinta dai nuovi tassi e dalla caduta dei prezzi, condizioni ideali per far ripartire, almeno in parte, la “corsa” alla casa di proprietà. Prezzi che resteranno bassi per poco: l’incremento delle vendite dovrebbe portare con sé aumenti. Standard & Poor’s ha stimato un aumento dei prezzi nell’ordine dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

Conclusioni

Insomma c’è da sorridere, almeno un po’. Tra il risparmio e la maggiore facilità nell’accesso al credito le famiglie troveranno sicuro giovamento. Un miglioramento apprezzabile, a patto che non si facciano pensieri strani: i vantaggi si presenteranno, ma saranno comunque minimi. Il consiglio è di armarsi dunque di pazienza e ricordarsi che poco è sempre meglio di niente.

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