Qual è la differenza tra cavalli e cilindrata?

Quando si valuta la potenza di un'auto si menzionano sempre due elementi, i cavalli e la cilindrata. In cosa consistono? E in cosa differiscono?

Quando si parla di prestazioni di un’automobile, i termini cavalli e cilindrata continuano a essere utilizzati come sinonimi.

differenza cavalli e cilindrata

In realtà, seppure questa sovrapposizione linguistica sia ancora molto diffusa, sia nel linguaggio comune che nella comunicazione commerciale, è scorretta da un punto di vista tecnico. Cavalli e cilindrata descrivono infatti due caratteristiche distinte del motore, che incidono in modo diverso su prestazioni, consumi e comportamento su strada.

In effetti, capita spesso che due auto con la stessa cilindra abbiano una potenza e una velocità differente, creando non pochi dubbi, soprattutto dal punto di vista fiscale in fase di pagamento del bollo auto.

Per meglio comprendere la differenza tra cavalli e cilindrata è necessario analizzare cosa indicano i cavalli e cosa la cilindrata, così da interpretare i termini in modo corretto.

Cosa sono i cavalli di un motore

I cavalli, o per essere più corretti cavalli vapore, esprimono la potenza del motore, ovvero la quantità di lavoro che il propulsore è in grado di compiere in un determinato intervallo di tempo.

La potenza non indica quanto è grande il motore ma quanto è efficace nel trasformare l’energia prodotta dalla combustione in movimento. Dal punto di vista concettuale, misura la rapidità con cui il motore può generare lavoro meccanico.

L’origine del termine risale all’epoca delle prime macchine industriali, quando il confronto con la forza animale permetteva di rendere comprensibile una grandezza altrimenti astratta. Oggi il riferimento storico ha perso significato pratico, ma l’unità di misura è rimasta nel linguaggio comune. Per convenzione, un cavallo vapore equivale al sollevamento di un peso di 75 Kg alla velocità di un metro al secondo.

Se i CV vengono usati in Italia e in pochi altri paesi europei, in quelli anglosassoni si utilizza un’altra unità di misura, denominata Horse Power (HP).

Le due unità di misura differiscono, seppur di poco, e possono creare qualche problema nel caso di acquisto di auto da Paesi esteri. Difatti, bisogna considerare che 1 CV equivale a = 0,98631 HP.

Quello che conta davvero sono i kW

Nonostante l’utilizzo dei cavalli sia ancora molto diffuso nel 2025, l’unità di misura utilizzata anche da altri paesi sono i kW.

Il kilowatt appartiene al Sistema Internazionale ed è il valore ufficiale utilizzato nelle omologazioni europee e nei documenti di circolazione. Un cavallo corrisponde a circa 735 watt, mentre un kilowatt corrisponde a 1,36 cavalli.

In base a questo rapporto, il numero di cavalli è sempre superiore ai kW indicati sulla carta di circolazione.

Questo aspetto non è solo formale. In Italia, come nel resto dell’Unione Europea, il valore in kilowatt indicato sulla carta di circolazione è quello preso come riferimento per il calcolo del bollo auto. Il numero di cavalli, pur essendo spesso citato nei materiali commerciali, non ha alcun valore fiscale.

Un veicolo da 100 kW, ad esempio, sviluppa una potenza superiore a 130 cavalli, ma il tributo annuale viene calcolato soltanto sul dato in kilowatt. Questo sistema è in vigore da decenni e continua a essere applicato anche ai veicoli di nuova generazione, inclusi quelli ibridi, dove la potenza complessiva è sempre espressa in kW, secondo criteri normativi specifici.

Cos’è la cilindrata di un motore

La cilindrata, espressa in cc, ovvero centimetri cubici, indica il volume totale di aria e carburante che il motore può aspirare e comprimere durante un ciclo completo di funzionamento. In termini semplici, descrive la “dimensione” del motore dal punto di vista volumetrico, ma non la sua potenza.

Un motore con cilindrata maggiore ha cilindri più grandi o più numerosi e questo influisce sul modo in cui eroga la coppia e sulla risposta ai bassi regimi.

Ad esempio, se un’automobile ha 2000 cc e dispone di 6 cilindri, ogni cilindro è di 333,3 centimetri cubici. Questo non significa che sia più potente di un motore da 1600 cc perché tutto dipende anche da altri fattori.

A parità di cc per capire se un’auto è più potente di un’altra bisogna calcolare anche i cavalli o i kW. Ecco che un’auto con una cilindrata di 1.8 e 150 cavalli risulterà più potente di una 1.8 e 120 cavalli.

Questo è un esempio molto semplice, per comprendere la differenza tra cilindrata e cavalli, ma è valido solo a parità di cc poiché, due auto di cilindrata diverse, con alimentazione, peso e dimensioni differenti, non possono essere valutate solo sulla scorta dei cavalli.

Un esempio pratico

Per fare un esempio pratico, si possono prendere in considerazione due auto: una con un motore da 1.5 cc da 120 CV e l’altra da 1.8 e 100 CV. A una lettura superficiale, si è portati a pensare che il modello da 120 CV sia quello più veloce.

In realtà, il comportamento su strada dipende da molte altre variabili. Se il veicolo da 1,5 litri è installato su una carrozzeria pesante, come un SUV compatto, il motore potrebbe lavorare a regimi elevati per compensare la massa, penalizzando fluidità e consumi. Al contrario, il motore da 1,8 litri, pur meno potente sulla carta, potrebbe avere una coppia più consistente ai bassi regimi e una guida più rilassata.

Questo esempio dimostra come cavalli e cilindrata vadano interpretati insieme, ma sempre all’interno di un quadro più ampio che include peso del veicolo, rapporti del cambio, coppia motrice e tecnologie impiegate.

Un motore più piccolo ma progettato in modo evoluto può risultare più efficace di un propulsore di maggiore cilindrata ma meno efficiente.

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