Costo assicurazione auto: il 26,5% sono tasse

costo assicurazione auto

Uno dei grandi misteri dell’universo: come si calcola il premio della tua assicurazione auto? Voglio dire, tu lo sai cosa stai pagando? L’assicurazione è obbligatoria per tutti i mezzi a motore, e in un libero mercato come il nostro hai la possibilità di scegliere tra soluzioni diverse. Puoi addirittura confrontare le assicurazioni RC auto per scegliere quella più economica e conveniente alle tue necessità.

Il prezzo è quello giusto. Ma cosa stai pagando? Conosci le voci che compongono il costo assicurazione auto? Bene, tutto nasce dal premio puro. Ovvero da quella parte di denaro che versi all’assicuratore per essere sicuro che ti tuteli in caso di incidenti. Come suggerisce anche il precedente articolo di 6Sicuro, dedicato alle assicurazioni auto, il premio puro corrisponde al 53,5% dell’importo.

Quindi poco più della metà. E tutti i soldi che paghi?

Ecco il costo assicurazione auto

Una buona parte del costo assicurazione auto (il 16%) viene inglobato dai caricamenti, ovvero da oneri accessori che coprono le spese della compagnia assicurativa. Qualche esempio: costi di acquisizione di un nuovo cliente, costo pagato per la gestione del contratto, le provvigioni per gli agenti. Il 26,5% del costo assicurazione auto, invece, viene coperto dalle tasse.

Esatto, dalle tasse.

Queste percentuali potrebbero essere leggermente differenti nel caso specifico, ma la proporzione è simile. Ci sono una serie di elementi soggettivi e oggettivi che permettono all’assicurazione di valutare il rischio. La potenza del veicolo, la provincia di immatricolazione, la presenza di ABS e airbag influenzano il costo, così come l’età e l’anzianità di patente. Anche se possono sembrare dei parametri ingiusti (perché un neolaureato deve per forza fare più incidenti?), seguono una logica statistica.

La domanda è semplice: perché devo pagare (prendo una cifra a caso) 200 euro di tasse in più sull’assicurazione RC auto? In fin dei conti pago già le tasse, pago il bollo auto (lo paghi vero? Lo sai che è una bufala quella storia di non pagare il bollo?) e pago l’IMU sul box auto. Pago anche l’IVA sull’acquisto dell’automobile.

Dietro a un premio assicurativo c’è la logica dei grandi numeri e delle probabilità: quale logica si nasconde dietro alle tasse?

La semplice somma delle percentuali

Faccio un esempio con percentuali che potrebbero variare nella realtà. C’è un’imposta statale del 12,5% che può arrivare al 16%. Dal 2011, grazie al federalismo fiscale, l’aliquota dell’imposta sull’RC Auto può essere diminuita o aumentata dalle singole province fino a 3,5%. E basta dare uno sguardo a queste variazioni 2015 per capire qual è la tendenza:

  • Isernia +3,5% (da 12,5% a 16%)
  • Reggio Calabria +1% (da 15% a 16%)
  • Cuneo +0,5% (da 15,50% a 16%)
  • Vicenza +3,5% (da 12,50 a 16%)
  • Cagliari +3,5% (da 12,50% a 16%)

Interessante, vero? Il federalismo fiscale passa attraverso l’uniformità dell’aumento. A questa percentuale si aggiunge il contributo del Sistema Sanitario Nazionale che tocca quota 10,5%. Rapido giro di calcolatrice: 26,5%.

Vuoi salvarti in calcio d’angolo e togliere qualcosa dalla dichiarazione dei redditi? Peccato, arrivi tardi. Prima il contributo SSN era deducibile dal reddito per i contributi che superavano i 40 euro. A partire dal 1 gennaio 2014, però, il decreto legge n. 102 del 2013 ha cancellato la deducibilità Irpef/Ires/Irap del contributo SSN sulla polizza RC Auto:

A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2014, il contributo previsto nell’articolo 334 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è indeducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive. A decorrere dal medesimo periodo d’imposta cessa l’applicazione delle disposizioni del comma 76 dell’articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92”.

A tutto questo si aggiungono le tasse sulle garanzie accessorie che puoi aggiungere durante la stipula del contratto: 2,5%  per gli infortuni, 13,5% per incendio e furto, 10% per l’assistenza. Percentuali interessanti che sicuramente influiscono sul costo assicurazione auto.

Costo assicurazione auto: il 26,5% sono tasseCosto assicurazione auto: il 26,5% sono tasse http://bit.ly/1egEQt9 via @6sicuro

Cosa puoi fare per evitare le tasse?

Ben poco. Spesso le tasse sono comprese nel prezzo del bene/servizio, quindi le paghi e non te ne accorgi neanche. Questo è il caso dell’assicurazione RC. Per i servizi accessori puoi prendere una decisione a monte (evitare i servizi), ma per il costo assicurazione auto ci sono poche strade da seguire. Puoi solo pagare.

Ma puoi farlo con intelligenza.

Il primo passaggio utile: confrontare le varie assicurazioni e calcolare il risparmio per decidere in base alle diverse offerte definite intorno alle tue necessità. Evitare le tasse è impossibile se non bypassando l’acquisto stesso dell’assicurazione, ma è tuo diritto risparmiare attraverso un confronto equo e una serie di piccoli accorgimenti che puoi trovare nel decalogo 6Sicuro per risparmiare sulla polizza RC auto.

Secondo te è giusto pagare tutte queste tasse. Ma, soprattutto, la percentuale versata vale il servizio elargito? Lascia la tua esperienza nei commenti: affrontiamo insieme questo argomento.

Riccardo Esposito

Sono un webwriter freelance, aiuto le aziende e gli imprenditori a comunicare online. Mi occupo di nuove tecnologie, social media, scrittura online. Il mio motto? Il mio regno per un post.

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2 Commenti

  1. Avatar
    Paolo giugno 18, 2015

    Un furto! Non solo paghiamo tantissimo rispetto altri paesi europei, ma subiamo anche i costi dell’incapacità o inerzia delle compagnie nel perseguire i truffatori. Un esempio: è mai possibile che un cittadino onesto che vive a Reggio Calabria, in classe uno da decenni, debba pagare molto di più, sempre con la stessa compagnia di assicurazioni, di un cittadino parimenti onesto che vive a Trento? Siamo in Italia o cosa?
    Grazie

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      Riccardo Esposito giugno 18, 2015

      Ciao Paolo, questo è uno dei problemi storici. L’unico strumento che abbiamo è, appunto, la possibilità di confrontare e scegliere la soluzione più conveniente.

      Rispondi

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