Niente multa se non ricordi chi guidava

Hai prestato l'auto e ti è arrivata una multa? Se non ti ricordi chi fosse alla guida, non devi pagarla! Ma attenzione: devi saper giustificare la tua difesa!

no multa

Diciamo la verità, chi ha preso una multa lo sa: a volte passa fin troppo tempo da quando commettiamo un’infrazione del Codice della Strada e l’arrivo della multa a casa. A volte succede che ci accorgiamo di aver fatto qualcosa di potenzialmente sbagliato – “Quel semaforo era già rosso o era ancora giallo?” – e passiamo diversi giorni con l’angoscia di ricevere una contravvenzione direttamente a domicilio. Altre volte la questione è diversa: abbiamo prestato la macchina a qualcuno e quando arriva la multa non sappiamo chi era alla guida.

Bene, pare che in questo caso ci sia una risposta chiara: se ammetti di non ricordare chi fosse alla guida del mezzo il giorno dell’infrazione, allora non devi pagare la multa. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Si tratta della “sanzione supplementare”

È meglio specificare: la multa per infrazione del CdS è da pagare, sempre, a meno che non ci siano gli estremi per il ricorso. Ciò di cui stiamo parlando è la sanzione di 286 euro che può essere applicata quando non comunichiamo i dati di chi ha commesso l’infrazione.

Nessuna multa per chi non ricorda chi guida?

Parliamo del caso e della sentenza: arrivata la multa, un imprenditore di una Srl ha rilasciato una dichiarazione dove specificava l’assoluta incapacità di ricordare chi fosse alla guida del mezzo al momento dell’infrazione contestata. Il perché è semplice: la multa è arrivata con colpevole ritardo e l’auto è aziendale, quindi a disposizione per diversi dipendenti.

Senza un preciso storico è quindi impossibile assegnare una colpa, che di certo l’imprenditore non si può assumere. In fin dei conti è giusto così: pagheresti mai una multa supplementare quando sei sicuro di non aver fatto nulla per meritarlo?

La sentenza del Giudice

Il Giudice di Pace di Campobasso ha applicato l’art. 126 bis, comma 2 del CdS:

“La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione.

Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede.
Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 286 a euro 1.142″.

In parole povere significa che bisogna sempre esplicitare il “colpevole”, ma che è ancora più grave se omettiamo di dare le generalità e quindi basta – in teoria – giustificare la situazione per evitare guai peggiori. “La legge non ammette l’ignoranza”? Be’, sì, se documentata. E quindi, parola di Giudice:

“Nulla può rimproverarsi a colui che in buona fede, a distanza di tempo dall’accertamento, non sia in grado di ricordare a chi aveva consentito l’uso della propria autovettura, circostanza di per sé idonea a costituire valida esimente, attesa l’assenza di colpa come requisito dell’illecito amministrativo”.

Non sai chi guidava? Allora non devi pagare la multa! Non sai chi guidava? Allora non devi pagare la multa! http://bit.ly/1SfMz8i via @6sicuro

Un importante o pericoloso precedente?

Bisogna specificare tre diversi aspetti di questa vicenda:

  1. Si tratta di una multa a una macchina facente parte di un parco veicolare aziendale;
  2. La notifica della multa è giunta dopo un lasso di tempo importante (ma entro i 90 giorni);
  3. L’imprenditore ha giustificato perfettamente la sua difesa.

Questo è bene dirlo, prima di poter affermare di non pagare la multa se non ricordiamo chi fosse alla guida al momento dell’infrazione. Anche perché da “importante” a “pericoloso” precedente il passo è breve: pensa a cosa accadrebbe se chiunque iniziasse a dire di non ricordare e che bastasse questo per evitare una contravvenzione. Diventerebbe il Paese dei Balocchi autostradali.

La legge prevede una multa da 286,00 a 1.142,00 euro nei confronti di chi non informa le autorità dei dati del conducente del veicolo sanzionato, senza giustificato motivo. Ma è proprio qui il dato importante: il giustificato motivo. Per onore di cronaca ci sono diversi casi al riguardo, ma non tutti si sono conclusi come il caso preso in oggetto.

Assicurazione auto: occhio alla “guida esclusiva”

La cosiddetta formula di guida – o altrimenti detta “indicazione dei conducenti” – è richiesta dalle compagnie assicurative per conoscere chi guiderà il veicolo e per calcolare il premio assicurativo in base al rischio ipotizzato. La “guida esclusiva” la dice lunga e la scegli quando sei sicuro che sarai tu e solo tu a guidare la tua auto. E quindi che dirai no a chiunque quando ti chiederanno la macchina in prestito. Quindi no a mogli, mariti, fratelli, amanti, cugini, cugini di cugini e no, neanche un collega di lavoro o Superman se per caso ti dicesse che gli serve per salvare il mondo.

O meglio: puoi anche prestarla, ma sappi che i problemi con l’assicurazione nascono quando c’è un incidente. Forse può andarti bene per sempre, non succede nulla, ma il giorno in cui l’altra persona resta coinvolta in un incidente avrai invece da sostenere una rivalsa (limitata nella migliore delle ipotesi, illimitata nella peggiore) perché non eri tu alla guida. Di solito questa formula fa risparmiare sul premio medio dell’assicurazione auto.

Matteo Bianconi

Copywriter, giornalista, social media strategist. Ma anche divoratore di libri, persecutore di parole e cine-innamorato. Laureato in Sociologia e specializzato in Marketing e Comunicazione, scrive di società e web da 10 anni.

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6 Commenti

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    FILIPPO novembre 11, 2015

    Mi spiace, ma al riguardo sono facilmente reperibili svariate sentenze della Cassazione -e persino un’ordinanza della Corte Costituzionale-, che contraddicono clamorosamente quanto stabilito da questo GdP e il senso di questo post. Il soggetto che ai sensi dell’art. 196, anche se persona giuridica, ha l’obbligo di dichiarazione deve sempre essere in grado di comunicare il nominativo del conducente al momento della commessa violazione.

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    Gianni novembre 11, 2015

    E’ troppo facile per chi puo’ acquistare o usufruire delle auto aziendali, avere 1000 agevolazioni sia sul piano fiscale che sul piano del CdS. Basti solo pensare a tutti i costi delle auto aziendali (bollo, RCA, benzina, manutenzione, ecc.), che possono venire in parte detratti dalla denuncia dei redditi dell’azienda. Senza poi contare che un’auto aziendale puo’ essere utilizzata da chiunque in azienda, per tanto diventa difficile per un’azienda dire chi era alla guida in quel determinato giorno in cui si e’ commessa una infrazione al CdS, evitando cosi non solo la multa supplementare, ma anche e sopratutto la decurtazione dei punti sulla patente. Oggi le auto aziendali sono un modo molto semplice per molti imprenditori di eludere il fisco e il CdS. Basterebbe imporre alle aziende che dispongono di auto aziendali, un registro del guidatore, in modo da sapere sempre chi e’ stato alla guida dell’auto aziendale.

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    Paolo novembre 12, 2015

    Qualcosa di simile era capitata a me. Avevo affidato la mia auto per un lungo viaggio con amici a mio figlio e tutti si erano alternati alla guida. Impossibile, a distanza di mesi, sapere chi di loro fosse alla guida al momento della violazione. Ma il Giudice di Pace ha deciso diversamente. Ma io porrei la questione in termini ancora più sottili giuridicamente. Se io sono certo di non essere stato alla guida ma allo stesso tempo non sono in grado di individuare il responsabile, posso mai farmi carico di una sanzione amministrativa o alla decurtazione di punti al posto di un altro? La falsa autoaccusa di un illecito, sia pure contravvenzionale, non è essa stessa un reato!? Non è infatti teoricamente sanzionabile la mia prozia 85enne che si autoaccusa in mio favore? C’è qualche avvocato o magistrato che possa commentare?

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    nicolas novembre 23, 2015

    Ciao a tutti, vi racconto che mi e arrivata un’altra multa a distanzia di anni. Ho chiesto sia la documentazione a quel comuni di prov di Napoli e ancora niente…l’altra multa mi e arrivata da Cervia….ho chiamato, si sono dimostrati molto scortesi…inviata richiesta via mail della foto ecc….e a distanzia di settimane…ancora nulla…vedremo come andrà a finire…cmq, andrò dal giudice di pace.
    Saluti.

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    Giovanni novembre 23, 2016

    Il fatto fondamentale è che è sbagliato l’articolo 196, perchè va contro un sacrosanto principio giuridico penale, quello del “in dubio pro rei”. Non si può cioè far pagare a qualcuno una colpa se non si è in grado di dimostrarla. E l’onere della prova spetta all’autorità. In altre parole: persino in caso di omicidio, se non si riesce a dimostrare la colpevolezza dell’imputato, questo viene assolto; possibile che invece in caso di una infrazione stradale il colpevole debba essere trovato a tutti i costi? E se non lo trovi, sei in colpa (quale?), quindi devi pagare.
    Chiaramente sto parlando solo della sanzione supplementare nel caso in cui non si comunichi il nominativo del guidatore: la multa per l’infrazione va pagata.
    E c’è anche una ingiustizia sociale: chi non ha problemi economici paga, non subisce decurtazioni di punti e dopo due anni gliene aggiungono due: chi ha problemi economici subisce la decurtazione. Devo pensare che i punti sono in vendita?

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    Antonio novembre 24, 2016

    Salve, ho ricevuto una multa da un comune dove non sono mai stato in mia vita….tanto meno con la mia macchina. Cosa posso fare?

    Salve sono Antonio rispondo al quesito di Nicolas anche se con un anno di ritardo ma solo oggi ho avuto modo di leggerlo.
    In vita mia ho fatto diversi ricorsi sia al prefetto che al giudice di pace ma tutti un po datati infatti non esisteva ancora il contributo.
    Molti accolti soprattutto i più costosi e con decurtazione dei punti, giusto per raccontarlo mi sarei trovato se non avessi vinto con circa 5000 € in meno e circa -30 punti sulla patente.
    Per tornare a bomba oggi a tutte le polizie basta sapere il numero di targa per avere tutte le notizie sia del proprietario sia dell’ auto compresa la motorizzazione etc l’unica cosa che non possono sapere è il colore.
    La mia è stata un odissea Multa in un comune che non visito da 20anni, comunque, telefonata (di una scostumatezza unica tant’è che li volevo denunciare ai carabinieri) ricorso in autotutela, prefetto, allegati passaggi autostradali, dichiarazioni di persone che asserivano la mia presenza a quell’ora in un determinato posto…comunque nulla di fatto il prefetto mi rigetta l’istanza e mi invia la multa doppia (aspetto Equitalia) per principio non l’ho voluta pagare. Però ho imparato una cosa, premetto che mi preoccupavo che mi avessero clonato la targa, ma sicuramente il Vigile Urbano non ha fatto il suo dovere ha sbagliato qualche numero e poi con calma si è andato a cercare le notizie corrispondenti al numero sbagliato, se avesse compilato il verbale in loco sapeva anche il COLORE dell’auto (aimè non è servito il prefetto non lo ha ritenuto fondamentale). Ma il Prefetto come anche i Carabinieri interpellati all’inizio della vicenda mi hanno detto che se si è certi al 100% dell’errore o nel mio caso della non presenza dell’auto in quel posto, basta QUERELARE, DENUNCIARE non so esattamente il termine il comando dei VVUU, in questo caso, invertendo l’onere della prova, nel senso che devono provare loro la effettiva presenza con telecamere fotografie e quant’altro non basta il semplice vigile che ha elevato la multa. Però, se si è dichiarato il falso non so poi come finisce…per questo bisogna essere certissimi.
    Spero di essere stato utile anche se mi sono dovuto dilungare per forza di causa maggiore

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