Multa ZTL: è nulla se manca l’avviso del permesso scaduto

La multa ZTL si può annullare se il Comune sospende il servizio di SMS con cui avvisa i cittadini della prossima scadenza del permesso di transito.

multa ztl

La multa emessa per passaggio ripetuto e non autorizzato nella Zona a Traffico Limitato è da annullare, se al cittadino che ha commesso le infrazioni è mancato l’avviso via SMS con cui il Comune era solito ricordargli la scadenza del permesso di transito.

Così ha deciso il Giudice di Pace di Prato, con la sentenza n. 290/2016 del 28 aprile scorso, dando ragione ad un signore che, confidando nella sveglia del servizio comunale, fino a quel momento funzionante, aveva continuato a passare e ripassare sotto i varchi d’accesso, incurante del fatto che il permesso per farlo gli era scaduto da tempo.

ZTL: come funziona

La Zona a Traffico Limitato (o ZTL, appunto) è individuata dal Comune e delimitata dai così detti varchi, che devono essere ben segnalati con cartelli e che sono quasi sempre controllati con telecamere ed apparecchi di rilevamento automatico. All’interno di questo perimetro possono circolare soltanto i mezzi autorizzati con apposito permesso, rilasciato di solito ai residenti (che hanno l’obbligo di farne richiesta, non essendo un diritto automatico) e a coloro che ne facciano richiesta motivata per periodi più o meno lunghi. Nella maggior parte dei casi la circolazione delle auto è concessa liberamente dopo un certo orario, soprattutto serale.

Il passaggio non consentito in ZTL comporta una multa, normalmente di poco inferiore a 100 euro, che viene recapitata a casa, senza alcuna decurtazione di punti patente. Dei riferimenti di legge e delle sanzioni per accesso alla zona delimitata avevamo già parlato nell’articolo Isole pedonali, ZTL, zone 30: la viabilità che cambia.

Multa ZTL: quando è contestabile

Nel caso di cui si è occupato il Giudice di Pace di Prato si erano verificati ripetuti accessi non autorizzati sotto ai varchi di ingresso alla ZTL. A commetterli un cittadino, serenamente convinto di essere nel giusto, poiché inconsapevole di dover rinnovare il proprio permesso, nel frattempo scaduto.

Normalmente è considerato onere degli utenti informarsi su modalità e scadenze dei relativi permessi, questa volta però le cose sono andate diversamente. L’automobilista plurimultato è riuscito a dimostrare che in passato aveva puntualmente ricevuto avvisi tramite SMS che gli ricordavano la prossima scadenza del permesso. Un altro elemento essenziale per il Giudice è stata la email inviata dalla società che gestisce la mobilità per il Comune, nella quale veniva ammesso che il servizio di allerta tramite SMS era stato sospeso dal maggio 2014 al novembre 2015, data questa successiva alle infrazioni contestate al cittadino.

La mancanza dell’avviso e la multa ZTL

Il Giudice ha ritenuto in questo caso che vi fosse la prova della buona fede dell’automobilista, il quale era sempre stato avvertito della scadenza con un SMS. La sospensione senza preavviso e per un lungo periodo ha indotto il cittadino a fare incolpevole affidamento sulla validità dell’autorizzazione al passaggio in ZTL.

Il Giudice ha posto attenzione anche a principi di efficacia ed economicità: sarebbe cioè bastato che al titolare del permesso scaduto fosse stata inviata una contestazione immediata o che i verbali delle infrazioni fossero stati notificati tempestivamente, per evitare un simile numero di multe. Nessun rilievo, invece, al fatto che il cittadino fosse residente all’interno del perimetro ZTL: fatto questo che non esime dal rispettare le formalità di richiesta previste dal Comune.

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Multa ZTL: la contestazione è possibile

Il caso del Giudice di Pace di Prato dimostra che contestare una multa è possibile, anche quando c’è la prova indiscutibile della violazione rilevata con telecamera. Nel caso presente si è voluto tutelare la convinzione di essere nel giusto dell’automobilista, convinzione generata da un comportamento tenuto proprio dalla Pubblica Amministrazione e che non era in nessun modo riconducibile ad una responsabilità o ad una colpa del cittadino.

La sentenza si è fondata su principi di diritto, quali appunto la buona fede, e su questioni di buon senso: con contestazioni più veloci e meno passaggi formali l’automobilista sarebbe stato in grado di venire tempestivamente a conoscenza della scadenza e avrebbe evitato tante infrazioni. Un approccio più pratico avrebbe soprattutto permesso al Comune di risparmiare i costi di ben 20 notifiche (tante erano le multe recapitate) e del relativo processo.

Ancora una volta, dunque, si è reso necessario un intervento esterno per ricordare a chi di dovere che norme e rilevamenti automatici sono strumenti per la tutela della sicurezza stradale e cittadina, non mezzi per fare cassa selvaggia.

Sara Bolzani

Avvocato civilista a Bologna, gestisco uno studio legale e un blog, entrambi con passione e parecchia ironia. Nel lavoro mi occupo soprattutto di RCA, condominio, eredità e contratti. Nel tempo libero scrivo di tutto (quello che mi capita) e di tutti (quelli che incontro).

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