Scatola nera in auto: i primi passi in Italia

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Il poter usufruire di forti sconti sull’Rc Auto, installando a bordo della nostra vettura una scatola nera, ci aveva fatto sognare fin da subito. In realtà il Decreto Liberalizzazioni non aveva considerato dei vincoli, che hanno sospeso nel vuoto un nuovo potenziale mercato.

La diffusione di questi dispositivi, che potrebbero non solo ridurre i costi delle assicurazioni auto ma anche tutelare i cittadini, è stata rallentata dall’assenza d regolamentazione per quanto riguarda caratteristiche e funzionalità del dispositivo, trascurando anche la gestione della privacy dell’automobilista.

Sul mercato è possibile acquistare diversi dispositivi, che possono rientrare sotto la denominazione di scatole nere, ma non essendoci una regolamentazione ognuno possiede o meno delle caratteristiche. Come fare a scegliere?

Finalmente nei giorni scorsi c’è stato un primo passo verso la regolamentazione, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficale del decreto del 25 gennaio 2013 che fissa le caratteristiche e le funzionalità dei dispositivi elettronici adibiti alla registrazione delle attività di un veicolo.

Le apparecchiature dovranno essere sigillate, alimentate e solidamente ancorate a elementi fissi e rigidi del veicolo e dovranno consentire: la determinazione continuativa nel tempo di posizione e velocità del veicolo e del profilo accelerometrico del moto del veicolo; la diagnostica da remoto dell’integrità funzionale del dispositivo; garantire l’incorruttibilità del dato raccolto con una percentuale superiore al 99%; la tempistica individuazione di malfunzionamenti o di tentatiti di manomissioni fisica o logica non autorizzati; la trasmissione wireless bi-direzionale con altri dispositivi installati a bordo del veicolo e la trasmissione periodica e sicura delle informazioni immagazzinate.

Queste le funzionalità richieste ai dispositivi, ma il decreto regolamenta anche la parte hardware/software delle scatole nere. Affinché i dispositivi possano garantire le precedenti funzionalità dovranno possedere al loro interno: un ricevitore elettronico GPS compatibile con la nuova costellazione Galileo; un accelerometro triassiale con bassa distorsione, elevata tolleranza agli shock e stabilità termica; un dispositivo di telefonia mobile GPRS, fondamentale per la trasmissione dati tramite rete GSM-UMTS; un banco di memoria flash e uno di memoria RAM per la memorizzazione dei dati; un dispositivo di comunicazione wireless bi-direzionale, con antenna integrata e una batteria ricaricabile.    

Il decreto adottato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in accordo con il Ministero delle Sviluppo Economico ha finalmente chiarito degli aspetti fondamentali del “mondo delle scatole nere”, ma non basta. Per essere attuato il decreto legge n.1 del 24 gennaio 2012, che ha introdotto il concetto di risparmio sulle polizze assicurative per gli automobilisti che avessero installato a bordo del proprio veicolo, necessita di altri due provvedimenti.

Il primo, di cui si dovrebbe occupare l’IVASS in accordo con il Ministro dello Sviluppo Economico e il garante della privacy, dovrebbe stabilire le modalità di raccolta, gestione e utilizzo dei dati in modo da garantire la protezione dei dati personali degli utenti che usufruiscono del servizio. Evitare il grande fratello. Il secondo dovrebbe definire lo standard tecnologico hardware e software, per la raccolta, la gestione e l’utilizzo dei dati raccolti, a cui le imprese assicurative dovranno adeguarsi entro due anni dalla sua emanazione.

Un primo passo è stato fatto, ma il mercato delle “scatole nere” ha ancora tanta strada da percorrere.

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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