Assicurazione: caccia alle auto fantasma con Falco193

controllo assicurazione falco193

Auto senza assicurazione

Le auto fantasma italiane potrebbero avere le ore contate grazie a una software house di Legnano (MI). Uno strumento molto simile ai comuni autovelox che,  grazie all’interazione di hardware e nuove tecnologie, permetterà alla Polizia di conoscere immediatamente lo stato della copertura assicurativa dei veicoli in transito.

Come funziona il “nuovo autovelox”?

Falco193 – questo il nome del dispositivo che sarà presentato nei prossimi giorni in una fiera di settore – legge le targhe delle vetture in transito e interroga immediatamente il database dell’Ania che, in soli cinque secondi, restituisce alla pattuglia della stradale le informazioni riguardo lo stato della polizza assicurativa. Testando il sistema, sviluppato dall’azienda Key Project, nelle scorse settimane sulle strade di Casalpusterlengo (Lodi) sono state verificate 2400 vetture di cui tre sono state fermate, multate e sequestrate, perché senza copertura assicurativa.

Il funzionamento del dispositivo richiede l’utilizzo di due pattuglie, posizionate a breve distanza tra di loro, in quando la prima si occuperà di monitorare i veicoli e interrogare la banca dati, mentre la seconda che riceverà il messaggio – tramite segnale wireless su un tablet – potendo così fermare il veicolo e approfondire i controlli. I tecnici del Key Project, dopo accurati test, assicurano che il dispositivo sia capace di stanare anche chi circola con tagliando falsificato su un grosso flusso di veicoli. I furbetti non avranno più scampo e ne guadagneranno anche i più onesti.

<<Condividi e TWITTALO>>
Arriva il sistema che smaschera le assicurazioni fasulle http://bit.ly/16DGWLT via @6sicuro

La privacy degli automobilisti prima di tutto

La privacy del cittadino è al sicuro: Falco193 non rileva dati personali ma si serve solo di quelli già in dotazione alle autorità competenti. Inoltre i dati dei veicoli non in regola vengono trattenuti per essere elaborati e verificati, mentre le informazioni dei veicoli in regola verranno scartati automaticamente.

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

Commenti Facebook

22 Commenti

  1. Avatar
    Massimo settembre 24, 2013

    Io lo trovo una cosa molto utile anche perché con questo sistema in teoria andremo a pagare meno, tieni conto che il problema non sarà il falco ma altri più grandi vedi le associazioni di volontariato che fanno il lavoro dei professionisti….

    Rispondi
  2. Avatar
    tiziano settembre 24, 2013

    giusto Alberto! E’ vero! Che considerazione arguta! Però mi chiedevo…ma Falco 193 va in pattuglia da solo? Oppure sarebbe più giusto dire…..meno male che lo hanno inventato! Pagare tutti per pagare meno.

    Rispondi
  3. Avatar
    Angelo settembre 24, 2013

    Non riesco a capire cosa c’entra la privasy è cosa potrebbe aggiungere falco 193.
    Eventuali dati potrebbero essere il sesso, nome e cognome, la data di nascita il paese di nascita e la residenza del proprietario????
    Sono tutti dati che l’agente operante può verificare sui documenti che l’autista è obbligato ad esibire.
    Certo nei data base non esiste la dizione gusti sessuali, malattie ecc. ecc.
    Finiamola con sta storia della privasy.

    Rispondi
    • Avatar
      6sicuro settembre 25, 2013

      Ciao Angelo,
      la privacy ha una componente soggettiva, cioè il valore che ognuno di noi attribuisce ai propri dati.
      Diventa una merce di scambio: doniamo un pezzo della nostra privacy, o tutta…, per avere in cambio qualcosa…
      Nel caso di Falco193 non possiamo decidere nulla, i dati vengono recuperati senza il nostro consenso, ed è fondamentale porsi la domanda: dove finisco e che uso se ne farà.
      Per noi è sempre meglio informarsi.

      Rispondi
  4. Avatar
    Momi settembre 25, 2013

    Ma questo vale solo le per le macchine italiane o anche quelle straniere?

    Rispondi
  5. Avatar
    Mah! settembre 25, 2013

    Un altro piccolo passo verso un mondo di schiavi.
    Ignari e felici,a giudicare dai commenti,anche i polli sono contenti di vivere nel pollaio….

    Rispondi
    • Avatar
      6sicuro settembre 25, 2013

      Ciao,
      cosa trovi di così “schiavizzante” nell’uso di falco193?

      Rispondi
  6. Avatar
    Enzo settembre 26, 2013

    Pagare tutti x pagare meno…..magari fosse vero ma chi ci crede piu’

    Rispondi
  7. Avatar
    Domenico settembre 26, 2013

    Io non mi sento schiavo di chi controlla e verifica che io sono apposto con la legge, assicurazioni etc. piuttosto mi sento schiavo di quegli individui che hanno il coraggio di utilizzare un auto o una moto senza RCA e che potrebbero venirmi addosso o farmi fuori mentre attraverso la strada ed aprire un percorso-calvario per me e la mia famiglia per recuperare un congruo risarcimento. Il pensiero che posso incappare in queste mine vaganti ….. quello si mi schiavizza.

    Onestamente alcune posizioni del garante privacy io non le condivido in quanto troppo a tutela della privacy e a discapito della sicurezza comune.

    Rispondi
  8. Avatar
    roberto settembre 26, 2013

    Non serve un falco,i nostri dati li hanno giá tutti e le verifiche si possono fare senza costose pattuglie e Dispositivi sofisticati!

    Rispondi
  9. Avatar
    Mah! settembre 26, 2013

    Bravi,bravi, guardare aldilà della punta del proprio naso è faticoso vero?
    Il problema non è questo ridicolo falchetto,che è solo una delle tante applicazioni dell’informatica alla “sicurezza”che tanto vi piace e tanto vi rassicura,il nocciolo della questione è ben altro.
    Il controllo capillare e approfondito dei beni,degli spostamenti,delle conversazionie,alla fine,delle intenzioni,con relativo processo…
    Questo è il problema,il mondo,che sembrava tanto grande,si stà riducedo alle dimensioni di un acquario, con i pesciolini felici che applaudono ogni volta che viene aggiunta una nuova lente di ingrandimento.Come ho già detto anche i polli sono felici nel loro pollaio e non apprezzano chi fà loro notare che vita da polli facciano. Nessuno ha letto mai Orwell? Non era solo una favola,noi ci beiamo dei benefici che la scienza ci elargisce,che sono reali si intende, ma non ci facciamo mai nessuna domanda,come i polli.
    Chissà come sarebbe una dittatura con queste nuove tecnologie,il microchip impiantato sotto la nostra pelle”per il nostro bene”,tanti bei falchetti per controllare ogni spostamento e ogni mezzo di comunicazione sotto controllo,sempre per “il vostro bene”,ma non per il mio,ci rinuncio volentieri e rinuncio anche al pollaio.
    Auguri.

    Rispondi
  10. Avatar
    Mah! settembre 26, 2013

    Voglio aggiungere una cosa,le nuove tecnologie servono a fare sicurezza,ma quale? La sicurezza che chi comanda,sia esso potere economico o politico riscuota fino all’ultimo centesimo ogni gabella,non certo a tutelare la sicurezza dei poveri polli del pollaio,d’altra parte il destino dei polli è di finire in pentola.Il nostro paese era più sicuro,per i suoi cittadini, trenta o anche quaranta anni fa,e non c’erano ne falchi ne gufi.Oppure pensate che i vostri diritti siano meglio tutelati oggi?
    Diritto ad uscire di casa tranquilli ad ogni ora,le telecamere e i “falchi” non vi proteggono dai delinquenti.Diritto al lavoro,alla casa,all’istruzione ad avere un futuro ecc. Vi sembra migliorata la situazione?
    Pagare tutti! Vi sembra un gran risultato,ma vi siete mai domandati se è giusto il prezzo che paghiamo? Mi sembra ben più rilevante chiedersi questo,piuttosto che gioire se tutti vengono “costretti” a pagare.

    Rispondi
  11. Avatar
    rob settembre 29, 2013

    un commento: avete mai avuto un incidente con un’auto non assicurata? rispondo: io si, E’ UN CASINOOOOO!!!! Vi siete mai chiesti perchè tanti pirati della strada non si fermano, forse perchè non sono assicurati! Trovo il Falco un’ottima cosa, mi risulta che in Inghiterra lo usano già da diversi anni, le forze dell’ordine non vanno a casa con il Falco, sono decimate da anni da malgoverni, non importa il Falco. Aggiungo che servirebbe una legge che impedisca l’acquisto di un’auto se al venditore il compratore non mostra il tagliando, i passaggi di proprietà tra privati si fanno davanti al notaio, che è un funzionario statale che in quel momento sta vigilando, e potrebbe benissimo controllare il tagliando e se esiste la compagnia sul sito ANIA. In concessionaria è la stessa cosa, il venditore può controllare immediatamente sul sito ANIA. Entrambi devono però essere responsabilizzati, cioè pagare di tasca propria se non controllano. In questo modo si bloccano alla fonte tutti i problemi anche di privacy a cui molti di questo blog tengono in modo così particolare.

    Rispondi
  12. Avatar
    Mah! settembre 30, 2013

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

    Rispondi
  13. Avatar
    tony ottobre 01, 2013

    Concordo totalmente con Roberto.
    I nostri dati li hanno già, i database centralizzati esistono, basterebbe fare dei controlli periodici (non solo per le assicurazioni) e si risolverebbero tanti problemi.
    Perché dovremmo pagare per un servizio che praticamente già esiste e si può svolgere comodamente da dietro una scrivania, peraltro da gente stipendiata da noi?
    Perché dovremmo impiegare risorse (addirittura 2 pattuglie alla volta) in quest’attività assurda quando invece dovrebbero combattere quei crimini che richiedono una REALE presenza sul territorio?
    La privacy in questo caso non c’entra nulla e sarebbe veramente l’ultimo dei problemi, specie considerando i tempi in cui viviamo.
    Queste cose ve le dice uno che della tecnologia ha fatto il suo pane.
    Saluti.

    Rispondi
  14. Avatar
    diego77 ottobre 01, 2013

    un altro modo purtroppo, per garantire gli interessi dei soliti (in questo caso le assicurazioni per prime e gli esattori stato per secondi) facendoci credere un altra volta che serva per l’interesse del cittadino, ancora c’e’ qualcuno che si beve queste fandonie? purtroppo penso di si, in Italia sono in tanti, ecco perche’ possono ancora farlo! e continuiamo cosi’!!

    Rispondi
  15. Avatar
    super mario ottobre 01, 2013

    il problema non è il falco o il falchetto ma è la mentalita’ di evadere ad ogni costo è la mentalita’ che deve cambiare …fiato sprecato….

    Rispondi
  16. Avatar
    maurizio ottobre 04, 2013

    Non credo che sia questa la soluzione del problema, anche perché alla radice di questo mal costume c’é la connivenza tra i colossi assicurativi e la politica; in un vero sistema liberale e concorrenziale le tariffe non avrebbero avute dei rialzi così eclatanti e cosi omogenei in tutte le compagnie perché il cittadino avrebbe avuto modo di scegliere tra le varie offerte e lo Stato avrebbe dovuto vigilare e impedire gli accordi sotto banco. Ma siamo in Italia e questo vuol dire che anche la concorrenza é una bella.parola che resta solo sulla bocca dei politici. Per concludere, sono convinto che se anche tutti avessero i veicoli assicurati le tariffe rimarrebbero in costante aumento, visto che giá nella situazione attuale le compagnie assicurative hanno guadagni enormi rendendo ingiustificati i continui aumenti

    Rispondi
    • Avatar
      6sicuro ottobre 04, 2013

      Ciao Maurizio,
      hai ragione, i prezzi delle assicurazioni devo diminuire

      Vogliamo fare due precisazioni:
      1) I prezzi delle compagnie non sono proprio così livellati e soprattutto nelle regioni in cui il costo dell’RC Auto è più elevato il divario si fa notevole. Se prendiamo la Campania come esempio, a parità di profilo assicurativo, si va da un prezzo minimo regionale di 1.408 euro ad un prezzo massimo di 2.186 euro, ben 778 euro! Solo confrontando le tariffe.

      2) Negli ultimi 3 anni il costo dell’assicurazione è diminuito del 21%. Se leggi l’articolo realizzato sull’osservatorio dei prezzi te ne rendi conto http://www.6sicuro.it/prezzi_rc_auto_osservatorio_6sicuro.
      Il problema è che in alcuni regioni questo non si verifica da anni… i problemi sono molteplici, non tutti da ricercare nelle odiate compagnie assicurative (vedi tasse regionali).
      Come esempio, vediamo nel dettaglio la tariffa media per l’acquisto di una polizza RC AUTO in Campania, Calabria, Basilicata, Lombardia e Trentino Alto Adige:
      Campania: 1.408 euro
      Calabria: 988 euro
      Basilicata: 580 euro
      Lombardia: 505 euro
      Trentino Alto Adige: 480 euro

      Non crediamo che le compagnie abbiano interesse a penalizzare la Calabria oppure la Campania, se ci fosse un’intenzione di lucro, sarebbe decisamente più profittevole aumentare le polizze di Milano, anche solo di un centinaio di euro.
      La verità è che la componente geografica e le relative statistiche (frequenza sinistri, sinistri con danni alla persona, autoveicoli circolanti senza assicurazione, etc) contano nel calcolo del preventivo molto di più di altri fattori, bonus malus davanti a tutti.
      Infatti il bonus malus “certifica” la propria capacità di guida, ma comunque rimane una percentuale statistica di probabilità di subire un incidente, quest’ultimo in Lombardia per la compagnia assicurativa avrà un potenziale costo decisamente inferiore a quello della Campania.

      In realtà ci sono alcuni provvedimenti che il governo potrebbe attuare in modo tale da attenuare la componente geografica e personalizzare maggiormente le tariffe (esempio scatola nera fornita gratuitamente dalla compagnie assicurative, confronto obbligatorio delle tariffe, etc), ma al momento sono ancora tutte bloccate.

      Rispondi
  17. Avatar
    francesco ottobre 09, 2013

    ma a volte nn pensate ke ci sn persone ke nn possono pagare la polizza ^^ motivo? costa molto sn arrivate alle stelle come si fa sarebbe più giusto invece fare abbassare le polize con tanti metodi nn si puo pahgare 2000 euro x un 1000cc e gli assicuratori si arrichiscono lasciate in pace gli automobilisti pensate a far abbasare le polizze

    Rispondi
  18. Avatar
    vanni aprile 18, 2014

    4 milioni di auto che circolano senza assicurazione vuol dire 4 milioni di controlli in meno effettuati.

    Rispondi
    • Avatar
      Salvatore Russo aprile 22, 2014

      Ciao Vanni,
      al momento non esiste nessun controllo capillare, infatti anche i 4 milioni indicati nell’articoli, sono una stima. In base ai controlli effettuati e alla percentuale di auto risultate non assicurate, moltiplicata per il numero di veicoli circolanti in Italia, si stima che siano senza assicurazione 4 milioni di veicoli. Ipotizzare un controllo umano di tutte le autovetture è un lavoro con costi proibitivi e francamente inutile, si potrebbe raggiungere lo stesso risultato utilizzando tecnologie con costi assai ridotti.

      Rispondi

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*