RC auto (tar)tassata dalle Province

Assicurazione e province

Stangata. Questa la parola che corre veloce su siti e giornali accanto alla notizia, pessima purtroppo, sul rincaro dell’assicurazione RC auto. Il 60% delle Province ha deciso infatti di portare dal 12,5% al 16% il prelievo fiscale imposto sull’assicurazione RC auto.
Cerchiamo di chiarirci un po’ le idee in tal senso.

L’imposta RC auto garantisce alle Province una grossa fetta del gettito (secondo alcune stime si tratta di oltre il 40% degli incassi provinciali) e, in una fase di taglio dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali, la maggioranza delle amministrazioni provinciali ha deciso di portare al limite massimo l’aliquota sull’assicurazione auto: 16%. In realtà le Province erano quasi tutte assestate sul 12,5%, ma avevano facoltà di ridurre l’imposta fino al 9% o di aumentarla fino al 16%. Hanno deciso, per recuperare le entrate perse a causa dei mancati trasferimenti, di optare per l’estremo più elevato della forbice concessa dalla legge.

Ma non tutti gli automobilisti saranno coinvolti in questa stangata, ci sono alcune eccezioni e addirittura alcuni enti (pur se pochissimi) hanno deciso di tagliare la tassa. In particolare la Valle d’Aosta, ha ridotto l’imposta del 3,5%, Trento e Bolzano del 3% e la Provincia di Firenze di un 1,5%. Pochi fortunati, dunque, potranno risparmiare anziché trovare un aumento in sede di versamento del prossimo premio, mentre in una ventina di Province l’imposta rimarrà invariata al 12,5%.

Purtroppo non è finita qui.
Alcuni enti provinciali al fine di recuperare gettito hanno stabilito di rimodulare anche l’Ipt (imposta provinciale sulle trascrizioni) portandola dal 20 al 30%. Gli automobilisti della Provincia di Napoli sono tra i più sfortunati perché sconteranno l’aumento dell’imposta provinciale sulla RC auto e dell’Ipt contemporaneamente.

Che fare?
Una soluzione per arginare questa emorragia di denaro dalle tasche degli automobilisti verso quella degli enti locali c’è. Prima di rinnovare la propria polizza assicurativa, ed in tempi utili per l’opportuna disdetta come da contratto sottoscritto, bisognerebbe valutare altri preventivi per trovare la soluzione che garantisca il maggior risparmio necessario a coprire anche il nuovo esborso in termini di tasse.

Anche in questo come in altri casi, l’unica difesa è il confronto e il risparmio.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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1 Commento

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    maria dicembre 19, 2014

    Sono solo stupidaggini i metodi di risparmio proposti ..sopratutto al sud: Per assicurare una utilitaria vecchia di 10 anni le assicurazioni chiedono 1000,00€ in su!!! Non voglio giustificare il comportamento di molti “Falsificatori” dico semplicemente che lo stato come sempre e’ il primo a derubarci….e visto l esempio che da…direi che le conseguenze sono leggittime!!!

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