Guida autonoma: la tecnologia del futuro è sempre più vicina

Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e parlare di guida autonoma non è più un'utopia. Vediamo come sta cambiando il mercato e gli ultimi sviluppi.

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Guida autonoma: la tecnologia del futuro

Oggi non si fa altro che parlare di tecnologia, mobilità, automatismi, quasi svuotando l’auto dei suoi contenuti primari, quali motore, telaio e sospensioni. Ormai ciò che “governa” è un sistema chiamato infotainment in cui si racchiude tutto quanto di elettronico e interattivo è presente.

La tendenza delle case automobilistiche è quella di offrire un servizio, piuttosto che progettare auto dal punto di vista meccanico e anche i governi pare siano favorevoli a questo nuovo trend. Ti basti pensare che il governo USA ha stanziato fondi per accelerare i processi di sviluppo della guida autonoma.

Ma esisterà ancora nell’auto del futuro come quel DNA che tanto ha fatto appassionare persone e uomini? Il gusto di un cambiare le marce, di una frenata, di riuscire a fare un parcheggio in posizione difficile, di affrontare una bella curva autostradale stringendo saldamente il volante in posizione 9.15 con le mani, che fine farà tutto ciò? Vale la pena investine milioni (se non miliardi) di euro in ricerche e test in questa direzione? Per il vero appassionato di auto conta l’emozione. Questo sentimento non è automatico, non è a comando, ma è viscerale, nasce da dentro e solo certe cose sanno garantirlo.

Cosa c’è nel presente?

La guida automatizzata sta assumendo un ruolo sempre più da protagonista nel mercato automotive e sicuramente rappresenta una sfida importante per tutte le case automobilistiche. Esperti del settore affermano che tra una decina d’anni dovrebbe essere possibile la guida autonoma in autostrada, da un ingresso X ad un’uscita Y, per poi riprendere il controllo nel traffico cittadino, dove in automatico si andranno a disattivare tutte le funzioni automatiche previste fino a qualche istante prima.

La guida autonoma

Già diversi brevetti riguardanti la guida autonoma sono stati depositati da diverse aziende, tra cui Google. Non si sanno esattamente i tempi di completamento del percorso, ma certamente non si è molto lontani ed è plausibile che il decennio sopracitato verrà anticipato.

I test sono già iniziati in diverse parti del mondo, dal Nord Europa agli Stati Uniti, da Londra all’Australia. L’auto del futuro ha portato aziende apparentemente molto lontane a livello di core business, a collaborare e ad integrarsi sempre più sul tema dell’infotainment creando grosse aspettative per il futuro.

Auto ibride e guida autonoma

Diversi pareri illustri sono stati raccolti durante un convegno organizzato dalla rivista Quattroruote in occasione della ricorrenza dei suoi sessant’anni: da Montezemolo a De Silva, dall’architetto Boeri al sociologo Morace.

Proprio Montezemolo dichiara la sua idea di tendenza all’ibrido: “Chi tra 10 anni non avrà a gamma un’auto a motore ibrido, sarà fuori mercato”. Altri sostengono che, invece, nello stesso lasso temporale la maggior parte possiederà una vettura a guida autonoma, con automobili capaci di portare persone per lunghi tratti extraurbani e autostradali senza che fosse comandata da nessun guidatore.

L’architetto Stefano Boeri, autori di progetti come lo sviluppo in verticale di giardini, sostiene il concetto di verticalità delle città future e dei centri urbani, inquadrando i veicoli in questo contento: immagina, infatti, “spostamenti delle persone su capsule autonome in sharing, secondo percorsi stabiliti, ma l’auto darà indipendenza al soggetto. Dovrà però essere realizzata quasi su misura, come un vestito, a seconda quindi delle sue esigenze di mobilità”.

Car sharing con guida autonoma

Le partnership che si sono instaurate tra case automobilistiche e aziende con spiccata vocazione tecnologica (come Google o Apple), ha sicuramente aperto nuovi orizzonti e nuove possibilità per la guida autonoma, portando le prime a investire denaro in questo campo.

Al recente CES di Las Vegas, la casa americana General Motors ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari per la realizzazione di vetture a guida autonoma che avranno il compito di offrire passaggi a persone richiedenti, portandole in giro per la città. In pratica le persone, scaricando un’apposita applicazione e installandola sul telefonino, possono prenotare un’auto indicando un punto della città e un indirizzo. Lì verranno raggiunti da un’auto priva di autista che si recherà all’indirizzo della destinazione indicata.

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Richieste car sharing con guida autonoma

La cosa particolare, secondo GM, è che l’auto non sarà “semplicemente” un taxi mobile e automatico, ma ci sarà un passo ulteriore. Infatti, in base alle caratteristiche del cliente l’auto arriverà già “personalizzata” per accoglierlo. Se sarà un personaggio alto, il sedile arriverà nella posizione più comoda possibile, se avrà il bagaglio arriverà una vettura piuttosto che un’altra.

Come funzionerà?

Il futuro della mobilità personale è connesso e autonomo”, ha precisato il presidente del Gruppo General Motors Dan Ammann, secondo cui le auto a guida autonoma saranno disponibili e utilizzabili dai consumatori attraverso una piattaforma di car sharing (possibilmente in un centro urbano) prima che direttamente al punto vendita.

Innanzitutto il car sharing permette di ammortizzare e abbattere i costi dei veicoli, tenendoli sempre in movimento nei centri urbani e creando un business facendo acquisire una sorta di “specializzazione” alla macchina.

Pare che General Motors possa aver già pronto un piano ben definito e pronto di self-driving car taxi nel centro cittadino di Austin, notizia che è stata prontamente ridimensionata cambiando la terminologia, da “piano ben definito” in “ipotetico piano per Austin”.

La visione e l’approccio di GM su quelle che sono definite le self-driving car è interessante perché, con l’accordo di partnership con Lyft (azienda che gestirebbe proprio questo servizio), si riesce a sfruttare il know-how della prima nella guida autonoma e le possibilità offerte dalla seconda in termini di mobilità condivisa.

È ovvio che GM non dovrà andare a snaturare il proprio core business, ma piuttosto servirà ad espandersi nel mercato della periferia e delle zone limitrofe, fatto di vendita di Pick-up, furgoni e camion. La partnership infatti porterebbe una ancor maggiore visibilità al marchio.

Opinioni

Sul suolo italiano, il designer Walter De Silva ipotizza un’auto flessibile capace di portare da città in città seguendo piste prefissate su cui l’auto andrà da sola. Rimarrà comunque la guida manuale per il divertimento, ma in altri contesti ambientali. Inoltre, vi saranno delle macchine semiautomatiche, capaci di dare la sensazione al guidatore di interagire ancora col veicolo tramite volante e pedali lasciando tutte le altre funzioni saranno automatizzate.

Il sociologo Francesco Morace immagina un cambiamento di paradigmi, orientati alla semplicità, alla comodità, dell’aver tutto disponibile e a portata di mano, mediante oggetti semplici e facili da usare, nel rispetto dell’ambiente, ma che siano anche universali: zero incidenti, zero inquinamento, nessuna proprietà. L’unica via che potrà condurre a questo sarà la vettura con guida autonoma”. Aggiunge inoltre: “Ci fideremo dei robot in strada ed entro il 2020 tutte le auto avranno diverse forme di automatismo”.

Insomma, ve ne è per tutti i gusti, ma le idee, le previsioni, le tendenze parrebbero andare più che altro verso l’automatizzazione dei processi, quasi fosse un autoapprendimento. Schemi prefissati senza che la mente umana debba preoccuparsi di prestare attenzione alla distanza di sicurezza, ai segnali stradali, ai limiti di velocità. Ci pensa l’auto autonoma.

Il mondo odierno e sempre più connesso lo richiede, tu cosa ne pensi?

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Stategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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