Europei al volante, maleducazione costante?

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Siamo un popolo di piloti. Tutti bravi, capaci e veloci. Almeno così pensiamo. Eppure ogni anno i numeri di incidenti stradali e vittime della strada parla chiaro: 5000 persone ogni anno. E poi ci sono da considerare i 300.000 feriti e i 20.000 disabili gravi che questa guerra ci lascia ogni anno.

In realtà, da uno studio di Vinci Autoroutes sulla guida responsabile in Europa, il quadro che viene fuori è un po’ sconfortante e soprattutto non ci trova ai primi posti in classifica quando si parla di sane abitudini, rispetto delle regole e sicurezza al volante.

Punto di partenza comune e positivo è la convinzione che questi numeri potrebbero essere ridotti! Ma vediamo quali sono le tendenze e le abitudini alla guida che sono state osservate.

#1. Il delirio di onnipotenza

Da 1 a 10 tu quanto sei bravo alla guida? Vi invito a trovare qualcuno che si dia un voto mediocre o addirittura pessimo. Non stupisce il fatto che, secondo lo studio, abbiamo un voto medio di 7.7/10.

Più preoccupante il fatto che oltre a sentirci i migliori, siamo anche prodighi di aggettivi positivi nei nostri confronti: ci definiamo vigili, calmi e cortesi nel 77%, 54% e 26% dei casi. Solo nel 9% delle situazioni ammettiamo di essere stressati, aggressivi nel 3% e irresponsabili nell’1% delle esperienze alla guida.

Se però ci viene chiesto di giudicare gli altri, ecco che le pagliuzze le vediamo tutte e con molta precisione. E le percentuali cambiano di conseguenza: l’essere irresponsabili sale al 44% a livello europeo (ma i polacchi dimostrano di essere i più intransigenti e arrivano al 65%), gli stressati arrivano al 38% (con punte del 58% secondo gli svedesi) e i pericolosi si attestano su quota 26% (40% in Grecia).

#2. Le regole dure da digerire

Di atteggiamenti pericolosi ne teniamo diversi ma il peggio di noi lo diamo nel rispetto dei limiti di velocità: riusciamo a non seguirli addirittura nel 91% dei casi.  In seconda posizione troviamo invece il rispetto delle distanze di sicurezza, mancato nel 65% dei casi (occhio se andate in Francia: non le rispetta addirittura il 77% della popolazione). E in terza posizione il mancato rallentamento in prossimità di lavoratori e lavori in corso nel 55% dei casi (i peggiori sono i belgi con quota 68%).

Ma non ci salviamo nemmeno per la guida senza cintura (22% in europa): i peggiori ancora una volta i greci che non la usano il 49% delle volte; i migliori i francesi che invece la utilizzano nel 91% dei casi.

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#3. L’inciviltà regna sovrana

La dimostrazione sta nella conoscenza approfondita delle parolacce e degli insulti in tutte le lingue del mondo. A quanto pare è proprio l’insulto la prima reazione alla guida nei casi che snervano… e sono tanti, o almeno ne approfittiamo in parecchi casi.

Il 56% degli europei insulta gli altri automobilisti quando non ne può fare a meno (dicono loro!), il 47% lo fa quasi senza accorgersene (che è diverso dal non volerlo, eh) e il 32% attacca solo per difendersi dal fastidio che altri automobilisti hanno provocato.

Solo nel 15% dei casi si arriva a scendere dall’auto per spiegarsi meglio: ma il fatto che succeda più raramente non significa che sia meno preoccupante come reazione (ah, i polacchi scendono dall’auto il 25% delle volte: io vi ho avvisati).

#4. I paradossi

Mettersi alla guida dopo aver bevuto? È il comportamento più rischioso secondo il 59% delle risposte. Ma il 12% degli europei ammette di mettersi alla guida dopo aver alzato il gomito (e arriviamo fino al 25% in Belgio e al 29% in Grecia).

La disattenzione alla guida (compreso l’utilizzo dei cellulari) è la seconda causa di morte sia in strada che in autostrada. Ma il 51% degli europei usa il cellulare con il vivavoce o dei kit appositi per lasciare le mani libere, mentre il 35% ammette di utilizzare il cellulare senza vivavoce. Il 26 % ammette addirittura di inviare e leggere sms e email durante la guida.

 

Gli italiani? Secondo lo studio, pare che siamo i più irresponsabili nel 31% dei casi. Voi che ne pensate delle percentuali osservate dallo studio in questione: sono reali secondo la vostra esperienza?

Cinzia Di Martino

Blogger e Web Developer, si occupa di web e comunicazione online per professionisti e imprese. Stanca di tradurre in codice binario il linguaggio degli uomini, ha preferito invertire la rotta e deciso di occuparsi di dinamiche umane sui social.

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2 Commenti

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    renato aprile 30, 2015

    Dovrebbe essere materia di studio obbligatorio con un corso di primo soccorso, solo così a mio avviso diminuirebbero gli incidenti e quindi le vittime. Tutto il resto, punti, multe sono solo modi per far cassa.

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    Cesare MARINUCCI maggio 17, 2015

    In un paese civile dove oramai l’auto é un pezzo della nostra carne e di vita giornaliera sarebbe opportuno creare proprio, magari, un’ora a settimana di insegnamento in tutte le scuole ed a tutti i livelli in modo da sensibilizzare sin dalla tenera età tutti i futuri automobilisti ( e guidatori anche di scooter e moto ). Credete che la cosa non possa essere istruttiva e valida ?

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