Bollo auto storiche: esenzione dopo i 30 anni

Ma il bollo auto storiche, si paga o no? Come sono cambiate le regole? Cerchiamo di vederci chiaro per risparmiare.

bollo auto storiche
Vorrei venire a prenderti stasera, con la mia torpedo blu, ma non ho capito se devo oppure no pagare il bollo auto. Questa più o meno la situazione nella quale si trovano in questo momento tutti i proprietari di auto d’epoca o di interesse storico, in seguito alle nuove disposizioni presenti nella attuale legge di stabilità. Vediamo insieme come muoversi in questo mondo fatto di burocrazia, carte, documenti, bolli e regolamenti ballerini, ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa sono le auto d’epoca o d’interesse storico

Le auto epoca sono quelle auto che, secondo quanto stabilito dall’articolo 60 del Codice della strada, non possono più circolare se non in occasioni particolari, come eventi, manifestazioni o raduni debitamente autorizzati dagli organi competenti.

Questo significa che l’auto in questione è stata cancellata dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) al cui interno vengono inserite tutte le auto vendute e immatricolate nel nostro Paese, una sorta di Ufficio Anagrafe delle auto. Per saperne di più, ti consigliamo di leggere la sezione dedicata sul sito dell’ACI cliccando qui.

Il testo originale dell’articolo 60 del Codice della strada, per completezza d’informazione, è il seguente:

Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché
destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.

Le auto d’interesse storico, invece, possono circolare liberamente, ma per ottenere questo “status” devono essere riconosciute dall’ente competente, ricevere una attestazione e essere inserite in appositi registri come quello dell’ACI.

Come si diventa auto d’epoca o d’interesse storico

Su questo punto spesso si fa confusione, perché si tende a fare una equazione immediata, ovvero che un’auto che ha più di vent’anni è da considerarsi automaticamente d’epoca o d’interesse storico, ma non è così.

Per ricevere l’attestazione di auto d’epoca o d’interesse storico è necessario fare richiesta all’ufficio competente della Motorizzazione, che procederà alla verifica del veicolo per valutare il possesso dei requisiti richiesti, al fine di iscrivere l’auto in appositi registri, come il Registro del Club ACI Storico. 

In un precedente articolo abbiamo approfondito maggiormente questa parte, ti consigliamo di leggerlo qui.

Bollo auto storiche 2016

Il 2016 ha portato con se tante novità, non proprio positive per gli automobilisti e nello specifico per i proprietari di auto storiche, ma prima di indicarti cosa è cambiato, forse conviene fare un attimo il punto della situazione.

Fino alla legge di stabilità approvata dall’attuale governo in carica, le auto d’epoca con più di 20 anni erano esenti dal pagamento del bollo, ovvero la tassa regionale che ogni automobilista è tenuto a versare nelle casse dell’erario, ed in particolare delle amministrazioni locali, attraverso un bollettino il cui importo varia a seconda della Regione e dei kilowatt. Questo almeno dal 1 gennaio 1998, visto che prima dei quella data si calcolava in base ai cavalli fiscali.

Ora, invece, solo le auto con più di 30 anni possono usufruire dell’esenzione, e questa decisione che avrà un beneficio per le case dello Stato, ha fatto infuriare un po’ tutti, non solo i privati cittadini in possesso di un’auto storica o d’epoca.

Perché questa distinzione?

Anche se è lecito (e non così tanto malizioso) pensare che si tratti di una semplice manovra per reperire un po’ di fondi facili chiedendo, come sempre, l’intervento ai cittadini, una ragione alla base di questa distinzione così netta tra auto ventennali e auto trentennali c’è.

La valutazione degli enti preposti si basa sul fatto che molto spesso, soprattutto in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, circolano molte auto che hanno più di vent’anni, ma che non hanno nessun interesse di carattere storico o collezionistico. Sono semplicemente macchine vecchie che il proprietario non può “mandare in pensione” perché non può permettersi l’acquisto di una nuova.

Ergo, per distinguere le auto d’epoca da quelle semplicemente datate, si è pensato ad una diverso trattamento, andando a colpire un nervo scoperto per tutti: i soldi.

Regioni vs Stato per il bollo auto storiche

A prenderla male però non sono stati solo i privati cittadini, ma anche le Regioni, che hanno osteggiato la decisione del governo centrale.

Se ci pensi, le vere dirette interessate in questo caso non sono le casse dello Stato centrale, ma quelle delle amministrazioni regionali, essendo il bollo auto una tassa di natura locale. La battaglia è giunta fino in Corte di Cassazione che, al momento, non si è ancora espressa in merito alla questione.

Dopo le prime critiche rivolte al Governo in carica, si è giunti a più miti consigli, consentendo alle Regioni di applicare uno sconto del 10% sul costo del bollo per le auto che hanno più di vent’anni ma meno di trenta.

Insomma, acqua che non disseta, ma meglio di niente. Per il momento non sembra esserci nulla di meglio all’orizzonte, almeno fino a quando non si esprimerà la Corte di Cassazione, che potrebbe anche dare ragione alle amministrazioni Regionali.

Staremo a vedere, nel frattempo ti consigliamo di salvare nei preferiti questa pagina dedicata all’argomento sul sito ufficiale dell’ACI, che viene aggiornata ad ogni novità.

Come pagare il bollo per le auto storiche

Detto questo, resta il fatto che i proprietari delle auto storiche più “giovani”, ovvero quelle che hanno meno di trent’anni, sono tenuti a pagare il bollo auto nel 2016.

Come si paga il bollo auto per le auto storiche? 

In realtà nello stesso modo di tutte le altre vetture ma, essendo la situazione in fase evolutiva, è preferibile non affidarsi al fai da te, ma a recarsi presso un punto Aci per ottenere informazioni più corrette e aggiornate ed effettuare il calcolo esatto in base alla Regione di residenza.

Abolizione del bollo per le auto storiche nel 2017?

Lo abbiamo ripetuto fino alla noia, il bollo auto è una delle più odiate dagli italiani, e con la Legge di Stabilità del 2015 ancora di più, visto che chi non pagava fino al giorno prima si è trovato a dover versare nelle casse dell’erario una cosuccia di soldi, che per l’italiano medio comunque pesa sul bilancio familiare.

La discussione su come, dove e perché pagare, come hai potuto constatare, è molto complessa, perché quando litigano gli enti pubblici e ci si mette di traverso anche la Corte di Cassazione, 10 volte su 10 a pagare è il cittadino comune. 

Di recente, però, qualcosa pare muoversi, infatti sono state presentate in Parlamento diverse proposte per abolire completamente il bollo auto, compreso il bollo per le auto storiche, che addirittura dovrebbe/potrebbe avere la priorità su tutto.

Il problema, come sempre, è capire come coprire l’ammanco nelle entrate derivanti dal pagamento del bollo auto, che tra l’altro va a finanziare quasi per intero la spesa sanitaria delle Regioni, che come sappiamo è molto elevata.

Staremo a vedere se e come riusciranno ad abolire il bollo auto, e soprattutto cosa ci faranno pagare di più per coprire il buco, visto che di fare revisioni e tagli di spesa in questo Paese non se ne parla nemmeno. O meglio, se ne parla tanto, ma giusto per far prendere aria alla bocca.

Continueremo a monitorare la situazione e ad aggiornarti su tutti i futuri sviluppi.

Assicurazione auto storiche

Come detto in precedenza, il Governo ha cercato di mettere un freno alla leggerezza con quale, negli ultimi 15 anni, si è concesso il titolo di auto storiche o d’epoca a veicoli che, di fatto, non avevano tutti i requisiti per potersi fregiare di questo riconoscimento.

Avere un’auto riconosciuta d’epoca consentiva non solo un risparmio sul bollo auto regionale, ma anche sull’assicurazione auto, che costa molto meno rispetto ad una macchina nuova o più nuova, con minori emissioni di CO2 e più sicura da un punto di vista strutturale.

In linea generale è possibile assicurare la propria auto d’epoca con costi davvero contenuti, quasi irrisori se si pensa ai premi assicurativi “tradizionali”. Si parla di importi che variano tra i 100 ed i 200 €, a seconda della compagnia, dell’auto, della Regione di Residenza e così via.

Bollo auto storiche: esenzione dopo i 30 anniBollo auto storiche: esenzione dopo i 30 anni http://bit.ly/1Z0sN4A via @6sicuro

Le 5 auto storiche più belle

Le auto storiche sono immortali anche per il fascino vintage che si portano dietro. Vediamo insieme alcune delle auto d’interesse storico più belle e note presenti nel registro.

Delorean – DMC-12

Delorean DMC 12

Esatto, stiamo parlando proprio della macchina del tempo di Ritorno al Futuro, la splendida e sfortunata auto prodotta dalla DeLorean Motor Company di Detroit. Un’auto che, nonostante il fallimento commerciale, è e resterà per sempre nella memoria di generazioni di persone che hanno visto e amato la trilogia interpretata da Michael J Fox.

Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia 6sicuro

Una macchina senza tempo, un’icona per il mercato automobilistico italiano, ma non solo. Protagonista dei cosiddetti “poliziotteschi”, ovvero i film d’azione e polizieschi italiani degli anni ’70, l’Alfa Giulia è una delle auto più amate dagli appassionati. Prodotta dal ’62 al ’77, l’Alfa Romeo Giulia è tra le più vendute nella storia dell’azienda italiana, con oltre un milione di esemplari prodotti.

BMW Serie 02

bmw serie 2 6sicuro

Contemporanea dell’Alfa Giulia, e molto simile nelle linee, la BMW Serie 02 ha fatto la storia della casa automobilistica tedesca, ancora oggi molto amata dagli appassionati. Il modello che ha fatto impazzire gli amatori è stata, ed è ancora, la 2002 Turbo, una bomba sportiva dalla quale è poi nata la successiva serie M3.

Citroën 2CV

Citroen 2CV 6sicuro

La celeberrima “due cavalli”, una delle macchina più rappresentative della storia della casa automobilistica d’oltralpe, anche perché è stata prodotta per più di quarant’anni. Un’auto dalle forme un po’ anti-convenzionali, ma che ha conquistato le masse grazie al suo stile retrò e le colorazioni molto stravaganti, in particolare nei modelli bi-cromatici. La due cavalli è una di quelle auto che non puoi fare a meno di guardare quando capita di incrociare un esemplare in strada.

Volkswagen Typ 1

Volkswagen Typ1 6sicuro

Il nome, forse, non ti dice niente, solo perché abbiamo sempre usato il nome non ufficiale di questo modello tra i più famosi al mondo, meglio conosciuto come maggiolino. Scommettiamo che adesso hai capito di quale auto stiamo parlando, vero? Un’auto che ha fatto letteralmente la storia e la fortuna della Volkswagen. Nel 1999 è stata nominata tra le cinque automobili più influenti del XX secolo. Non male!

Francesco Ambrosino

Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Le cuffie dell'iPhone sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.

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27 Commenti

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    domenico ottobre 28, 2014

    Siamo alle solite. LE VELINE CHE VANNO IN TV PARLANO DI BONUS BEBÈ MA SÌ GUARDANO BENE DI ACCENNARE AGLI AUMENTI INPS RIMANE DI BALZELLI VARI

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    ferruccio ottobre 28, 2014

    Grazie Renzi, Monti, Berlusconi, Prodi. L’Italia con Voi stà affondando

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    Guido ottobre 28, 2014

    Come per le auto di grossa cilindrata e le barche! Leggi stupide da ignoranti distruggono passioni e mercato con relativi posti di lavoro. Tutti a svendere all’estero e chiudere officine. Poi un giorno arriverà un pirla vestito da ministro che proporrà incentivi per riavviare il settore ( vedi ultimo salone di Genova ).

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    Macho ottobre 28, 2014

    Ma perché invece di continuare a tartassare i mezzi per muoversi (auto o due ruote), con i mezzi pubblici che non funzionano o costano troppo, non eliminano tutti quegli sperperi di fiumi di soldi elargiti ai partiti? Invece di fare i piottari che vanno a raschiare il fondo del barile!!!!!

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    Massimo ottobre 29, 2014

    Ma perchè Renzi non indaga se tutti gli immigrati che hanno un auto, e quasi sempre sono auto di grossa cilindrata, pagano regolarmente il bollo? Ci vorrebbe poco per verificarlo ma come solito lui pensa a tartassare noi italiani e tutela gli stranieri.

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    stefano ottobre 29, 2014

    Tassare indescriminatemante le auto e moto dai 20 ai 30 anni non lo ritengo una mossa azzeccata , la maggior parte di detti mezzi saranno rottamati e regalati a collezionisti stranieri , con impoverimento del ns. parco storico , vi ricordate il super bollo x i diesel? poi chi ha i soldi di certo non adopera una macchina storica di oltre 20 anni x girarci tutti i giorni ,sicuramente + rumorosi meno sicuro ,senza condizionatore e abs ecc. e con costi di manutenzione se circolasse molto superiore di una macchina moderna.E poi, dove lo mettiamo i diritti acquisiti, di proprietari di tutte quei mezzi certificati di oltre 20 anni ,già storici ,con esose spese da parte dei collezionisti x ricondizionarli per superare le visite tecniche da parte degli enti preposti dallo stesso governo.Sono certo che molti collezionisti , se avessero immaginato che da un giorno all’altro sarebbe arrivato un governo ignorante e incombetente di mezzi storici ,il quale ti cambia le regole durante il gioco , non avrebbero iniziato nemmeno a giocare.Questo modo di fare dei ns. governi indispettisce molto , le regole una volta scritte VANNO RISPETTATE e non dovrebbe MAI essere retroattive (mezzi già esentate) e poi si lamentano che in Italia NON si investe più.stefano

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    Emiliano ottobre 29, 2014

    Come sempre si fa cassa con i cittadini e non con chi dovrebbe veramente pagare. Si faccia un elenco delle auto storiche (le moto hanno la F.M.I.) e solo quelle possono essere iscritte. Il relatore che parla di poco tempo rispetto ai 20 anni per considerare un mezzo storico, deve sapere che la F.M.I. lo certifica in base alle peculiarità del mezzo in se, della sua rilevanza nello sviluppo di tecnologie ed innovazioni per l’epoca di riferimento; ed infatti moltissime moto non sono inserite nella lista. Oppure si faccia pagare € 60 per le auto e € 30 per le moto non solo se si circola. Sarebbe sicuro che a queste cifre molti terrebbero volentieri detti mezzi storici e non li rottamerebbero o li cederebbero all’estero come accadrà.

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    fabrizio ottobre 29, 2014

    Grazie di cuore Renzo, gli amici si vedono nel momento del bisogno.

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    Gianni ottobre 29, 2014

    In nome della semplificazione e dell’equità il bollo dovrebbe essere abolito e per conpensare il gettito le regioni potrebbero aumentare un poco il prezzo del carburante. Chi fa più kilometri e chi più consuma più paga.

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    Sandro Longhi ottobre 29, 2014

    Perché, non accettano l’elenco dell’ASI che fa un inventario dei soli modelli considerati storici?? in questa maniera dopo i 20 anni, solo quelle valide ed inserite nella lista possono avvalersi del bollo ridotto.Così la tassazione ricadrebbe solo sulle auto senza pregio storico.

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      Ugo luglio 29, 2015

      L’ASI è uno dei principali responsabili della situazione attuale, dove tanti appssionati o non abbienti si trovano depauperati di un diritto acquisito. Come altre sigle (ACI, FMI ecc) è una struttura privata, gestita da benestanti, mascherata da club (analogamente a numerosi locali pubblici, night ecc) , a cui da decenni lo stato centralista riconosce prerogative e delega in esclusiva incarichi retributi, non assegnati nè riconfermati periodicamente con pubblici concorsi, come sarebbe previsto per qualsiasi fornitura esterna.

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    Antimo ottobre 29, 2014

    rottamerò una BMW Z1 del 90….peccato ne hanno costruite appena 8000 esemplari,in cambio vedrò frecciare fiat uno arrugginite che nemmeno passerebbero la revisione.VIVA L’ITALIA

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    Maurizio D'Amico ottobre 30, 2014

    Signori, in realtà vi dico che la tassa di possesso non andrebbe pagata per nessun motivo, dal motorino al più grande veicolo che circoli su strada, in quanto al momento dell’acquisto di un bene, paghiamo il costo, + “IVA”, e…secondo voi questo non e una tassa di possesso? Tornando al discorso macchina d’epoca, concordo con il signore che dice, che non tutte le macchine sono di interesse storico, se la tassa va pagata, solo per il periodo di utilizzo (manifestazioni o raduni) ad una cifra simbolica da stabilire, qualunque sia la cilindrata o kw.
    Nel prossimo futuro se le cose non cambieranno, l’italiano medio basso tornerà sempre di più ad utilizzare la vecchia e cara bicicletta

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    fliri ottobre 30, 2014

    Solita Italia. I provvedimenti li concepiscono quattro grigi burocrati dalla visuale ad angolo acuto e i politici di turno li avallano acriticamente. Per un gettito presunto di 7-8 milioni di Euro (che poi saranno sì e no la metà) si “rottama” un settore che dà lavoro a migliaia di persone (officine, tappezzieri, gommisti, rivenditori, carrozzieri e, in occasione di raduni, albergatori, ristoratori, ecc. ecc.): non è così che si “sblocca” l’Italia! E perchè la critica sia costruttiva: che ne direste di fare 25 anni?

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    Peter Turbo novembre 05, 2014

    Quale centinaio di euro l’anno? Ma stiamo scherzando? Facciamo un pò di conti. Chi possiede un auto storica sportiva da 500 cavalli passerebbe da circa 30 euro a pagare qualcosa come 1400 euro di bollo. Ovvio che a quelle condizioni, uno la macchina o la demolisce o la vende, magari all’ estero. In questo modo distruggono un mercato.

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    mki novembre 05, 2014

    sono uno stimatore di auto d’epoca e credo che Renzi con un una casa di 12’5 vani ma senza un auto a suo nome…..pensi solo a fregare gli italiani come al solito…solo tasse con l ‘euro ….ma non si rendono conto che non si puo’ neppure sognare finira male questa italia ma i politici si dovranno trasferire su marte …quando la gente li cerchera’

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    roberto fabiani novembre 07, 2014

    un vezzo lessicale ha condannato la possibilita’ di attuare una normativa relativa al bollo auto che tenesse unite le ragioni di chi circola poco con auto di antico modello, che non svolgono piu’ la funzione per cui sono nate, e chi per motivi economici non puo’ cambiarsi l’ auto ogni due anni. Forse l’interclassismo non e’ riuscito a superare le enuciazioni neanche alle macchine. nei fatti, invece, e’ proprio la legge che apre le porte a tutti, chiamando poi furbi quelli non gradiscono le presunte contaminazioni. In questo, come quasi sempre e’ la cultura maggioritaria che lascia le maglie delle leggi sufficientemente lasche perche’ possano transitarci tutti quei poveretti affetti da tumore alla intelligenza, ovvero i furbi, che pensano,operano,scelgono, presumono, ma non programmano, non immaginano, non creano, non progrediscono, non tramandano. Una zavorra sul cui peso, una attenta ed intransigente politica dovrebbe fare i conti. Si accorgerebbe che progresso e rinnovamento sono sinonimi, e che la furbizia e’ uguale a sestessa da migliaia di anni; come fara’ a potersi definire progredita una nazionalita’ che non tiene in conto questa orrida e ammiccante patologia epidemica ?

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    alberto novembre 21, 2014

    Sono nel settore delle auto storiche da piu’ di 40 anni.
    Ho di continuo contatti con migliaia di appassionati
    Di recente ascolto le sempre piu’ numeroso le testimonianze soprattutto di chi posside auto ventennali regolari iscritte a.s.i.
    Testimonianze di veri appassionati che hanno reso la loro auto conforme con quanto richiesto per iscriverla a.s.i. Mi riferiso ad auto elencate nell’elenco rilasciato dall’A.C.I, di un sicuro interesse storico.
    Moltissimi appassionati rinunciano ora alle manutenzioni e già le stanno esportando all’estero e sono certo anzi sicuro, che presto la cosa si evolverà esponenzialmente con danni irreversibili
    Strutture come officine ed altro, stanno già notando un calo di lavoro in questo settore.
    Andatevela a prendere chi di una comune vecchia auto, è riuscito a trasformarle in storica

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    Marco dicembre 23, 2014

    Un consiglio a Renzi & c.: continuate così che l’economia in Italia riprenderà sicuramente!!! ……………….avete fatto svendere le più belle aziende, ora svenderemo anche i ricordi!!! Vergogna!!!

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    FRANCESCO dicembre 24, 2014

    cosa vuol dire in attesa di moderazione?

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    FRANCESCO dicembre 29, 2014

    SONO COMMISSARIO TECNICO DI UN CLUB FEDERATO A.S.I.
    SONO MECCANICO RESTAURATORE,IL MIO LAVORO CHE ERA GIA’ IN CRISI ADESSO LO SARA’ ANCORA DI PIU’ CON QUESTA IGNORANTE INIZIATIVA DI PAGARE IL BOLLO PER LE AUTO DI 20 ANNI.
    L’ITALIA E’ DISORIENTATA, ORMAI STANCATA DA TUTTI I GOVERNANTI INCAPACI….
    CONTINUANO A COMBATTERE CONTRO I MULINI A VENTO COME DON CHISCIOTTE
    LA GENTE E’ STANCA ED ANCHE AFFAMATA, E LA FAME DEVE FARE FUNZIONARE I(MULINI ) NON COMBATTERLI…. APRITE GLI OCCHI LA FAME PUO’ FARE BRUTTI SCHERZI.. NON PUO’ DURARE COSI’ !

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    zaccarone gennaio 02, 2015

    Ma perché non ci adeguiamo all ‘ Europa? Con bolli e assicurazioni,….dov ‘è l’europa unita? Quando ogni stato ha leggi diverse?

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    zaccarone gennaio 03, 2015

    Come mai siamo i più tassata e continuano a studiare nuove tasse per spillarci sempre soldi, quando soldi non ne abbiamo,chi è al governo che cominci a prendersi uno stipendio normale e poi vede come mai la gente preferisce girare con un auto di 20anni più tosto che con un audi, mercedes o un bmw.
    Troppi politici a stipendi e pensioni da favola abbiamo sulle spalle noi italiani, bisogna fare um po’ di selezione e nuove regole anche li, come sulle auto….

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    Federico febbraio 13, 2015

    Sono un possessore di un’Alfa prodotta nel Maggio 1995 e comprata ad ottobre 2008 per farla diventare d’epoca. Vorrei continuare a pagare per il bollo (300euro) per 10 anni ma chi ci dice che tra 10 anni un altro Renzi pincopallino non deciderà nuovi termini di scadenza es. 35 anni??? Come abbiamo visto le cose cambiano dalla sera alla mattina. Profondamente deluso e amareggiato sarò costretto a demolire l’auto.

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    Andrea Possidente aprile 29, 2015

    Come fa ad essere d’ interesse storico una Fiat Uno o Fiat panda del 94.
    in giro ne circolano migliaia. Credo invece che spesso sia solo un abuso.
    Interesse storico per me vuol dire un’ auto rara che affascina, che fa riaffiorare ricordi di un’ epoca,capace di sorprendere i nostri figli e commuova ancora i nostri genitori.almeno 30 forse sono anche pochi.
    chi vuol girare in Maserati, porsche ed altro di grossa cilindrata come tira fuori gli euro per lavarle e tenerle a specchio e mettere benzina e tanta per farsi notare, allora pagasse regolarmente il bollo.
    non c’ e’ passione senza sacrificio.

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    giuseppe agosto 10, 2015

    ” Secondo alcune stime dell’Asi l’erario otterrebbe dal gettito del bollo per le auto storiche circa 7,5 milioni di euro.”

    chi fa queste stime dovrebbe valutare anche l’indotto (carburante, meccanici, carrozzieri, gommisti, elettrauti……….), cosa che non è stata fatta neanche con l’introduzione del superbollo per le macchine potenti: dal mercato sono sparite tutte le supercar a favore di auto diesel non di lusso secondo lo stato (tipo porsche panamera): è crollata l’entrata di iva e tutto l’indotto.
    buona giornata a tutti. giuseppe

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    liogo dicembre 17, 2015

    I,nutile a dire che questo provvedimento scriteriato distruggerà,molti veicoli strorici, patrimonio di arte e cultura del n/s Paese, invidiato in tutta Europa . Dire Moto -Guzzi o AlfaRomeo in Germania è come dire ” ER MEGLIO” .Cari signori del Governo, un recupero è cosi esiguo, difronte al danno cosi grande , ci lascia sgomenti.Non aiteremo nessuno de giovani disoccupati o cassa integrati , anzi aumenterà il numero dei senza lavoro tra mecanici e restauratori . Credo che la cosasia e di Vs competenza.Essere possesore di una moto o una vettura d’epoca nonsignifica affatto grande ricchezza .Solo un AMORE per la belleza NOSTALGIA del passato. Non giusto esigere una gabella su questo ! Alle prossime elezioni (doveremo pure farle!!) ci comporteremo di conseguenza. Al Presidente del consiglio , mi permeto di suggerire. umilmente, con la Cancelliera , dica ” MOTO GUZZI ED AlFAROMEO” forse sarà più cosiderato da Castei.

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