Auto guasta? Riparala con gli occhiali e la realtà aumentata

Auto guasta? Riparala con gli occhiali e la realtà aumentata

Ricordi il film Terminator con Arnold Schwarzenegger?

Fantastico, una pellicola che ha segnato la prima adolescenza di molti ragazzi nati negli anni Ottanta. E sai qual è il dettaglio che ha sempre animato la mia fantasia? La super-vista del cyborg, un chiaro esempio di realtà aumentata: “uccidi quello, uccidi questo, non uccidere, vai avanti, vai indietro. Hai subito un danno, vai in officina”.

Fantascienza nel 1984. Oggi con i Google Glass la realtà aumentata – secondo Wikipedia l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni non percepibili attraverso i 5 sensi – non è più un termine da usare solo nelle aule universitarie. La realtà aumentata è dietro l’angolo, e per la precisione nel cruscotto della tua auto.

Tra qualche tempo potrai infatti usare occhiali a realtà aumentata per individuare eventuali danni alla tua auto. Merito della Texa, azienda specializzata nella produzione di strumenti per la diagnosi del settore automobilistico, che ha vinto due riconoscimenti nei settori Electronics & Systems e Repair & Diagnostics all’Automechanika Innovation Award 2014 di Francoforte.

Riparare l’auto con la realtà aumentata?

Uno di questi premi (quello della sezione riparazioni e diagnosi) è stato conferito per il lavoro svolto sulla realtà aumentata. L’idea della Texa, infatti, è futuristica: produrre occhiali capaci di interfacciarsi via rete telefonica wireless con l’automobile. Spettacolare. Ma – in poche parole – a cosa servono questi occhiali?

Auto guasta? Riparala con gli occhiali e la realtà aumentata
Auto guasta? Riparala con gli occhiali e la realtà aumentata http://bit.ly/1x00ERC @6sicuro

A proiettare i dati relativi al danno subito dall’automobile sulla superficie degli occhiali. Questo tool potrebbero essere particolarmente utile ai meccanici per avere sotto controllo tutte le informazioni per riparare il veicolo. Il vantaggio sarebbe immediato: risparmio di tempo, facilità di azione nelle zone anguste e capacità dell’operatore di mantenere alta l’attenzione.

Gli occhiali, infatti, rispondono al comando vocale e possono visualizzare in tempo reale le informazioni richieste ed eventuali pericoli. Ecco come e perché l’Epson BT-200, ovvero il primo Head Mounted Display destinato al mondo delle officine, può migliorare il lavoro dei meccanici. Secondo te questa tecnologia ha un futuro? Può fare la differenza?

Per approfondire

Riccardo Esposito

Sono un webwriter freelance, aiuto le aziende e gli imprenditori a comunicare online. Mi occupo di nuove tecnologie, social media, scrittura online. Il mio motto? Il mio regno per un post.

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