Simboli dei ladri: cosa sono e come riconoscerli

I simboli dei ladri sono un vero e proprio alfabeto per i furti, una sorta di codice che descrive tutti i punti deboli della tua casa. Ecco i più famosi, come decifrarli e come proteggersi.

simboli dei ladri

Accade sempre più stesso di vedere articoli e post sui principali social riguardanti strani segni apparsi accanto ai citofoni di ignari cittadini. X, cerchi, mezzelune, incisioni particolari, molto simili ad un vero e proprio linguaggio. Una segnaletica che, seppur di per sé innocua, nasconde preoccupanti insidie: pare infatti ad uso e utilizzo dei ladri, che la adoperano per preparare i colpi nelle abitazioni, indicando così le principali caratteristiche dell’appartamento o degli inquilini.

Si moltiplicano le segnalazioni in tutta Italia, spinte anche dal crescente numero di reati connessi a tale simbologia. Motivo in più per prestare attenzione e, nel  caso, contattare le Forze dell’Ordine.

I principali simboli dei ladri

Un vero e proprio alfabeto, con segni diversi per ogni caratteristica rilevante, utili a comprendere se valga o meno la pena tentare il colpo. Casa sorvegliata, chi la abita, orario migliore per “intervenire” sono solo alcuni dei “consigli” evidenziati dai malfattori di turno.

Negli anni, capito il reale utilizzo di tali simboli, sono state realizzate vere e proprie legende con il compito di illustrare alle persone il significato di ognuno di essi. Ecco i principali:
simboli ladri

L’ultima segnalazione apparsa, il triangolo,  appare particolarmente preoccupante, evidenziando le donne che abitano da sole. Una situazione che non può che destare ancor più preoccupazione e che merita grande attenzione.

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Simboli dei ladri: le origini

Quella che per molti sembra e continua ad essere una leggenda metropolitana, trova origine in un volantino risalente agli anni ’80. Da questo modello sono poi nate numerose rielaborazioni, con piccole modifiche e aggiunte, riprese poi dai principali media.

Queste versioni trovano tutte origine nel cosiddetto linguaggio dei segni degli “hobo e zingari francesi”. Con “Hobo” gli americani definiscono le persone che non hanno fissa dimora e che sono solite muoversi da una nazione all’altra. Inizialmente, questo linguaggio serviva a tali individui per evidenziare situazioni utili alla loro sopravvivenza: famiglia generosa, casa disabitata, consigli che per loro potevano significare sopravvivenza. È molto probabile che l’innocuo utilizzo iniziale sia variato negli anni, venendo per comodità adottato anche da ladri e malfattori.

Come difendersi dai ladri?

I reati in italia si suddividono principalmente nelle grandi città, con forme e frequenze assai diverse. Il fatto di non vedere nessuno di questi simboli è, in lieve misura, già una sicurezza. Se però vuoi informarti per mettere la tua dimora al sicuro, abbiamo descritto i migliori sistemi di sicurezza per la tua casa in questo articolo.

Non resta dunque che prestare molta attenzione al proprio citofono, pronti a segnalare ogni eventuale strano segnale vi appaia al di sopra. Perché fidarsi è bene, ma essere previdenti è meglio.

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Matteo Pogliani

Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho cominciato a parlare prestissimo non ho più smesso. Oltre ad essere blogger mi occupo di comunicazione web, in particolare in ambito social media

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1 Commento

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    Ugo giugno 13, 2016

    Forse utile affiancarlo ad un servizio sulle attività di ricognizione preliminare al furto (famigliola zingara che gironzola con la fisarmonica, guarda caso sempre all’inizio dei lunghi ponti festivi, con tutto l’agio di “censire” case vuote ecc,) e sulle accertate tendenze delle truffe/borseggi/rapine, che non sono leggende ma cronache: mamma con bambino insanguinato (di succhi vegetali vari) che suona chiedendo se la si fa entrare per disinfettarlo piché è appena caduto, persona sdraiata a terra in mezzo alla strada in zona industriale, in ora tarda, con altra che chiede aiuto, e chi scende viene aggredito (Giornale di brescia, caso seriale); oltre alle riedizioni di quelle consolidate, ad esempio il giovane “a modo”che si informa in zona sull’attività di una persona anziana, poi si presenta a casa sua come parente di un amico e chiacchierando gli ghermisce altre informazioni, infine, facendo leva sull’amicizia e la conquistata fiducia, gli vende qualche oggetto di scarso valore (un giubbotto, una macchina a foto obsoleta) per cifre esorbitanti. Un classico nelle periferie bresciane è stato il finto “artigiano” che, fatte le indagini, laddove intuisce che ci si appresta ad un piccolo lavoro di muratura o idraulico ecc, si presenta fuori orario a nome e come sostituto del collega più gettonato del quartiere, e scrocca un anticipo sui materiali, sparendo nel nulla…..

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