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Il prezzo del petrolio diminuisce e la benzina no: perché? Come risparmiare?

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Sei arrivato fin qui perché stai cercando una soluzione per mantenere l’auto e abbassare le spese. In altre parole vuoi risparmiare. Mi sembra giusto, oggi mantenere un’auto ha i suoi costi: il meccanico, le tasse, le multe, l’assicurazione… Un buon confronto tra polizze RC Auto ti permette di risparmiare, ma una manutenzione costante è l’ideale per evitare stangate e rispettando i limiti di velocità risolvi i problemi con l’autovelox.

C’è una voce che, però, continua a dare noia: la benzina. Puoi evitare i consumi inutili, ma non puoi sfuggire: devi pagare un importo stabilito a priori. Ma stabilito da chi? Bene, questo è un argomento spinoso: il prezzo della benzina è legato a una serie di fattori geopolitici difficili da interpretare. Però ci sono alcuni dati che hanno risvegliato la curiosità dei consumatori.

Il prezzo del petrolio diminuisce

Il petrolio, principale fonte energetica del pianeta, è sempre stato al centro degli interessi nazionali. E a dicembre, per la prima volta dalla recessione del 2009, il prezzo è sceso sotto i 60 dollari al barile. E continua a scendere perché si è verificata una particolare combinazione tra domanda e offerta (fonte):

“La caduta dei prezzi è riconducibile (…) a due grandi ordini di variabili. Primo, lato offerta, il ciclo degli investimenti che si è avviato dalla metà del decennio scorso (…) ha generato un sensibile aumento dell’offerta corrente e della capacità produttiva di petrolio. Secondo, lato domanda, la sua distruzione strutturale nei paesi industrializzati”.

Il dato interessante: il prezzo della benzina – prodotto che viene ottenuto dalla distillazione del petrolio greggio, quindi direttamente collegato alle oscillazioni del prezzo – resta uguale. Non si muove. Per anni abbiamo assistito al solito gioco d delle colpe – “La benzina aumenta perché aumenta il costo del petrolio” – e ora che siamo arrivati a 50 dollari al barile il distributore rimane fisso.

Il prezzo della benzina non scende

O comunque scendono di poco. “Dal primo gennaio dell’anno scorso – riprende il quotidiano La Stampa – il greggio ha perso il 53% del valore, mentre i listini della benzina sono stati tagliati soltanto del 14%”. Colpa della geopolitica? Colpa degli speculatori? Colpa della speculazione americana che mantiene il petrolio estratto nei cosiddetti stoccaggi galleggianti (petroliere trasformate in enormi serbatoi di riserva)?

Probabilmente è solo una questione di tasse. Guarda questo schema del Wall Street Journal: il prezzo del petrolio escluso le tasse è più o meno regolare per tutti: 2,65 $ per gli USA, 2,69 $ per l’Italia al netto delle imposte. Mettiamoci le tasse: gli USA rimangono a quota 3,07 $ e l’Italia salta a 7,44 $. Ovviamente è il prezzo più caro mantenendo fede alla tradizione che ci vede sempre come fanalino di coda nelle grafiche.

Solo un problema di tasse che quasi annientano l’effetto sul barile. In America il costo del carburante è meno legato a dazi governativi, e questo si traduce in un forte risparmio per le famiglie. Lo stesso non vale per gli europei e, in particolar modo, per gli italiani.Quindi dobbiamo porci per l’ennesima volta la stessa domanda:

Come risparmiare sul carburante?

Il prezzo del petrolio diminuisce e quello della benzina no. O comunque non abbastanza da definire un reale contributo all’economia casalinga. Quindi per fare la differenza devi seguire poche (e semplici) regole:

Un ultimo consiglio: per risparmiare carburante devi fare la giusta manutenzione. Una sosta dal meccanico può essere utile per evitare spese improvvise e più impegnative, ma soprattutto ti permette di controllare tutti gli elementi che comportano un aumento dei consumi (filtro dell’aria sporco, cinghie consumate, elementi che creano frizioni inutili).

La pressione delle gomme

Capitolo a parte meritano le gomme, l’elemento che collega l’auto al manto stradale (anche quando è pieno di buche) e che può determinare un aumento dei consumi non indifferente. Le gomme devono avere la giusta pressione per evitare attrito inutile, ma devono essere controllate periodicamente dato che tendono a perdere pressione durante l’uso.

Quando controllare le gomme? Quando gonfiare? Ecco qualche consiglio suggerito da un nostro lettore per migliorare la manutenzione delle gomme:

Per concludere il discorso delle gomme: controlla l’etichetta che indica la resistenza al rotolamento. La classe A è sinonimo di minima resistenza al rotolamento, con una differenza di consumo del carburante del 7,5% rispetto ad una classe G. In ogni caso, prima di cambiare pneumatici, consulta il tuo gommista di fiducia: saprà consigliarti al meglio.

Vuoi aggiungere qualche consiglio alla lista?

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