Nel 2026 il tema dell’assicurazione auto per veicoli d’epoca e storici è tornato centrale, anche a seguito delle recenti evoluzioni normative che hanno ridefinito il perimetro dell’obbligo assicurativo.
Nonostante ciò, la confusione terminologica resta diffusa e continua a generare errori nella scelta della polizza, con il rischio di attivare coperture non necessarie o, al contrario, di circolare senza una tutela adeguata. Auto d’epoca e auto storiche non fanno parte della stessa categoria giuridica, non rispondono agli stessi criteri amministrativi e non sono soggette alle medesime regole assicurative.
La differenza non riguarda soltanto l’età del veicolo, ma soprattutto la sua iscrizione ai registri ufficiali, la possibilità di circolazione e la destinazione d’uso. Ad esempio, le auto d’epoca sono iscritte al P.R.A e possono circolare, mentre le auto storiche no ma si possono muoversi su strada solo in determinate circostanze.
Queste differenze comportano inevitabili discrepanze anche in ambito assicurativo, per cui è bene informarsi prima di sottoscrivere una polizza.
Assicurazione auto: macchina d’epoca o storica?
Prima di valutare qualsiasi aspetto assicurativo, è indispensabile stabilire se il veicolo rientra nella categoria delle auto d’epoca o in quella delle auto storiche. Questa distinzione, prevista dal Codice della Strada incide in modo diretto sull’obbligo di assicurazione e sulle modalità di copertura.
Il principio di riferimento è legato all’effettiva idoneità del veicolo alla circolazione e al suo utilizzo su strada. Non basta quindi l’anzianità del mezzo per determinarne il regime assicurativo ma ciò che conta è il suo status amministrativo e la funzione per cui viene conservato o utilizzato.
Auto d’epoca
Le auto d’epoca sono vetture che sono state eliminate dal P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) e quindi non sono più ammesse alla libera circolazione su strada. Si tratta appunto di cimeli storici, quindi esposti nei musei o nelle autorimesse private dei collezionisti. Le auto d’epoca possono muoversi su strada in determinate occasioni, quali raduni e manifestazioni, ma con apposite autorizzazioni speciali che, in ogni caso, presuppongono un percorso stabilito in precedenza.
Il Codice della Strada nell’Articolo 60 colloca questi veicoli in una categoria distinta, riconoscendo la possibilità di un utilizzo eccezionale e limitato nel tempo per salvaguardare le caratteristiche tecniche originali.
L’età minima di un’auto per essere considerata d’epoca è di 30 20 anni e fa fede la data di costruzione, non di immatricolazione.
Auto storiche
Le auto storiche devono avere più di 20 anni ma, a differenza delle auto d’epoca, sono iscritte al P.R.A. e quindi possono circolare in strada come qualunque altro veicolo inserito nel registro. Inoltre, per essere considerata storica, un’automobile deve risultare iscritta all’Auto Storiche Italiane (ASI).
Per ottenere l’iscrizione all’ASI è necessario rivolgersi a uno dei numerosi club presenti nel nostro paese, anche se non in modo uniforme nelle diverse regioni.
Il fatto che le auto storiche possano circolare assume un peso maggiore in ottica assicurativa, poiché l’obbligo di assicurazione auto permane per tutti i veicoli idonei alla circolazione, senza tener conto dalla frequenza di utilizzo. L’auto storica, quindi, deve essere in possesso di un’assicurazione, anche quando viene impiegata in modo occasionale.
Assicurazione auto d’epoca
In recepimento delle direttive europee, sono stati introdotti dei cambiamenti normativi basati sul principio che l’obbligo assicurativo non dipende più solo dall’esistenza del veicolo, ma dalla sua reale possibilità di circolare. Se un’auto d’epoca è inutilizzata in modo stabile, ad esempio perché in fase di restauro o priva di componenti indispensabili al funzionamento, la copertura RCA non è più richiesta.
Resta invece l’obbligo assicurativo nei casi in cui il mezzo sia fermo o non funzionante per un breve periodo. Se l’auto può tornare operativa con interventi ordinari o con la reinstallazione di componenti sostituibili, la normativa considera ancora presente un rischio assicurativo.
In questi casi le assicurazioni tendono a proporre coperture attivabili solo per eventi specifici o per periodi limitati, con strutture tariffarie indipendenti dal sistema bonus-malus e con parametri di rischio più stabili nel tempo.
Assicurazione auto storica
Anche per le auto storiche le assicurazioni si sono evolute verso modelli più flessibili, senza superare la logica della responsabilità civile obbligatoria per i veicoli idonei alla circolazione.
Negli ultimi mesi è stata introdotta la possibilità di adottare forme assicurative alternative alla classica polizza annuale. L’attenzione si concentra sulla distinzione tra rischio legato alla circolazione e rischio connesso alla semplice presenza del mezzo fermo. Questo ha portato le compagnie a strutturare offerte in cui il costo della copertura può essere suddiviso tra rischio dinamico e rischio statico, con maggiore trasparenza nella composizione del premio.
In quest’ottica si sono diffuse polizze con durata inferiore all’anno, pensate per chi utilizza l’auto storica solo in determinati periodi. In parallelo, il mercato assicurativo continua a proporre prodotti specifici per veicoli di interesse storico, spesso caratterizzati da classe di merito fissa, possibilità di guida estesa e garanzie accessorie calibrate sul valore del mezzo.
Per tutte le altre informazioni riguardanti auto d’epoca e storiche, si può consultare l’articolo Auto d’epoca e auto storiche: differenza, bollo e assicurazione.
