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Io odio l’assicurazione auto

Io odio l'assicurazione auto

Se c’è una cosa che detesto è l’assicurazione auto.
Di motivi ce ne sono mille. Prima di tutto perché è obbligatoria e ho sempre mal sopportato le imposizioni, sin da bambino. Quando dovevo andare a letto i miei genitori mi dicevano “Ora tu vai a letto”. Io li guardavo storto e visto che mi identificavo con il tu, me ne uscivo con “Tutti letto, tu no”. Ancora oggi rimango sveglio fino a tardi, sebbene viva da solo. Non si sa mai.

Poi la odio perché odio tutto ciò che ha a che fare con la parola “assicurazione”. Sarà che quando qualcuno mi dice di stare tranquillo, che andrà tutto bene e che mal che vada poi passa, io mi aspetto sempre il contrario. E l’assicurazione dovrebbe garantire proprio questo: state tranquilli, ci siamo noi. Seeeeee, quante volte ci siamo fidati della persona sbagliata? Figurarsi di persone che manco conosciamo!

Dicevo, ce ne sono mille di motivi, ma non posso elencarli tutti. Ma uno ancora sì, però. Perché costa sempre tanto. Quando scade, io prego, guardo quanti soldi devo sborsare, mi sento male, prego ancora un po’ e poi… eh, niente, pago. Però ammettiamolo: fossimo abituati anche a spendere cento euro all’anno e negli altri Paesi l’Rc Auto costasse novanta euro in meno, saremmo qui a dire che stiamo sperperando soldi. Che in effetti è vero, ma al di là di tutto noi italiani siamo così: ci lamentiamo di tutto, amiamo farlo. Questa volta però mi sono detto: ma perché l’assicurazione auto costa così? Quali sono le variabili che la determinano? Di cosa mi posso effettivamente lamentare?

Il nostro giornalista professionista Piero Babudro aveva già scritto un bellissimo articolo al riguardo, tale “Assicurazione Auto: calcolare il premio”. Ho deciso di leggerlo. Alla mia maniera. Così ho scoperto che il costo dell’assicurazione dipende fondamentalmente da una serie di variabili, tra cui l’effettivo rischio. Mi spiego.

Cosa pago nell’assicurazione auto?

 

La potenza del veicolo (espressa in cavalli o KW), la provincia di immatricolazione o il comune di residenza dell’assicurato, l’alimentazione del veicolo e l’ABS e doppio Airbag sono fattori unici con cui possiamo fare davvero poco. Se abbiamo una macchina potente che ciuccia ettolitri di benza – magari solo per fare un metro – perché ci piace avere sotto al culo qualcosa con cui scartavetrare la strada, be’, amen, ci costa di più. E così il contrario. Se, ahimè, viviamo in un paesello o città dove la maggior parte delle persone non sa guidare e quindi c’è un incidente ogni sei secondi, amen: o andiamo via o ci tocca “pagare lo scotto”. Forse non possiamo proprio scegliere dove vivere (il lavoro o la famiglia reggono spesso il peso di tale decisione), ma certo non possiamo  scaricarne la colpa alle compagnie assicurative. E lo ammetto, a denti stretti: mi trovo d’accordo con queste variabili.

I cosiddetti fattori soggettivi non sono altro che età, anzianità di patente, classe di merito, l’utilizzo prevalente dell’auto, la professione e le caratteristiche del conducente. E su queste si può barare ben poco. È chiaro che chi fa il commerciale e deve guidare otto ore al giorno rischia di più, mentre l’anziano signore con il cappello che prende l’auto il sabato per andare a fare la spesa rischia di meno. Eh, è statistica. E sulla statistica le compagnie di assicurazioni basano l’offerta commerciale da proporre al consumatore.

Quindi, quando paghiamo un’assicurazione, questa fa tutti questi bei conticini. E sono fondamentalmente d’accordo, sebbene continui a odiarla. Sulla Rc Auto pesano infine le clausole aggiuntive che vogliamo inserire a maggior tutela, che so, la “furto e incendio”, quella contro gli atti vandalici e quella contro le invasioni zombie. Scherzo, l’ultima non esiste. Ma se la creassi diventerei ricchissimo, ne sono certo.

Il “dramma” quotidiano in realtà lo viviamo con le spese che noi, italioti lamentosi, tanto odiamo: le tasse statali e le imposte provinciali. Ecco, io non mi avventuro su questo territorio, quindi non chiedetemi i dettagli. So che ci sono e so che ogni anno verifico chiedendo ad amici broker o rompendo le scatole nei commenti su 6sicuro. Visto però che già ci sono vi do due dritte che ho scoperto.

  1. Per le tasse ringraziamo tutti Piero che è stato così bravo da parlarne già nel suo pezzo di maggio. Vi siete persi il link per strada? Eh, vi tocca rileggervi tutto il mio testo, dall’inizio.
  2. Per le imposte provinciali potete guardare direttamente sul sito del Ministero delle Finanze, dove c’è scritto in burocratese la “Pubblicazione delle delibere”.

Però io avevo iniziato dicendo che odio le assicurazioni, eh.

Le odio, ma un po’ le amo. Perché le volte che ne ho avuto bisogno, mi hanno letteralmente salvato le chiappe. Se facciamo un incidente, che succede se non abbiamo una RC Auto a tutelare noi e gli altri? Il male, ecco che succede. E un sacco di fregature.

Certo, se costasse meno sarebbe meglio. Ma questo è a causa del Paese dove viviamo, mi sa. E se ne dovessi parlare, finirei dopodomani. Nel frattempo, giuro, ho usato il preventivatore gratuito di 6sicuro.it. E devo dire che alla fine ho pregato meno.

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