Per molte famiglie il momento più delicato non è l’esame di guida, ma la scelta della prima auto. Nel 2026 la confusione nasce da un motivo preciso: per i neopatentati le regole sui veicoli guidabili sono cambiate davvero, ma online continuano a circolare contenuti con limiti superati, dati parziali e riferimenti alla cilindrata che oggi non aiutano a decidere bene.
Il risultato è semplice: si guarda un’auto, si pensa che bastino i cavalli o il motore “piccolo”, poi si scopre troppo tardi che il controllo corretto va fatto sulla potenza specifica e, per molte vetture M1, anche sulla potenza massima. A quel punto il rischio non è solo scegliere male: puoi comprare un’auto che tuo figlio o tua figlia non può guidare da solo.
Conta anche il costo totale del primo anno. Oltre al prezzo d’acquisto entrano in gioco RCA, garanzie accessorie, manutenzione e possibili errori di polizza. Per evitare scelte impulsive serve un criterio semplice: capire quali sono i limiti reali, quali auto li rispettano e quanto costa davvero metterle su strada.
Quali sono i limiti per neopatentati nel 2026
Per i neopatentati soggetti alla disciplina oggi in vigore, nei primi tre anni dalla patente B si possono guidare solo auto con potenza specifica non oltre 75 kW per tonnellata e, se il veicolo è di categoria M1, anche con potenza massima non oltre 105 kW.
La regola di riferimento è l’articolo 117 del Codice della Strada, aggiornato con la legge n. 177 del 25 novembre 2024. Il cambiamento più rilevante è doppio: il limite di potenza dura tre anni dal rilascio della patente, non più uno, e il parametro da rispettare sale a 75 kW/t. Per le autovetture di categoria M1 si aggiunge un secondo tetto: 105 kW massimi.
Restano anche gli altri vincoli tipici dei neopatentati. Per i primi tre anni non puoi superare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Sul fronte alcol, per il neopatentato il margine è zero: il tasso alcolemico consentito è zero.
| Regola | Disciplina precedente | Disciplina applicata nel 2026 |
|---|---|---|
| Durata limite potenza | 1 anno | 3 anni |
| Potenza specifica massima | 55 kW/t | 75 kW/t |
| Potenza massima per M1 | 70 kW | 105 kW |
| Velocità massima | 100 km/h in autostrada, 90 km/h su extraurbane principali | 100 km/h in autostrada, 90 km/h su extraurbane principali |
Conta la cilindrata? No: per i neopatentati conta la potenza
La parola “cilindrata” continua a comparire spesso quando si parla di prima auto, ma per la patente B il controllo vero non si fa sui centimetri cubici del motore. Il Codice della Strada guarda alla potenza del veicolo, non alla cilindrata.
Questo cambia molto le scelte concrete. Un’auto con motore piccolo ma molto brillante può risultare fuori limite, mentre una vettura con cilindrata più alta ma potenza contenuta può rientrare. Per questo la domanda giusta non è “quanti cc ha?”, ma “qual è il rapporto kW/t e quanti kW ha in totale?”.
Come si calcola il rapporto kW/t senza fare confusione
Il rapporto si calcola così:
kW/t = potenza in kW ÷ tara in tonnellate
Facciamo un esempio semplice. Se sul libretto trovi una potenza di 74 kW e una tara di 1.050 kg, devi trasformare la tara in tonnellate: 1.050 kg = 1,05 t. Il calcolo è 74 ÷ 1,05 = 70,47 kW/t. In questo caso l’auto rientra nel limite dei 75 kW/t.
Per le vetture M1 non basta. Devi controllare anche che la potenza massima non superi 105 kW. Un’auto può stare sotto i 75 kW/t ma superare il tetto dei 105 kW, quindi va esclusa lo stesso.
Il metodo più rapido per non sbagliare è verificare il veicolo partendo dal libretto e, quando possibile, usare i servizi di controllo del Portale dell’Automobilista. È il passaggio da fare sempre prima di qualsiasi firma o passaggio di proprietà.
Quando c’è la deroga con accompagnatore esperto
Nel 2026 esiste una deroga molto precisa. Il limite di potenza non si applica se accanto al neopatentato siede, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a 65 anni, con patente valida per la stessa categoria da almeno 10 anni oppure con patente di categoria superiore.
È una possibilità utile in casi specifici, per esempio se bisogna spostare l’auto di famiglia o fare pratica su un’auto che il neopatentato non può guidare da solo. Non risolve però l’uso quotidiano: scuola, università, lavoro, sport e commissioni richiedono un’auto guidabile in autonomia.
Quali auto hanno più senso nel 2026
L’aumento dei limiti rispetto al passato allarga davvero la scelta, ma non rende automaticamente adatta qualsiasi vettura. La selezione più intelligente resta quella che tiene insieme tre fattori: rispetto della norma, costo di gestione e facilità d’uso per chi ha appena preso la patente.
Sotto i 15.000 euro: usato recente o km 0 razionale
Se il budget è contenuto, la soluzione più concreta resta una citycar o una piccola utilitaria con motorizzazione d’ingresso. In questa fascia contano soprattutto diffusione del modello, costo dei ricambi, semplicità di manutenzione e premio assicurativo gestibile. Una vettura piccola e molto comune tende a pesare meno anche sul primo anno di spesa complessiva.
Tra 15.000 e 25.000 euro: compatte e ibride leggere
Qui si trova spesso il punto di equilibrio migliore per una famiglia che cerca qualcosa di più completo senza salire troppo di costo. Compatte benzina o ibride nelle versioni meno potenti possono offrire più sicurezza, migliori dotazioni e consumi bassi. Va sempre verificata la singola versione, perché all’interno della stessa gamma cambiano potenza, peso e allestimento.
SUV compatti: non sono esclusi, ma costano di più
Con i limiti attuali anche alcuni SUV piccoli possono rientrare nei parametri per neopatentati. Questo non significa che siano sempre la scelta più conveniente. Rispetto a una citycar o a una compatta, un SUV compatto tende a pesare di più sul budget tra prezzo iniziale, pneumatici, bollo e assicurazione. Ha senso solo se il vantaggio in spazio, posizione di guida e uso familiare giustifica la spesa.
L’impatto economico reale: quanto cambia davvero in euro
Quando si compra la prima auto, l’errore più comune è guardare solo il prezzo sul cartellino. La spesa vera si costruisce su quattro voci: acquisto, RCA, garanzie accessorie e costi d’uso.
Sul fronte assicurativo, i dati IVASS mostrano che nel terzo trimestre 2025 il premio medio RC auto per le autovetture è pari a 436,8 euro. È una media nazionale, quindi non coincide con ciò che paga un neopatentato. Per un giovane conducente il preventivo reale può salire in modo sensibile in base a provincia, classe di merito, formula di guida e valore dell’auto.
Nel 2026 c’è anche un dettaglio fiscale da considerare: la tassazione di alcune garanzie accessorie, tra cui infortunio conducente e assistenza stradale, è stata riallineata al 12,5%. L’effetto sul totale non è enorme, ma esiste e si somma a una base RC già non leggera per molte famiglie.
| Scenario | Acquisto auto | RCA e garanzie | Altri costi del primo anno | Totale indicativo |
|---|---|---|---|---|
| Citycar usata regolare per neopatentati | 8.000-11.000 € | 700-1.500 € | Passaggio, bollo, tagliando, gomme: 700-1.300 € | 9.400-13.800 € |
| Compatta o ibrida d’ingresso | 16.000-22.000 € | 800-1.700 € | Immatricolazione o voltura, bollo, manutenzione: 800-1.400 € | 17.600-25.100 € |
| SUV compatto guidabile da neopatentato | 20.000-27.000 € | 900-1.900 € | Gomme, bollo, manutenzione: 900-1.600 € | 21.800-30.500 € |
È una simulazione realistica di mercato, non un listino fisso. Cambiano provincia, conducente abituale, allestimento e classe assicurativa. Il punto resta chiaro: tra una citycar e un SUV compatto il divario del primo anno può valere diverse migliaia di euro anche se entrambe le auto sono formalmente guidabili.
Chi è coinvolto davvero da queste regole
Il primo profilo è il neopatentato che usa l’auto tutti i giorni. Qui serve una soluzione semplice, facile da parcheggiare, economica da mantenere e coerente con la polizza.
Il secondo profilo è la famiglia che vuole lasciare al figlio l’auto già presente in casa. È il caso più insidioso: l’auto può sembrare tranquilla, ma risultare fuori limite o non compatibile con la formula assicurativa scelta.
Il terzo profilo è chi vuole una vettura più strutturata per pendolarismo, tangenziale e spostamenti frequenti. In questi casi una compatta ben equipaggiata o un SUV piccolo possono avere senso, ma solo se il costo annuo resta sostenibile.
Cosa succede se non fai nulla
Se non controlli prima libretto, requisiti di guida e polizza, puoi ritrovarti con un’auto pagata ma inutilizzabile da chi ha appena preso la patente. Oppure con una vettura formalmente guidabile, ma coperta da una formula come la guida esperta, che non rispecchia l’uso reale del mezzo.
Questo punto pesa più di quanto sembri. I dati IVASS mostrano che la clausola di guida esperta è molto diffusa nei contratti RC auto. Costa meno, ma può essere una scelta sbagliata se l’auto è destinata proprio a un giovane neopatentato.
Se il neopatentato guida un’auto non consentita, la sanzione prevista dall’articolo 117 è amministrativa: da 165 a 660 euro, con sospensione della patente da 2 a 8 mesi. Oltre alla multa, c’è il danno pratico: blocco degli spostamenti e necessità di riorganizzare tutta la gestione familiare.
I rischi delle scelte sbagliate
Il primo rischio è comprare d’impulso. L’auto piace, sembra piccola, rientra nel budget e quindi si dà per scontato che vada bene. È il modo più rapido per sbagliare.
Il secondo rischio è farsi guidare dalla cilindrata. Per i neopatentati non è il criterio decisivo.
Il terzo rischio è risparmiare male sulla polizza. Tagliare 150 o 200 euro con una formula non coerente con il conducente abituale non è risparmio: è un contratto fragile.
Il quarto rischio è eliminare in automatico tutte le garanzie accessorie. Per chi guida da poco, assistenza stradale e infortunio conducente hanno spesso più senso di altre coperture costose. Vanno valutate bene, non cancellate per riflesso.
Il ruolo di compagnie, broker e comparatori
Compagnie, intermediari e comparatori sono davvero utili quando aiutano a leggere le condizioni, non solo quando mostrano il prezzo più basso. Nel caso dei neopatentati il confronto corretto mette accanto formula di guida, eventuale rivalsa, massimale RC, garanzie accessorie e reale destinazione d’uso del veicolo.
Prima di chiudere una polizza, ha senso confronta i preventivi RC auto solo dopo aver chiarito due cose: se l’auto è davvero guidabile da neopatentato e se la formula scelta non lo esclude nella pratica.
FAQ – Neopatentati 2026
Per quanto tempo valgono i limiti di potenza per neopatentati?
Per tre anni dal rilascio della patente B soggetta alla disciplina attuale.
Conta la cilindrata o conta la potenza?
Conta la potenza. Devi verificare il rapporto kW/t e, per le auto M1, anche il limite massimo di 105 kW.
Un neopatentato può guidare un’auto più potente con un adulto accanto?
Sì, ma solo se accanto c’è una persona non oltre i 65 anni, con patente valida da almeno 10 anni per la stessa categoria oppure con patente superiore.
Qual è la multa se si guida un’auto non consentita?
La sanzione va da 165 a 660 euro, con sospensione della patente da 2 a 8 mesi.
Un SUV può andare bene per un neopatentato?
Sì, ma solo se la specifica versione rispetta i limiti di potenza e se il costo complessivo resta sostenibile.
L’ordine corretto è sempre questo: prima controlli se l’auto è guidabile da neopatentato, poi calcoli il costo totale del primo anno, infine scegli la polizza coerente con chi la userà davvero. Se inverti questi passaggi, il rischio è pagare troppo o comprare il mezzo sbagliato.
La scelta più intelligente non è cercare l’auto più economica in assoluto né quella più grande che rientra nei limiti. Conviene trovare il punto di equilibrio tra regolarità, sicurezza e spesa sostenibile.