Rimborso pensioni: domande entro il 31 dicembre

Fino al 31 dicembre si può presentare una lettera di diffida all'INPS per provare a ottenere il rimborso pension legato alla rivalutazione bloccata dalla riforma Fornero.

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Rimborso pensioni: entro il 31 dicembre va presentata la lettera

Scade il 31 dicembre il termine per presentare la domanda di diffida all’INPS per richiedere il rimborso degli arretrati della rivalutazione della pensione.

La questione riguarda tutti coloro che, dal 2012, percepiscono una pensione lorda superiore a 1.500 euro. Si tratta dei pensionati che non hanno ricevuto alcun rimborso o che nel 2015 hanno ricevuto soltanto un rimborso parziale della cifra relativa alla rivalutazione delle proprie pensioni.

La riforma Fornero aveva infatti inizialmente previsto il blocco delle rivalutazioni, ma la norma è stata giudicata incostituzionale. Così, Governo e INPS hanno deciso le regole per i rimborsi delle rivalutazioni, stabilendo un rimborso integrale per le pensioni più basse e solo un rimborso una tantum per le pensioni comprese tra 1.500 e 2.800 euro. Ora questi pensionati possono presentare una richiesta di diffida all’INPS e provare a richiedere il rimborso dell’intera somma.

Le domande vanno presentate tassativamente entro il 31 dicembre. A fine anno scadrà infatti il termine di prescrizione di 5 anni da quando è entrata in vigore la riforma Fornero.

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Rimborsi pensioni: in arrivo la sentenza della Corte Costituzionale

Mentre i pensionati si stanno attivando per presentare la lettera di diffida all’INPS, si aspetta la sentenza della Corte Costituzionale che dovrà decidere se il decreto legge n.65/2015 è legittimo o meno. Si tratta del decreto con il quale il Governo ha deciso di rimborsare integralmente solo le pensioni più basse e di riconoscere solo un rimborso parziale alle pensioni comprese tra 1.500 e 2.900 euro lordi.

I pensionati che avrebbero diritto al rimborso sono ben sei milioni. Se la consulta darà un parere positivo, i pensionati potranno fare ricorso alla Corte dei Conti o al tribunale e richiedere ufficialmente il rimborso degli arretrati.

Chi vuole tentare la via della richiesta dei rimborsi deve affrettarsi. Chi non invierà la lettera di diffida entro fine anno perderà infatti il diritto all’eventuale richiesta di rimborso. Per l’invio della lettera ci si può rivolgere ai sindacati, a un avvocato o a un consulente del lavoro.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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