Rinuncia all’eredità: termini, effetti, costo e modello

Chi rinuncia all'eredità decide liberamente di rinunciare al patrimonio del defunto. Tempi, modi, cause di nullità ed eccezioni, vediamo come funziona questo diritto degli eredi.

rinuncia all'eredità

La rinuncia all’eredità è un diritto degli eredi che riguarda soprattutto chi si trova a dover accettare una situazione debitoria davvero onerosa, che potrebbe intaccare in maniera pesante il patrimonio personale dell’erede.

Rinuncia all’eredità: cos’è?

La rinuncia all’eredità è un atto attraverso il quale l’erede del defunto dichiara di rinunciare, per qualsiasi motivo, all’eredità stessa. L’esempio più eclatante è quello che riguarda chi riceve in eredità molti debiti. La parte di eredità spettante a chi vi ha rinunciato viene devoluta a seconda dei casi di seguito elencati:

  • Successioni legittime (quelle che riguardano i parenti). La parte oggetto della rinuncia viende suddivisa equamente tra gli altri eredi, nel caso ve ne siano; in assenza di coeredi l’eredità passa chi dovrebbe riceverla in caso di morte di chi ha rinunciato;
  • Successioni testamentarie. Se ci sono altri eredi testamentari, verrà suddivisa in parti uguali. Se non ve ne sono, si passerà agli eredi legittimi.

Rinuncia all’eredità: modello

La rinuncia è un atto pubblico e deve essere fatta mediante una dichiarazione che va consegnata:

  • ad un Notaio;
  • o al Cancelliere del Tribunale.

Le tre caratteristiche fondamentali dell’atto devono essere:

  • assenza di condizioni, non puoi fare la rinuncia se affermi che lo fai “a condizione che…” qualcosa avenga;
  • assenza di termini, non puoi rinunciare fino ad una certa data, la rinuncia è definitiva;
  • assenza di limitazioni, non si può rinunciare ad una parte dell’eredità e accettare l’altra, la rinuncia riguarda la totalità di quanto ereditato.

Di seguito un esempio di struttura di atto di rinuncia da presentare in Cancelleria del Tribunale:

ATTO DI RINUNCIA ALL’EREDITÀ
L’anno _____ il giorno ______ del mese di __________ nella cancelleria del suintestato Tribunale
davanti al cancelliere sottoscritto
è comparso il signor _________________________ residente a ___________________________
codice fiscale ______________________
il quale dichiara di RINUNCIARE,
come in effetti con il presente atto rinuncia, senza termini o condizioni, all’eredità spettante in
morte di __________________________  nato a _________________ il _____________________
e deceduto a _______________________ il _______________ domiciliato in vita a ____________.
Il comparente dichiara di non essere mai stato in possesso di beni ereditari e di non avere mai
compiuto atti in qualità di erede.
Letto confermato e sottoscritto.

Documenti per la presentazione in Tribunale

Per richiedere un appuntamento per rilasciare la dichiarazione di rinuncia, sono necessari i seguenti documenti:

  • certificato di morte in carta semplice, autocertificazione nel caso si tratti di coniuge, ascendenti o discendenti;
  • in alternativa la dichiarazione sostitutiva di certificazione di morte;
  • certificato dell’ultima residenza del defunto;
  • copia del codice fiscale di chi rinuncia;
  • copia del documento d’identità di chi rinuncia;
  • se vi sono eredi minorenni, interdetti e inabiliti, copia dell’autorizzazione del Giudice Tutelare.
Rinuncia all'eredità: termini, effetti, costo e modelloRinuncia all’eredità: termini, effetti, costo e modello http://bit.ly/2dDhArW via @6sicuro

Quando è nulla la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità, oltre al mancato rispetto delle caratteristiche elencate nei paragrafi precedenti (condizioni, termini, limitazioni), è considerata nulla nel caso in cui:

  • avvenga dietro il pagamento di corrispettivo, stai rinunciando perché qualcuno ti paga per farlo;
  • avvenga in favore di un solo erede o di un gruppo di eredi, escludendo la totalità degli aventi diritto.

Queste due eventualità non solo rendono nulla la rinuncia ma provocano l’effetto contrario: davanti alla legge il soggetto che rinuncia dietro corrispettivo o in favole soltanto di alcuni eredi, viene considerato un soggetto che di fatto ha accettato l’eredità.

Rinuncia all’eredità: i termini

La rinuncia cade in prescrizione trascorsi 3 mesi dalla morte di chi ha lasciato l’eredità, se si è in possesso dei beni, entro 10 anni se non si è in possesso dei beni. Ci sono però due casi particolari:

  • se è in corso l’accertamento giudiziale dello stato di figlio (può capitare che il defunto abbia dei figli illegittimi), la prescrizione decorre dal momento in cui la sentenza passa in giudicato (quindi diventa definitiva);
  • se chiunque ne abbia interesse facesse richiesta al Tribunale di fissare un termine per l’accettazione o rinuncia dell’eredità, potremmo avere un periodo più corto di 10 anni per la decadenza del diritto.

Gli effetti della rinuncia

L’effetto immediato della rinuncia all’eredità è quello di non essere considerati fra i chiamati (fra gli eredi) ed è dunque retroattivo. La rinuncia può essere revocata esclusivamente nel caso in cui il patrimonio rimanga intatto e non sia stato acquisito da altri eredi.

Si parla invece di decadenza della rinuncia nel momento in cui viene alla luce l’eventuale sottrazione di beni riferiti all’eredità da parte di chi ha fatto la rinuncia stessa. Vale il concetto espresso in precedenza: la rinuncia deve essere totale. Attenzione! Precisiamo che è assolutamente vietata la rinuncia all’eredità prima della morte del titolare del lascito.

Costo della rinuncia all’eredità

I costi della rinuncia sono i seguenti:

  • 16 euro per la marca da bollo da apporre sull’atto;
  • 168 per la tassa di registrazione, da versare all’Agenzia dell Entrate mediante modello F23;
  • eventuale parcella del notaio nel caso si decidere di percorrere questa via anziché rivolgersi alla Cancelleria del Tribunale.

Rinuncia all’eredità e pensione di reversibilità

Chiudiamo con una questione molto sentita. Se un marito o una moglie rinunciasse all’eredità del coniuge defunto, perderebbe la pensione di reversibilità?

Sul tema è intervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 268 del 1987, affermando che la rinuncia all’eredità non pregiudica il diritto al percepimento della pensione di reversibilità. Gli unici assegni a cui si rinuncia sono quelli che il defunto non aveva ancora incassato, parliamo quindi di crediti diretti del defunto che vanno a confluire nel patrimonio ereditato.

Si tratta di una buona notizia, dal momento che la rinuncia viene effettuata principalmente quando si ereditano situazioni debitorie onerose o addirittura impossibili da sanare.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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5 Commenti

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    Eleonora ottobre 10, 2016

    Buongiorno,
    cosa si intente quando si dice che “l’erede è in possesso dei beni”? Che ne è fruitore?

    Inoltre, se l’erede vuole rinunciare all’eredità può falo pur avendo già pagato la quota di successione?

    Vi ringrazio

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    • Avatar
      giacomo novembre 19, 2016

      l’esempio potrebbe essere il possesso di abitazione del de cuius a titolo gratuito

      Rispondi
  2. Avatar
    Antonello ottobre 12, 2016

    Buongiorno, in merito al vostro articolo, volevo capire meglio la questione.
    Io e mia sorella siamo nella situazione descritta, ovvero che mio padre non ha beni materiali ma solo un vecchio debito di tasse ( sono passati cmq più di 10 anni dall’ultimo avviso di mora, noi rinuncieremo all’eredità ( anche a quella di mia madre credo), solo che il tutto andra a “cadere” sui nostri figli corretto?
    Quando sarà anche loro dovranno rinunciare? Di conseguenza anche al nostro eventuale lascito?

    Grazie,

    Cordiali Saluti

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    Gabriele ottobre 14, 2016

    ….Quasi tutto corretto, in quanto si è tralasciato un argomento molto importante legato alla rinuncia dell’eredità:
    nel caso in cui l’erede che vorrebbe rinunciare all’eredità si trova nella condizione di avere figli minori -i quali diventerebbero
    di conseguenza anche loro eredi legittimi- secondo l’attuale legislazione, NON SI PUO’ rinunciare all’eredità, anche
    qualora fosse una chiara situazione di “eredità debitoria”.
    Purtroppo questa situazione è capitata a me personalmente, ed il Tribunale di Torino HA RIGETTATO la mia rinuncia,
    in quanto avendo figli minori, anch’essi eredi leggittimi, non avrei tenuto conto del fatto che si sarebbe leso il loro
    diritto/facoltà di scelta (se scegliere di rinunciare o meno), ed avrei dovuto nominare un “giudice tutelare” che analizzando
    gli atti avrebbe successivamente scelto/deciso, in luogo dei miei figli attualmente minori.
    Saluti Gabriele

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  4. Avatar
    giacomo novembre 19, 2016

    io credo che il giudice minorile e tutelare prenda decisioni che non possano ledere i diritti dei protetti dalle leggi, per cui se dalla rinuncia al minore possa derivarne un vantaggio, perchè la situazione debitoria del decuius è insostenibile, la stessa potrebbe essere concessa.

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