Abolizione degli studi di settore: cosa cambia per i contribuenti

La notizia arriva direttamente dal sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze: è in atto l'abolizione gli studi di settore. Si parla di evoluzione in indicatori di compliance, con un peso molto più ridotto sull'accertamento.

studi di settore

Studi di settore: cosa sono e la loro evoluzione

Se hai un’attività economica, da anni “combatti” con la compilazione e l’eventuale adeguamento agli studi di settore. In parole molto semplici, gli studi di settore sono uno strumento che il Fisco utilizza per combattere l’evasione e che, attraverso dati statistici di settore appunto, presume quale possa essere il reddito della tua attività e ti invita ad adeguare quanto dichiarato, pena l’accertamento.

Da tempo questo strumento è criticato e messo in discussione, soprattutto a causa della crisi economica degli ultimi anni. Adesso il Ministero dell’Economia, l’Agenzia delle Entrate, esperti degli studi di settore, associazioni di categoria e commercialisti, sono giunti a proporre un cambiamento metodologico: gli studi di settore verranno messi da parte e non saranno più uno strumento di accertamento presuntivo, basato cioè sulla presunzione statistica che una determinata attività produca un determinato reddito.

Abolizione degli studi di settore: cosa cambia per i contribuentiAbolizione degli studi di settore: cosa cambia per i contribuenti http://bit.ly/2cbNGHT via @6sicuro

Studi di settore: gli indicatori di compliance

Si passerà dunque ad uno strumento più leggero denominato indicatore di complianc, che andrà ad indagare non più il livello reddituale, ma il grado di affidabilità del contribuente. Tale affidabilità verrà misurata con un punteggio da uno a dieci e più sarà elevata, più il contribuente eviterà alcune tipologie di accertamento oppure vedrà restringersi i periodi di accertabilità.

L’attenzione insomma si sposta dal reddito prodotto al soggetto che lo produce, andando a misurarne la propria “onestà fiscale”. Dal Ministero comunicano che:

“Al singolo contribuente saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità.”

Il tutto potrebbe essere definito già nella Legge di Stabilità 2017, continua a seguirci per tutti gli aggiornamenti sul tema studi di settore.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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