Riforma scuola: 4 anni di superiori dal 2017

4 anni di superiori al posto di 5... Che ne pensi? La riforma scuola è pronta per la sperimentazione dal 2017 e gli studenti potranno scegliere tra 60 classi di liceo o istituto tecnico superiore.

riforma scuola

Il decreto è pronto: la “riforma scuola” prosegue nel suo difficile percorso, ma ci sarano già delle novità a partire dal primo gennaio 2017. Se ne parla già dal 2014, a dire il vero, ma dall’anno prossimo gli studenti promossi alle medie potranno scegliere di iscriversi alle 60 prime classi di liceo o istituto tecnico di scuola superiore pronte per la sperimentazione di 4 anni invece che dei tradizionali 5.

Ovviamente non tutti sono d’accordo e ci sono già polemiche in corso. Ma tu che ne pensi? Baratteresti i tuoi cinque anni di superiori con quattro? Oppure cosa pensi sia meglio per i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola italiana?

Come sarà il nuovo liceo con la riforma scuola?

Mille ore in meno: ecco il taglio di un intero anno accademico. Ma con le dovute cautele, perché pare sia stato assicurato che i programmi didattici non verranno toccati, tutelando quindi un percorso di studi completo nonostante la riduzione delle ore. E a dire il vero, novità: per preparare al meglio gli studenti è prevista infatti un’alternanza tra scuola e lavoro, con circa 200 ore di stage o tirocinio aziendale oppure in istituzioni pubbliche.

A completamento di tutto questo ci sarà anche la possibilità di studiare una materia in lingua straniera (da scegliere), partecipare alle olimpiadi studentesche e fare un’esperienza all’estero, come una sorta di mini-Erasmus universitario.

I diplomati italiani termineranno gli studi quindi a 18 anni, raggiungendo i “colleghi” di Spagna, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, ma – si pensa – con una preparazione decisamente migliore rispetto alla media globale. Il decreto “riforma scuola” sta per essere firmato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, mentre il passo successivo sarà presentare un bando rivolto a licei e istituti tecnici che permetta di presentarsi progetti di “innovazione metodologico-didattica“: saranno proprio le scuole superiori infatti a proporre il nuovo percorso di studi, adattandolo alla propria filosofia, struttura e corpo docenti.

Le proposte saranno infine valutate da un comitato scientifico regionale, supervisionato da un comitato nazionale del Miur (Il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca).
I criteri essenziali del già soprannominato “liceo in 4 anni” sono:

  1. classe candidata tra 25 e 15 alunni;
  2. richiesta scritta da parte dei genitori;
  3. elevato utilizzo delle tecnologie;
  4. potenziamento di una lingua straniera con il CLIL (Content and Language Integrated Learning, l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera veicolare);
  5. intensificazione percorsi alternanza scuola-lavoro e progetti internazionali.
Riforma scuola: 4 anni di superiori dal 2017Riforma scuola: 4 anni di superiori dal 2017 http://bit.ly/2fHqym3 via @6sicuro

Ma la riforma scuola era già stata avviata nel 2013

Già. In Italia nel 2013 partirono tre programmi gemelli in 3 istituti diversi, che prevedevano già i famosi 4 anni al posto dei classici 5. A oggi sono attivi undici percorsi/classi (tra cui il San Carlo di Milano), ai quali quindi se ne aggiungeranno 60 l’anno prossimo.

Per il Miur questa sarà la prova del nove: gli studenti che si diplomano con questa nuova riforma della scuola saranno preparati alla stessa stregua dei colleghi “tradizionali”? Dai primi “pioneri” le notizie che arrivano sembrano positive ed è questo il motivo per cui tale decreto sarà probabilmente validato a breve. Ma qualche dubbio resta ancora.

Liceo in 4 anni tra proposte, polemiche e dubbi

Alcuni esponenti della scuola italiana, dei sindacati e delle associazioni dei genitori non hanno tardato a farsi sentire. Come riporta Il Corriere della Sera, la CGIL ha esposto da poco i suoi dubbi attraverso la voce di Domenico Pantaleo, che lamenta la latitanza di una discussione su

un tema delicato che in realtà dovrebbe riguardare tutti i cicli di studio e non solo un segmento del sistema: non si capisce quale sia l’obiettivo finale e si rischia di creare un percorso elitario per pochi.

In realtà qualche dubbio c’è proprio. Molti si domandano infatti se cambierà anche l’obbligo scolastico dei 16 anni compiuti oppure come saranno distribuite le ore di lezione. C’è anche chi si chiede quali materie saranno inevitabilmente compromesse. Tra i sostenitori prevale però la voce del progresso, perché in questo modo la scuola diventa propositiva e forma persone in grado di interfacciarsi con un mondo del lavoro sempre più competitivo, globale e flessibile. Tu cosa ne pensi?

Matteo Bianconi

Copywriter, giornalista, social media strategist. Ma anche divoratore di libri, persecutore di parole e cine-innamorato. Laureato in Sociologia e specializzato in Marketing e Comunicazione, scrive di società e web da 10 anni.

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28 Commenti

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    antonio41 novembre 16, 2016

    più ragazzi allo sbando

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      m novembre 16, 2016

      sono d’accordo

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    Stefano novembre 16, 2016

    Ma la Razza Umana è diventata Homo Ieiunium Sapiens Sapiens
    Che velocità di apprendimento e risparmio per lo stato.
    Boh?

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    Maurizio Venica novembre 16, 2016

    Era ora, come in tutta Europa. Poi pensiamo anche all’Università 2+2 e avanti così i nostri ragazzi a 22 anni sono pronti per crearsi un futuro.

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      Mario novembre 16, 2016

      si, da ignoranti, però con un titolo di studio…, sai che soddisfazione!

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    Sergio novembre 16, 2016

    Se non erro all’estero tutti i diplomi sono di 4 anni ma anche se non fosse così sono d’accordo con i corsi di 4 anni. Tagliando tempi morti e religione che dovrebbe essere insegnata altrove, il programma si potrebbe benissimo svolgere in 4 anni.

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    Rosa novembre 16, 2016

    Un anno in meno è pensato col fine di ulteriori tagli di personale, non certo per equiparare la scuola al resto d’Europa. L’alternanza scuola/lavoro c’è già, ma con differenze abissali tra Nord industrializzato e Centro Sud povero, i ragazzi del tecnologico lo stage fatto bene al centrosud se lo sognano. Non parliamo poi delle strutture tecnologiche nelle scuole, ancora girano computer primitivi…..i nostri politici hanno il potere di mettere mano alla scuola per demolirla sempre e di piu’, in fondo vogliono una popolazione sempre più ignorante per manipolarla meglio….

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    Loretta Franchetti novembre 16, 2016

    E tagliare educazione fisica che si può fare privatamente fuori orario scolastico…..è solo una perdita di tempo e motivo di caos x ragazzi ora come ora….

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      Emy novembre 17, 2016

      Non credo assolutamente sia così… con il peso di tutti i libri che x anni i nostri figli si portano sulle spalle, l’educazione fisica li aiuta,e non poco a sciogliere i muscoli e ad avere una giusta postura!

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        Eva novembre 23, 2016

        Non soltanto il centrosud -lo sogna ! A Bologna – alternanza scuola-lavoro è un vero incubo, sicuramente per gli studenti, ma probabilmente – anche per i prof. !
        Niente è preparato ! Niente pronto ! La continua improvvisazione ! Senza un minimo di dignità, di stima a NESSUNo! Sicuramente NON agli studenti!
        Idea alternanza scuola/lavoro è stata “pensata” e introdotta proprio per far crescere ancora di più ignoranza, è difficile pensare l’altro!

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    LORETTA novembre 16, 2016

    E pure educazione fisica che si può fare privatamente fuori orario scolastico e crea motivo di caos x i ragazzi a scuola…

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      francesco novembre 19, 2016

      la signora è rimasta a quando andava a scuola lei. La materia citata oggi si chiama scienze motorie e, quando è fatta bene, promuove una crescita culturale nei giovani con informazioni su anatomia, fisiologia e alimentazione che fuori dalla scuola non si riceve da nessuna parte se non dai corsi universitari di medicina e scienze motorie. Inoltre se avessimo dei genitori CIVILI che hanno a cuore il futuro dei figli ci sarebbero meno proposte IDIOTE dai politici sulla scuola e più attenzione alla frequenza scolastica con profitto visto che le ultime riforme non hanno fatto altro che arretrare la scuola italiana nei confronti con le altre realtà europee, persino su quelle più arretrate.

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        Eva novembre 23, 2016

        Motoria- tutto dipende da prof! Spesso quelle sono le lezioni non soltanto senza senso, ma ridicole o anche pericolose !

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    gianni novembre 16, 2016

    I datori di lavoro chiedevano se ci si era laureati prima o dopo il 68. Chi si era laureato dopo veniva scartato.

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    Crissi novembre 16, 2016

    Mi sembra una gran boiata , consideranto che la maggior parte degli alunni oggi non sa neppure quando è scoppiata la 2 guerra mondiale , partono a studiare dall’anno mille ! Vogliono solo allevare un popolo di ignoranti , così son più facili da comandare , Italia la patria della coltura mondiale e nessuno la conosce , ma si io gli anni li porterei a 3 !!!!!

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    Roberto novembre 16, 2016

    andrebbe bene se gli insegnanti fossero stabili, invece i ragazzi si trovano, quando gli va fatta bene, che ogni anno cambia l’insegnante a causa di spostamenti, malattie lunghe, subentri, assenteismo, incapacità, professori di matematica che insegnano per es disegno ai geometri, insegnanti con la cattedra che non si presentano e mandano un supplente che non centra niente per la materia che deve spiegare, ecc. Non c’è stabilità in nessun istituto o liceo pubblico italiano, i ragazzi non riescono a studiare come si deve, solamente chi è già una cima non fà fatica, chi è mediocre con questi quattro anni se arriva in fondo con la sufficienza è già molto. Non è tagliando le ore che si riforma la scuola, ma sicuramente mettendo mano ad altre cose. Chissà perché solo i privati riescono ad avere gli insegnanti stabili! e lo stato non ci riesce.

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      Enrico Mattei Iussig novembre 16, 2016

      Nelle scuole private la girandola degli insegnanti spesso è peggiore che in quelle statali perché quando lì i docenti ottengono un posto interessante se ne vanno. Mediamente l’instabilità dei docenti, salvo casi particolari, non è drammatica come lei dice. A giudicare dal suo modo di esprimersi lei deve essersi imbattuto in una delle situazioni più disastrose, ma non è sempre così.

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    Patrizia novembre 16, 2016

    Io non sono d’accordo, perché 1 anno in più equivale a 1 anno di “sapere” in più, ho letto commenti che si vuole anche l’università 2 + 2, prendiamo medicina che ora sono 6 anni, leviamo 2 anni? e la preparazione? no, non lo trovo giusto! faccio presente che ho 1 figlio laureato che sta facendo specializzazione, e 1 figlia ancora all’università, egoisticamente mi farebbe comodo una legge cosi, perchè so solo io i sacrifici che ho fatto e sto facendo, ma obiettivamente non lo trovo giusto!

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    Pietro Posenato novembre 16, 2016

    Nelle scuole italiane all’esterno ci sono già i 4 anni. I diplomati di quelle scuole se la cavano bene anche all’università. La stessa dovrebbe essere di 4 anni seri con esami veri e non con esami piccoli piccoli preparati su dispense spesso poco approfondite.

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    Raffy novembre 16, 2016

    Si sono d’accordo bisogna adeguarci in tutto se vogliamo essere in Europa
    È non basta solo adeguare la scuola ci sarebbero tanti altri settori político economico sociale da adeguare .

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    Emy novembre 17, 2016

    Sono d’accordo… ma penso che bisogna eliminare l’insegnamento della religione…

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    Francesco novembre 17, 2016

    I ragazzi oggi , grazie al vasto uso della tecnologia, sono sicuramente pronti ad assimilare più velocemente dati e nozioni. D’altronde mi pare di ricordare che sino a qualche annetto fa l’Istituto Magistrale che preparava gli insegnanti per le scuole elementari, importantissima figura per la cultura di base, avesse un percorso di studi di quattro anni. L’importante è che non avvenga quello che è avvenuto con i corsi triennali di laurea, praticamente nell’ambito del lavoro hanno sostituito i posti ove occorreva il diploma , sminuendo di fatto quest’ultimo titolo( vedesi appunto insegnanti elementari, ragionieri, periti ecc.)

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    Lodo novembre 17, 2016

    Sempre più nella direzione di una scuola depotenziata a livello culturale, che deve sfornare solo docili clienti, per un mercato dominato da logiche di profitto senza regole.

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    Paolo sciarra novembre 17, 2016

    Le solite renzinate. Si potrebbe anche fare se le scuole fossero aperte tutto il giorno, come in altri paesi. Il fatto e’che tutto cio’ ha un solo fine : tagliare e risparmiare, altro che ” buona scuola”.

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    Michele S novembre 17, 2016

    E’ una nuova opportunità per i giovani per modificare il proprio stile di vita e per vivere al meglio la giornata scolastica.

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    FRANCESCO MUSSO novembre 17, 2016

    Lavoro nella scuola da 28 anni e questi continuano a fare porcate su porcate ,altro che buona scuola.
    Nel nome della buona scuola hanno regalato 500 euro ad ogni insegnante di ruolo (circa 500 mila)per aggiornarsi o fare corsi di aggiornamento o andare a teatro. Sapete cosa ha fatto il 99% dei docenti? Hanno comprato IPAD da regalare alla moglie o alla figlia o regalarsi un secondo Ipad.Altri li hanno rivenduti e qualcuno è persino andato al concerto di Vasco Rossi. Sapete la cosa strana?I docenti supplenti che avevano iniziato a insegnare a settembre , tutti i mesi venivano a chiedere lo stipendio in segreteria e tutto questo fino a marzo.Provate ad immagginare una persona che lavora e per sei mesi non riceve lo stipendio.
    Per non parlare dei docenti che sono stati immessi in ruolo sul POTENZIAMENTO anche nelle classi di concorso che ormai nelle scuole non esistono più come “TRATTAMENTO TESTI” e sono stati parcheggiati nelle scuole e lasciati lì senza far niente e pagati regolarmente.

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    francesco novembre 20, 2016

    se si facessero i tre anni di media in maniera efficace, dopo,per ogni indirizzo,basterebbero soltanto tre anni,in primo luogo sveltire e aggiornare i programmi ministeriali,eliminare la mafia dei libri di testo e,dove previsto ,insieme alla grammatica,praticare anche la pratica,di modo che chi esce diplomato e’ pronto per il reale mercato del lavoro.

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    RAIMONE novembre 24, 2016

    La pratica fà maestri, 3 anni di media fatti bene + 4 sono sufficienti, con tanta pratica presso le aziende dovute.
    Il diploma dovrebbe rilasciarlo l’azienda dove si fà pratica.
    Eliminare la mafia dei libri di testo perchè i continui cambiamenti non fanno altro che disorientare gli alunni e alleggerire i portafogli.
    Responsablità e coscienza dei Genitori sul percorso che i figli debbono seguire.
    Via dall’insegnamento di quei Professori che non sono in grado o non hanno voglia d’insegnare.

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