Dimissioni 2016: cambiano le regole

L'11 gennaio 2016 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove modalità di comunicazione delle dimissioni. Il Ministero del Lavoro ridefinisce l'iter per la trasmissione delle dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

dimissioni 2016

Dimissioni online

Le dimissioni vanno compilate e inviate online tramite il sito del Ministero del Lavoro. Per procedere con l’invio bisogna essere registrati a ClickLavoro ed essere in possesso del PIN INPS dispositivo.
Se ci sono entrambi i requisiti preliminari, il lavoratore può accedere al sito e compilare il modulo autonomamente.

Nel caso in cui non vi sia la possibilità di iscriversi a ClickLavoro o di ottenere il PIN dispositivo, le dimissioni possono essere inoltrate attraverso dei canali alternativi:

  • patronato;
  • organizzazione sindacale;
  • ente bilaterale;
  • commissioni di certificazione.

Nel caso in cui ci si affidi ad un soggetto abilitato, questo utilizzerà le proprie credenziali di accesso assumendosi la responsabilità dell’accertamento dell’identità della persona che richiede la trasmissione del modulo.
Il modulo compilato telematicamente verrà poi trasmesso al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro di competenza.
Con le stesse modalità sopra illustrate le dimissioni possono essere revocate entro 7 giorni dalla loro trasmissione.

Il modulo per le dimissioni

Il modulo, ecco un fac simile, è unico e vale sia per le dimissioni che per risoluzioni consensuali e revoca. Tra i dati da inserire citiamo:

  • dati anagrafici del lavoratore;
  • dati del datore;
  • data di inizio rapporto;
  • informazioni relative al tipo di rapporto di lavoro.

Questi dati peraltro sono precompilati nel caso in cui il rapporto di lavoro da cui il lavoro intende dimettersi ha avuto inizio dopo il 31 dicembre 2007. Dal 1° gennaio 2008 infatti è entrata in vigore la comunicazione telematica obbligatoria per i datori di lavoro.
Le nuovo modalità di comunicazione delle dimissioni sono entrate in vigore il 12 marzo 2016, non è più possibile dare le dimissioni con le vecchie regole.

Dimissioni: primi chiarimenti del Ministero

Il  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 12 del 4 marzo 2016, ha fornito i primi chiarimenti operativi circa le nuove dimissioni.

In particolare ha definito chi è tenuto a seguire questa nuova procedura e chi è escluso. Le nuove modalità di comunicazione delle dimissioni, riguardano infatti i lavoratori subordinati del settore privato, mentre sono esclusi:

  • lavoratori del pubblico impiego;
  • lavoratori del settore marittimo;
  • lavoratori che recedono dal contratto di lavoro nel corso del periodo di prova.

Per quanto concerne la procedura, molto diversa da quella precedente, il Ministero ha attivato un servizio di supporto. Sarà sufficiente porre i propri quesiti all’indirizzo mail dimissionivolontarie@lavoro.gov.it.

 Dimissioni 2016: cambiano le regole Dimissioni 2016: cambiano le regole http://bit.ly/1nj4dOR  via @6sicuro
Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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3 Commenti

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    marco aprile 19, 2016

    buonasera, io ho presentato dimissioni volontari il 15.4.16 con decorrenza il 16.4.16 calcolando il preavviso di 20gg di calendario, l’ultimo giorno di lavoro sarebbe il 5 maggio, ma l’azienda mi contesta questo e mi dice che io dal 16 aprile sono a casa e mi trattiene il preavviso, ma io ho seguito alla lettera il contratto nazionale del commercio….perchè?????

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      Xeno giugno 13, 2016

      È ovvio che ti hanno trattenuto il preavviso! Dal 16 aprile al 5 maggio eri tenuto ad andare a lavorare regolarmente… il preavviso stipula che tu non puoi, nei giorni di preavviso, fare mutua e nemmeno fare dei giorni di ferie… il tuo datore di lavoro, giustamente, ti contesta il preavviso perché in quel lasso di tempo nn dai modo all’azienda di sostituirti a dovere perché li metti in difficoltà standotene a casa, pistola! 🙁

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