Tfr mensile: c’è una nuova voce nella busta paga

tfr mensile

Cos’è il TFR mensile? Qual è la nuova voce nella busta paga? A chi conviene? Puoi trovare risposta a queste ed altre domande qui di seguito, grazie agli spunti e a tutte le novità che abbiamo selezionato per te.

Il TFR (acronimo di trattamento di fine di rapporto) è la percentuale di salario accumulato dal dipendente durante gli anni di servizio (percentuale calcolata sul 6,9% della retribuzione lorda) che viene accantonata ogni anno dall’azienda per il dipendente, come una pensione privata, che verrà percepita unitariamente dal lavoratore, alla fine del rapporto di lavoro e che si andrà ad aggiungere  alla sua pensione statale.

TFR mensile: cosa è cambiato dal 1 marzo 2015?

Con il nuovo comma 756 bis dell’art. 1 della legge 296/2006 si è introdotta la possibilità per il dipendente privato (in servizio da almeno sei mesi) di chiedere la liquidazione in busta paga.

TFR mensile in busta paga e QUIr

QUIr è l’acronimo di “Quota integrativa della retribuzione” ed è la nuova voce nella busta paga che conferma l’adesione del lavoratore a percepire il tfr mensilmente. I lavoratori interessati (per svariati motivi in primis per un aumento dello stipendio) possono richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile presentando istanza su un apposito modello debitamente compilato e firmato.

La domanda tramite il modulo QuIR 2015 va presentato al datore di lavoro a partire dal 1° aprile 2015. La manifestazione di volontà esercitata dal dipendente sarà irrevocabile fino al 30 giugno 2018.

Tfr mensile: c’è una nuova voce nella busta pagaTfr mensile: nuova voce in busta paga http://bit.ly/1Kf7WF1 via @6sicuro

Ma cosa accade con il fisco?

Grazie a questa infografica è possibile avere un esempio di tassazione nella tipologia Tfr in busta paga.

Partendo dal presupposto che la liquidità, come anche il TFR in busta paga, sono di proprietà del lavoratore, in termini di guadagni dovrebbe cambiare ben poco, anche se ci sono alcune puntualizzazioni da fare.

  • Nella tipologia di TFR in busta paga: il lavoratore dipendente avrebbe un sostanziale aumento dello stipendio che, facendo una media per un lavoratore con busta paga di 1.400€ corrisponderebbe a 70,00€ in più ogni mese. Il tasto dolente sembrerebbe proprio questo. Il Tfr in busta paga viene tassato come accade con tutte le buste paga, tuttavia con una tassazione ordinaria;  il che comporterebbe comunque una inevitabilmente perdita economica.
  • Un altro accorgimento andrebbe fatto a lungo termine: nel Tfr in busta paga, un lavoratore che guadagna in media 1.400€  perderebbe circa 5 mila euro della pensione privata oltre a circa 30,00€ mensili della pensione integrativa.

Quindi l’anticipo del Tfr in busta paga converrebbe ai lavoratori con un reddito fino a 15 mila euro (non soggetti quindi a tassazione) mentre non converrebbe ai lavoratori che subirebbero un aggravio fiscale, superando la soglia dei 15 mila euro /annui.

Tfr mensile: chi può richiederlo?

Non tutti i cittadini posso usufruire della nuova tipologia di liquidazione. Non possono accedervi ad esempio i lavoratori alle dipendenze dello Stato, come anche le casalinghe e gli agricoltori, per i quali è stata concepita un’altra tipologia di trattamento (si veda il TFStrattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici) e così via.

Perché la necessità del TFR in busta paga?

L’idea del governo è quella di mettere in circolo denaro. Sulla falsa riga degli 80,00€ in busta paga del governo Renzi nasce il Tfr in busta paga, riconducibile alla nuova voce “QUir”.

Nina Catalano

Consulente web e copywriter. Ho fatto dell’hobby della scrittura un lavoro. Laureata in Scienze della Mediazione Linguistica sono costantemente alla ricerca di notizie che soddisfino la mia curiosità.

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