Mercato del lavoro: meno contratti a tempo indeterminato, più voucher

L'INPS ha diffuso i dati sul mercato del lavoro italiano nel primo semestre 2016: calano le assunzioni a tempo indeterminato, mentre continua a crescere l'uso dei voucher.

osservatorio inps precariato

I dati raccolti dall’osservatorio INPS sul precariato

L’Osservatorio INPS sul precariato ha diffuso i dati che sintetizzano la situazione del mercato del lavoro nel primo semestre del 2016. Rispetto allo scorso anno sono due le variazioni più rilevanti:

  • scendono del 33% le assunzioni a tempo indeterminato
  • sale del 40% il numero dei voucher distribuiti.

Il saldo tra assunzioni e cessazioni lavorative nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2016 è pari a 516.000 lavoratori. I numeri sono in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando gli assunti erano stati 628.000 in più rispetto a coloro che erano usciti dal mercato del lavoro.

 INPS: meno contratti a tempo indeterminato, più voucher
INPS: meno contratti a tempo indeterminato, più voucher http://bit.ly/2cnTTFD via @6sicuro

Calano le assunzioni, cresce l’uso dei voucher

Nei primi sei mesi del 2016 i lavoratori assunti sono stati poco più di 2,5 milioni, il 10% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2015. A calare sono stati in particolare i contratti a tempo indeterminato, usati il 33% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo dato non va letto necessariamente in senso negativo, dal momento che risente del grande utilizzo fatto dai datori di lavoro dei nuovi contratti a tempo indeterminato nel corso del 2015. Uno dei motivi che spiegano questa flessione risiede anche nel fatto che le aziende che hanno assunto nuovi lavoratori lo scorso anno hanno potuto beneficiare del taglio integrale per tre anni degli oneri contributivi a loro carico.

Attualmente, il beneficio per le aziende che assumono nuovi lavoratori con contratto a tempo indeterminato o decidono di trasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato prevede una riduzione parziale dei contributi a carico dei datori di lavoro. Secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, infatti, i datori di lavoro possono ottenere uno sconto del 40% dei contributi dovuti (eccetto i premi INAIL) per i primi due anni e per un massimo di 3.250 euro.

Confrontando i dati del mercato del lavoro italiano nel primo semestre 2016 con quelli del 2015 emergono altre due considerazioni:

  • rimangono stabili le assunzioni con contratti a tempo determinato (la crescita nel 2016 è dello 0,6%)
  • crescono le assunzioni con contratto di apprendistato (+14,4% sul 2015).

Nello stesso periodo cresce a ritmo sostenuto l’uso dei voucher, introdotti per regolarizzare le prestazioni di lavoro occasionale. Ogni voucher ha un valore nominale di 10 euro e può essere usato, ad esempio, per pagare in maniera regolare baby sitter, lezioni private o piccoli lavori di manutenzione in casa. Nella prima metà dell’anno ne sono stati venduti quasi 70 milioni. Rispetto allo scorso anno la crescita è di oltre il 40%.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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1 Commento

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    Andrea Cinini settembre 01, 2016

    Una cosa sulla quale tutti paiono tacere è che le aziende, specialmente le multinazionali, stanno operando tagli indiscriminati dei lavoratori più esperti (dai 40/45 anni in su) per assumere giovani con le nuove regole prive di tutele effettive, e tutti i benefit previsti dalla legge.
    Col risultato di creare una disoccupazione drammatica in una fascia d’età nella quale è praticamente impossibile ricollocarsi e nella quale è richiesto uno sforzo economico ingente per via dei figli da crescere.
    Inoltre, con le scuse di inesistenti problemi di organico, le aziende sfruttano il denaro pubblico sia per gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione o mobilità) sia per le agevolazioni sui nuovi assunti.
    Non dimentichiamoci che lo stato consente di mettere i dipendenti in cassa integrazione (o in mobilità) anche alle aziende che sono in utile e che, mentre licenziano, assumono.
    Io lo sto vivendo dall’interno a causa di IBM, ma so che è un problema molto diffuso.
    Purtroppo a chi sta in un certo momento al governo, quando viene licenziata una persona a tempo indeterminato in cambio di due contratti a termine, fa comodo spacciare un saldo positivo che è del tutto arbitrario.

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