Rottamazione cartelle Equitalia: moduli di adesione e scadenze

Le regole per la rottamazione cartelle Equitalia: data di scadenza, moduli, istruzioni e limitazioni per accedere a questa opportunità per regolarizzare la propria posizione.

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Rottamazione cartelle Equitalia: il modulo per la definizione agevolata

Equitalia ha finalmente messo a punto il modulo per aderire alla rottamazione prevista nel decreto fiscale che accompagna la Legge di Bilancio 2017. Si chiama modulo DA1 il documento per fare domanda di accesso alla definizione agevolata dei propri carichi fiscali. È disponibile sia in versione stampabile sul sito di Equitalia, sia presso gli sportelli fisici dell’ente di riscossione.

Il modello, debitamente compilato, può essere trasmesso in due modi:

  • direttamente presso gli sportelli di Equitalia;
  • via mail, allegando anche una copia del documento di identità, attraverso al Posta Elettronica Certificata (PEC) della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento.

Il modulo richiede:

  • i dati identificativi del contribuente;
  • l’indicazione delle cartelle per le quali si chiede la rottamazione;
  • richiesta di pagamento in un’unica soluzione oppure in quattro rate;
  • rinuncia alle eventuali liti in commissione tributaria relativi alle cartelle di cui si chiede la rottamazione.

Ricordiamo che la rottamazione cartelle comporta il pagamento del solo debito fiscale o contributivo, depurato da sanzioni ed interessi di mora. Vanno pagati comunque, invece, aggi e spese di notifica e riscossione.

Il modulo per il sovraindebitamento

È possibile richiedere la rottamazione cartelle anche per i debiti che rientrano nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento che rientrano nelle proposte di accordo o di piano del consumatore.

Si tratta dei casi in cui il debitore non è in grado di onorare il proprio debito e giunge dunque ad un accordo con il creditore. Potrebbe però essere conveniente aderire alla rottamazione anziché accordarsi con Equitalia per una riduzione del debito. In questo caso si accede alla rottamazione, ma l’ente di riscossione ha approntato un apposito modulo per queste particolari situazioni: il DA2.

Modalità di invio e scadenze sono le medesime illustrate per il modello DA1.

Rottamazione cartelle Equitalia: le regole

Di seguito il dettaglio delle cartelle che possono essere ammesse all’adesione agevolata:

  • possono essere rottamate sia le cartelle Equitalia sia quelle emesse da altri agenti di riscossione (come può essere la Soris su Torino, ad esempio);
  • la rottamazione riguarda i ruoli emessi tra il 2000 e il 2015 (sono dunque escluse le cartelle ricevute nel corso del 2016);
  • un emendamento al decreto fiscale ha aggiunto anche i ruoli emessi nel 2016, ampliando dunque la platea degli aventi diritto;
  • sono ammessi i debiti relativi a contributi, IRPEF, IRES e IRAP;
  • i debiti IVA sono ammessi soltanto se non riguardano i pagamenti all’importazione;
  • per quanto riguarda le multe, la rottamazione riguarderà i soli interessi dal momento che esse stesse sono sanzioni (Attenzione! I comuni potrebbero decidere autonomamente di escludere le multe dalla rottamazione);
  • possono aderire anche coloro che stanno pagando a rate una cartella, a patto di non saltare le rate fino a dicembre 2017; in questo caso si rottama il debito residuo e non si recuperano sanzioni ed interessi già versati.
Rottamazione cartelle Equitalia: moduli di adesione e scadenzeRottamazione cartelle Equitalia: moduli di adesione e scadenze http://bit.ly/2fvWBql via @6sicuro

Rottamazione cartelle Equitalia: le scadenze

Il modulo DA1 va consegnato o trasmesso ad Equitalia entro il  31 marzo 2017 (inizialmente tale scadenza era stata fissata al 23 gennaio 2017), il contribuente entro quella data potrà anche eventualmente integrare il modello già inviato. Infatti entro il 28 febbraio 2017, Equitalia tramite posta ordinaria comunicherà ai debitori tutti gli affidamenti ricevuti per il 2016 per i quali non è stata ancora emessa una cartella.

Grazie agli emendamenti al decreto fiscale, le rate passano dalle 4 inizialmente previste a 5, così suddivise:

  • 3 rate da versare nel 2017 nei mesi di luglio, settembre e novembre;
  • 2 rate da versare nel 2018, nei mesi di aprile e settembre.

Questa novità consentirebbe ai contribuenti di avere maggiore respiro e un’opportunità in più per pianificare i pagamenti. Attenzione! Permane l’obbligo di pagare almeno il 70% del debito nel 2017.

Guai a chi salta le rate

Una volta ottenuta la rottamazione, bisognerà stare attenti ad onorare le rate alle scadenze prefissate. Bisognerà quindi comunque valutare se si è in grado di sostenere un pagamento in quattro rate, da versare in meno di un anno.

Se si saltano le rate, l’ente di riscossione richiederà il pagamento in un’unica soluzione inclusi sanzioni ed interessi. Salta la rottamazione, insomma, e si rischia di arrivate agli atti esecutivi estremi, come il pignoramento.

Un’ipotesi allo studio è quella di ammorbidire la norma, in sede di conversione del decreto, e concedere a chi salta le rate della definizione agevolata, di accedere nuovamente alla tradizionale rateizzazione Equitalia, perdendo comunque lo sconto di sanzioni ed interessi.

FAQ rottamazione cartelle: le procedure esecutive

“Equitalia, pur ricevendo richiesta di rottamazione, in caso di richieste da parti di enti pubblici prima del pagamento delle fatture procede con pignoramento immediato delle somme. Questa procedura rende impossibile al contribuente di aderire alla rottamazione. Questa procedure durante i termini previsti per la rottamazione crea confusione ed iniquità.”

Risposta:

“Solo in seguito alla presentazione della dichiarazione di adesione, l’Agente della riscossione, per i carichi rientranti nell’ambito applicativo della definizione agevolata e compresi nella dichiarazione, non può avviare nuove azioni cautelari e/o esecutive e non può proseguire quelle già avviate a condizione che le medesime non siano già in una fase avanzata dell’iter procedurale.
Pertanto, nel caso di specie, se siamo in presenza di verifica di inadempienza ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/73 e conseguente pignoramento terzi delle somme di cui alla verifica, non si procede allo svincolo della fattura in quanto trattasi di fase avanzata del procedimento.”

In sostanza se le procedure esecutive per il recupero del credito sono già operative, la domanda di rottamazione non è sufficiente a bloccarle.

Rottamazione successiva alla rateazione

“Percepisco un ingiustificato trattamento tra contribuenti che hanno in corso una rateazione e che quindi stanno facendo sforzi immani per saldare i propri debiti iscritti a ruolo e contribuenti che ad oggi non hanno fatto nulla e hanno l’opportunità di sanare la propria situazione debitoria con tutte le riduzioni previste. Al contribuente che ha in corso una o più rateazioni si chiede di essere in regola (e continuare a pagare le rate) fino al 31/12/2016 nonostante possa già da ora formulare la richiesta di “rottamazione” e senza la possibilità di sospendere le rate. Dal momento in cui formulerà la richiesta di “rottamazione” ciò che ha pagato anche a titolo di sanzioni, interessi, aggio non gli viene riconosciuto, non beneficiando così, allo stesso modo del contribuente che non ha posto in essere alcuna regolarizzazione, dell’abbattimento al 100% delle sanzioni, interessi aggi iscritti a ruolo.”

Risposta:

“Come già rappresentato nella risposta del quesito 33976, rientrano nell’ambito applicativo della definizione agevolata i carichi già interessati da provvedimenti di rateizzazione in essere alla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016 a condizione che, entro il 31 marzo 2017, risulti saldato l’importo delle rate scadenti a tutto il 31 dicembre 2016. Pertanto, il contribuente che è decaduto
prima di tale data (24/10/16), può aderire senza vincoli alla definizione agevolata. Invece, in presenza di provvedimenti di rateizzazione concessi successivamente alla predetta data del 24/10/2016, non ricorre la condizione dell’obbligo di pagamento delle rate in scadenza nel trimestre ottobre-dicembre 2016 prevista dal citato comma 8.”

Semplificando: se la tua rateazione è decaduta, e dunque hai saltato le rate, prima del 24 ottobre 2016, puoi tranquillamente fare domanda per la definizione agevolata (rottamazione). Se hai ottenuto la rateazione dopo il 24 ottobre 2016, non eri più tenuto a versare le rate del trimestre ottobre-dicembre 2016. L’obbligo di pagare tutte le rate fino al 31 dicembre 2016 riguardava paradossalmente soltanto i contribuenti con rateazioni precedenti il 24 ottobre ed in regola con i pagamenti.

Modello DA1

“Salve in merito alla presentazione del modello DA1 per la rottamazione delle cartelle di un cliente, lo stesso mi chiede di provvedere alla definizione di una cartella, mentre per un’altra sta ancora valutando e mi chiede nel caso di definirla successivamente con la presentazione di un nuovo modello. Inoltre voleva provvedere alla definizione di un avviso dei Monopoli per mancato pagamento dell’imposta unica sulle scommesse e vuole sapere se è definibile con il modello DA1.”

Risposta:

“Il contribuente può presentare entro il 31 marzo 2017 più dichiarazioni di adesione anche per singole cartelle e nell’ambito delle stesse per singoli ruoli. Essendo esclusi dall’ambito applicativo i soli carichi relativi a:

  • risorse proprie tradizionali della Comunità europea,
  • somme dovute a titolo di recupero aiuti di Stato,
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti,
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna,

non si ravvisano elementi ostativi alla presentazione della dichiarazione di adesione per le sanzioni collegate all’avviso dei Monopoli.”

Pertanto è possibile presentare più moduli di adesione DA1 per ciascun contribuente. Puoi consultare tutte le domande e risposte sul sito dell’Ordine dei Commercialisti di Roma.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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2 Commenti

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    Enzo gennaio 22, 2017

    Perché non si valuta realmente le capacità effettiva dei contribuenti.
    Non penso che una persona diciamo così normale non voglia pagare probabilmente non può.
    Questi signori (agenzia delle entrate ecc.) Sanno molto bene chi può pagare e chi no.
    Quindi siamo in un ( regime) alla faccia della democrazia.
    Se fosse per me tutti i dipendenti pubblici dovrebbero essere pagati per quello che fanno

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  2. Avatar
    Giovanni battista peloso 28/8/1938 gennaio 22, 2017

    il mio contenzioso risale agli anni 85 circa con l’ufficio delle entrate e poi nel tempo passato ad equitalia.non viene considerato prescritto per il solito sistema.vorrei sapere come faccio a sapere se debbo considerarmi ancora debitore o debito prescritto.

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