Rottamazione cartelle Equitalia: ecco il modulo di adesione

Finalmente tutte le carte in tavola per la rottamazione cartelle Equitalia. Data di scadenza, modulistica, regole e limitazioni per accedere a questa opportunità di regolarizzare la propria posizione.

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Rottamazione cartelle Equitalia: il modulo per la definizione agevolata

Equitalia ha finalmente messo a punto il modulo per aderire alla rottamazione prevista nel decreto fiscale che accompagna la Legge di Bilancio 2017.

Si chiama modulo DA1 il documento necessario per fare domanda di accesso alla definizione agevolata dei propri carichi fiscali. È disponibile sia in versione PDF sul sito di Equitalia, sia presso gli sportelli fisici dell’ente di riscossione.

Il modello, debitamente compilato può essere trasmesso in due modi:

  • direttamente presso gli sportelli di Equitalia;
  • via mail, allegando anche una copia del documento di identità, attraverso al Posta Elettronica Certificata (PEC) della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento.

Il modulo richiede:

  • i dati identificativi del contribuente;
  • l’indicazione delle cartelle per le quali si chiede la rottamazione;
  • richiesta di pagamento in un’unica soluzione oppure in quattro rate;
  • rinuncia alle eventuali liti in commissione tributaria relativi alle cartelle di cui si chiede la rottamazione.

Rottamazione cartelle Equitalia: le regole

Di seguito il dettaglio delle cartelle che possono essere ammesse all’adesione agevolata:

  • possono essere rottamate sia le cartelle Equitalia sia quelle emesse da altri agenti di riscossione (come può essere la Soris su Torino, ad esempio);
  • la rottamazione riguarda i ruoli emessi tra il 2000 e il 2015 (sono dunque escluse le cartelle ricevute nel corso del 2016);
  • un emendamento al decreto fiscale ha aggiunto anche i ruoli emessi nel 2016, ampliando dunque la platea degli aventi diritto;
  • sono ammessi i debiti relativi a contributi, IRPEF, IRES e IRAP;
  • i debiti IVA sono ammessi soltanto se non riguardano i pagamenti all’importazione;
  • per quanto riguarda le multe, la rottamazione riguarderà i soli interessi dal momento che esse stesse sono sanzioni (Attenzione! I comuni potrebbero decidere autonomamente di escludere le multe dalla rottamazione);
  • possono aderire anche coloro che stanno pagando a rate una cartella, a patto di non saltare le rate fino a dicembre 2017; in questo caso si rottama il debito residuo e non si recuperano sanzioni ed interessi già versati.

Rottamazione cartelle Equitalia: scadenze

Il modulo DA1 va consegnato o trasmesso ad Equitalia entro il  31 marzo 2017 (inizialmente tale scadenza era stata fissata al 23 gennaio 2017), il contribuente entro quella data potrà anche eventualmente integrare il modello già inviato. Infatti entro il 28 febbraio 2017, Equitalia tramite posta ordinaria comunicherà ai debitori tutti gli affidamenti ricevuti per il 2016 per i quali non è stata ancora emessa una cartella.

Grazie agli emendamenti al decreto fiscale, le rate passano dalle 4 inizialmente previste a 5, così suddivise:

  • 3 rate da versare nel 2017 nei mesi di luglio, settembre e novembre;
  • 2 rate da versare nel 2018, nei mesi di aprile e settembre.

Questa novità consentirebbe ai contribuenti di avere maggiore respiro e un’opportunità in più per pianificare i pagamenti. Attenzione! Permane l’obbligo di pagare almeno il 70% del debito nel 2017.

 Rottamazione cartelle Equitalia: ecco il modulo di adesione Rottamazione cartelle Equitalia: ecco il modulo di adesione http://bit.ly/2fvWBql via @6sicuro

Rottamazione cartelle Equitalia: guai a chi salta le rate

Una volta ottenuta la rottamazione, bisognerà stare attenti ad onorare le rate alle scadenze prefissate. Bisognerà quindi comunque valutare se si è in grado di sostenere un pagamento in quattro rate, da versare in meno di un anno.
Se si saltano le rate, l’ente di riscossione richiederà il pagamento in un’unica soluzione inclusi sanzioni ed interessi. Salta la rottamazione, insomma, e si rischia di arrivate agli atti esecutivi estremi, come il pignoramento.
Un’ipotesi allo studio è quella di ammorbidire la norma, in sede di conversione del decreto, e concedere a chi salta le rate della definizione agevolata, di accedere nuovamente alla tradizionale rateizzazione Equitalia, perdendo comunque lo sconto di sanzioni ed interessi.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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