TARI: cos’è, calcolo, chi la paga e la scadenza

Tutte le novità sulla TARI, ovvero la nuova Tassa Rifiuti che ha preso il posto della TARES. Calcolo, scadenza, chi la paga e cosa devi sapere.

tari

TARI: cos’è

TARI è l’acronimo di Tassa sui Rifiuti ed è un’imposta istituita con l’approvazione della legge di stabilità 2014. In pratica la TARI non è altro che un accorpamento delle vecchie tasse comunali TARSU e TIA, che per un breve lasso di tempo sono state sostituite dalla TARES.

Come per la vecchia TARES, il pagamento della tassa spetta al soggetto residente in un determinato immobile, quindi in caso di affitto, sarà l’inquilino a dover pagare la Tassa sui Rifiuti mediante bollettino al Comune di residenza.

La TARI è quindi dovuta da qualsiasi soggetto che possiede o detiene (a qualsiasi titolo) locali o aree scoperte, che possono produrre rifiuti urbani. Qualora ci fosse un contratto di affitto temporaneo, della durata non superiore ai 6 mesi all’interno dello stesso anno solare, la TARI sarà dovuta dal proprietario dell’immobile o delle aree.

Per quanto concerne aree commericali e locali in multiproprietà, invece, sarà il soggetto che gestisce i servizi ad essere responsabile del versamento della Tassa Rifiuti, sia per i locali che per le aree ad uso comune, che per quelle ad uso esclusivo.

TARI: la scadenza

La TARI si può pagare in un’unica soluzione entro il 31 maggio di ogni anno. Detto questo la normativa nazionale prevede la possibilità di garantire al contribuente almeno due rate, per cui tipicamente abbia l’acconto al 31 di maggio e il saldo al 30 di novembre.

Trattandosi però di una tassa locale, il Comune di riferimento potrebbe concedere ulteriori rateazioni oppure delle proroghe, e stabilire scadenze diverse. Anche in questo caso è opportuno informarsi presso il Comune in cui è sito l’immobile, per non incorrere in errori.

Rate della TARI

La TARI può essere pagata in due modalità differenti: un’unica soluzione o due rate. Qualora si decidesse di pagare in un’unica soluzione, è possibile farlo entro il 31 maggio di ogni anno, ma questa data varia secondo il Regolamento emesso dal Comune di appartenenza. In genere, tutti i Comuni danno la possibilità di effettuare il pagamento in due rate, quindi è da valutare secondo la legislazione territoriale, le scadenze proposte.

Poiché è una tassa locale, ciascun Comune può definire se concedere ulteriori rateazioni o proroghe alle scadenze indicate sul Regolamento nazionale.

Come presentare la dichiarazione TARI

Qualsiasi variazione ai fini TARI deve essere presentata dal contribuente entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Quindi, qualora ci fosse un nuovo contratto di acquisto o di affitto o una cessazione di possesso, occupazione o detenzione, essa dovrà essere dichiarata entro e non oltre la data indicata dagli stessi enti locali.

La dichiarazione dovrà essere compilata utilizzando i moduli messi a disposizione dagli stessi Comuni di residenza ed ha effetto immediato e permanente. Le variazioni possono essere presentate presso il Comune anche da solo uno dei proprietari, occupanti o detentori, non è necessario che venga sottoscritta da tutti i componenti del nucleo familiare.

Calcolo TARI

Per calcolare la TARI è necessario conoscere la superficie calpestabile dell’immobile in cui si risiede. La Tassa sui rifiuti, infatti, si calcola in base alla quantità ed alla qualità media dei rifiuti prodotti al metro quadrato.

Il calcolo, ovviamente, dipende anche da altri fattori, come la destinazione d’uso e la tipologia dell’immobile. Un altro elemento sul quale basarsi per il calcolo è il numero dei componenti del nucleo familiare.

Una volta in possesso di tutte queste informazioni, è possibile applicare la tariffa comunale corretta, che potrebbe avere una componente fissa ed una variabile. Ad ogni modo, senza impazzire tra numeri ed aliquote, ci sono diverse modalità per simulare la TARI online, ma il nostro consiglio è quello di verificare sempre con il proprio Comune di residenza.

Il pagamento della suddetta Tassa andrà effettuato tramite modulo F24 o tramite bollettino postale.

Ci sono delle esclusioni dal pagamento della TARI?

Non vengono incluse nel conteggio TARI tutte quelle aree scoperte accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali. Il Comune di residenza può decretare delle riduzioni tariffarie o esenzioni, secondo l’articolo 52 del decreto legislativo del 15 dicembre 1997, n. 446. Queste riduzioni o esenzioni possono essere definite solo in caso di:

  • Abitazioni con un unico occupante;
  • Abitazioni adibite ad uso stagionale, limitato o discontinuo;
  • Locali ed aree scoperte (non ad uso abitativo) ad uso stagionale e non continuativo;
  • Abitazioni occupate da soggetti con residenza per più di 6 mesi all’anno in uno stato estero;
  • Fabbricati rurali ad uso abitativo.

Essendo la TARI una tassa comunale, è lo stesso Comune di residenza ad aver la facoltà di vagliare situazioni di riduzione tariffaria o esonero, anche diverse da quelle previste dalla legge italiana.

Come contestare un pagamento non dovuto

Errare è umano e può succedere che arrivi una richiesta di pagamento TARI non dovuta, magari per un ritardo nella ricezione di qualche comunicazione. In questo caso è necessario avvalersi dell’istanza di autotutela. Questa richiesta deve essere presentata direttamente al Comune creditore e saranno loro stessi ad informare l’agente di riscossione di cancellare il debito.

Questa istanza deve essere fatta in carta semplice, a meno che il Comune non abbia dei moduli precompilati, e sarà necessario indicare generalità, dati relativi alla richiesta di pagamento e la motivazione per la quale nulla è dovuto.

Alternative all’istanza di autotutela sono il ricorso al giudice tributario (entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta) o la domanda di sospensione del pagamento tramite ente di riscossione.

TARI: cos'è, calcolo, chi la paga e la scadenzaTARI: cos’è, calcolo, chi la paga e la scadenza http://bit.ly/1QVeUES via @6sicuro

La normativa

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nel caso in cui l’immobile sia locato, infatti, sarà l’affittuario e non il proprietario a dover pagare la tassa. Se l’immobile è intestato a più soggetti, ognuno di essi è obbligato al pagamento della TARI.

Non pagano la TARI le aree comuni degli immobili, come scale e pianerottoli di un condominio, cortili o locali lavanderia comuni all’edificio.

La normativa di riferimento sulla TARI è la 147/2013, Legge di Stabilità 2014, che ha istituito la IUC (imposta unica comunale) che è composta, appunto, dalla TARI, dalla TASI e dall’IMU. Come già detto la normativa aggiornata è contenuta nella Legge di Stabilità 2016, la 208/2015, che conferma la TARI mentre su aliquote e scadenze come vedremo esiste un margine di manovra per i Comuni.

Regolamento TARI

Ogni Comune ha un proprio regolamento TARI, ma ci sono alcuni punti che sono gli stessi per tutti gli enti locali. Una norma del regolamento prevede degli sconti per tutti quei Comuni che effettuano la raccolta differenziata nelle utenze private: sarà poi lo stesso Comune a stabilire in che misura applicare le riduzioni. In alcuni casi si parla di riduzioni fino al 40%.

Se il Comune non ha un servizio di gestione rifiuti efficiente, lo stesso ente può richiedere una riduzione del 20% sulla TARI a mò di risarcimento del disagio per tutti i cittadini. In sostanza, le legge italiana ha una sorta di Regolamento ufficiale che viene gestito dagli stessi enti locali, in base alle problematiche ed alle esigenze dei cittadini coinvolti.

In alcuni Comuni italiani sono previsti degli sconti per famiglie monoreddito o con reddito basso. In questo caso è necessario informarsi allo stesso Comune di residenza per verificare se prevista qualche riduzione ed in che percentuale.

Regolamento TARI comune per comune

Come abbiamo visto, ogni comune determina un proprio regolamento TARI, fatti salvi i punti fissi, e ciascun regolamento è consultabile appunto sul sito web del Comune d’interesse.

Tuttavia è disponibile anche questo strumento in rete del Dipartimento delle Finanze che permette di consultare i regolamenti di ogni Comune ma anche gli elenchi per regione.

Valentina Baldon

Ho una grande passione per il web marketing, il web writing ed i social network. Sogno? Ne ho tanti, di cui uno già realizzato: ho trasformato la mia passione in un lavoro a tempo pieno.

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7 Commenti

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    Lorenzo dicembre 07, 2016

    Queste informazioni sono molto utili,particolarmente a noi vecchi che non abbiamo più una buona memoria.Grazie da un quasi novantenne.Lorenzo.

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    Christine Rosset gennaio 15, 2017

    Non so se è qui che posso fare una domanda riguardo la tassa sull’immondizia TARSU. grazie

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      Giovanni Bizzaro gennaio 18, 2017

      Ciao Christine,
      Certamente. Scrivi pure nei commenti la tua domanda 😉

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    Carandente castrese febbraio 03, 2017

    Sono residente in Spagna iscritto AIRE con moglie e due figlie e pensionato italiano Il mio comune dice che non ho dirito alla riduzione sulla Tari ma è innegabile che per almeno 183 giorni non abito la prima casa italiana altrimenti non potrei essere iscritto AIRE Dovendo pagare anche l’imu perche pensionato italiano e non spagnolo sto pensando di vendere la casa Il comune dice che è colpa di una legge statale che mi sembra conttradditoria Cosa ne pensate? Posso contestare o è meglio vendere la casa?

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      Avv. Manganaro febbraio 23, 2017

      Buongiorno, con riferimento alla riduzione della Tari Le consiglio di guardare il regolamento del Comune ed accertare la presenza della riduzione del tributo per i non residenti ( almeno 6 mesi + un giorno). Qualora fosse così ( e non ho motivo di dubitare del contrario) faccia espressa richiesta di rettifica importo allo sportello clienti del suo Comune. Le consiglio inoltre di fare un controllo incrociato con la sua anagrafica civile. Spesso è la mancata trasmissione dei dati al gestore che provoca questi disguidi all’utenza.

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    Antonino B. giugno 15, 2017

    Veramente a me risulta che le scadenze TARI varino da comune a comune. Per esempio nel 2017 la TARI Milano si paga in 2 rate con scadenza 31 luglio e 31 ottobre, oppure, in un’unica soluzione entro il 30 settembre, la TARI Roma invece si paga sempre in due rate con scadenza 30 aprile e 30 novembre, mentre a Palermo si paga il 30 aprile ed il 31 ottobre.
    Preciso quest in quanto qualcuno potrebbe essere fuorviato ed incorrere in sanzioni.

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      Valentina Baldon agosto 14, 2017

      Buongiorno Antonino B.,
      chiediamo scusa per l’imprecisione e La ringraziamo per la segnalazione.
      Dopo le opportune verifiche, abbiamo provveduto a modificare l’articolo.
      Saluti

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