TARI: cos’è, calcolo, chi la paga e la scadenza

Tra le novità fiscali introdotte negli ultimi anni c'è sicuramente la TARI, ossia la tassa che sostituisce, integra ed appesantisce quella che si chiamava TARSU, poi TARES e TIA. Vediamo di cosa si tratta, chi la paga e la scadenza.

tari tassa sui rifiuti

TARI: cos’è

La TARI è il tributo sui rifiuti che ha accorpato TARSU (tassa sui rifiuti solidi urbani), TIA (tariffa igiene ambientale), che per un breve periodo sono state sostituite dalla TARES.

Questa tassa, come già avveniva per la TARSU, non ricade sulle tasche del proprietario dell’immobile, ma su quelle del soggetto residente. In sostanza deve pagarla chi abita o utilizza quei locali anche nel caso si tratti di un immobile preso in affitto. Questo poiché il tributo si applica a quei servizi ritenuti a domanda individuale, cioè basati solo su chi usufruisce di un tale bene e non chi lo possiede.

Ma qual è la differenza tra TARI e TARES? La TARES includeva anche il costo dei cosiddetti servizi indivisibili (l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade ecc.), oggi in capo alla TASI, mentre la TARI riguarda esclusivamente la tassa rifiuti e la tariffa igiene ambientale.

TARI: la normativa

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nel caso in cui l’immobile sia locato, infatti, sarà l’affittuario e non il proprietario a dover pagare la tassa. Se l’immobile è intestato a più soggetti, ognuno di essi è obbligato al pagamento della TARI.

Non pagano la TARI le aree comuni degli immobili, come scale e pianerottoli di un condominio, cortili o locali lavanderia comuni all’edificio.

La normativa di riferimento sulla TARI è la 147/2013, Legge di Stabilità 2014, che ha istituito la IUC (imposta unica comunale) che è composta, appunto, dalla TARI, dalla TASI e dall’IMU. Come già detto la normativa aggiornata è contenuta nella Legge di Stabilità 2016, la 208/2015, che conferma la TARI mentre su aliquote e scadenze come vedremo esiste un margine di manovra per i Comuni.

Regolamento TARI

Ogni Comune ha un proprio regolamento TARI, ma vi sono dei punti fissi che valgono per tutti gli enti locali. Ad esempio la norma prevede sconti per comuni o zone in cui si effettua la raccolta differenziata collegata ad utenze domestiche; sarà poi il Comune coinvolto a stabilire la misura di tali riduzioni che possono arrivare anche al 40%. Sono poi previste delle riduzioni con un massimo del 20% nei casi in cui il servizio di gestione rifiuti avvenga in maniera discontinua, in modo da risarcire in qualche modo i cittadini per il disagio arrecato.

In sostanza, la legge nazionale fornisce una struttura di regolamento che sono poi i singoli Comuni a gestire, applicando sia le riduzioni obbligatorie già citate che quelle facoltative che possono riguardare le case con un solo occupante, le seconde case ad uso stagionale e tutta la casistica che prevede una effettiva minor produzione di rifiuti.

In alcuni Comuni sono inoltre previsti degli sconti per famiglie con reddito basso, che utilizzano l’indicatore ISEE per stabilire chi ha diritto al pagamento in forma ridotta. Occorre quindi informarsi bene presso il Comune in cui è sito l’immobile per determinare l’importo corretto, o per verificarlo.

Regolamento TARI comune per comune

Come abbiamo visto, ogni comune determina un proprio regolamento TARI, fatti salvi i punti fissi, e ciascun regolamento è consultabile appunto sul sito web del Comune d’interesse.

Tuttavia è disponibile anche questo strumento in rete del Dipartimento delle Finanze che permette di consultare i regolamenti di ogni Comune ma anche gli elenchi per regione.

TARI: cos'è, calcolo, chi la paga e la scadenzaTARI: cos’è, calcolo, chi la paga e la scadenza http://bit.ly/1QVeUES via @6sicuro

Calcolo TARI

Con tutte le premesse indicate nel paragrafo precedente, di seguito le regole generali per il calcolo della TARI.
La base di partenza è la superficie calpestabile dell’immobile, poiché la TARI si determina in base a quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per metro quadro.

Il calcolo dipende anche dalla destinazione d’uso e dalla tipologia dell’immobile. Altro elemento fondamentale è il numero dei componenti del nucleo familiare che occupa l’immobile. Con queste informazioni è poi possibile applicare la tariffa comunale corretta, che può avere una componente fissa e una variabile.

Esistono diverse possibilità di effettuare una simulazione della TARI online, ma il nostro consiglio è sempre quello di verificare le informazioni disponibili presso i siti web dei Comuni di riferimento. Il versamento va effettuato mediante modello F24 o bollettino postale.

TARI: la scadenza

La TARI si può pagare in un’unica soluzione entro il 31 maggio di ogni anno. Detto questo la normativa nazionale prevede la possibilità di garantire al contribuente almeno due rate, per cui tipicamente abbia l’acconto al 31 di maggio e il saldo al 30 di novembre.

Trattandosi però di una tassa locale, il Comune di riferimento potrebbe concedere ulteriori rateazioni oppure delle proroghe, e stabilire scadenze diverse. Anche in questo caso è opportuno informarsi presso il Comune in cui è sito l’immobile, per non incorrere in errori.

TARI: come contestare una richiesta non dovuta

Può capitare che ti giunga una richiesta di pagamento non dovuta, magari perché ha dato in affitto un immobile e il Comune non ha ancora recepito la documentazione necessaria a trasferire l’obbligo del pagamento da te al tuo inquilino, per fare un semplice esempio.

In casi come quello citato nell’esempio, oppure se gli importi a tuo avviso sono errati, lo strumento da utilizzare è quello dell’istanza di autotutela. L’istanza va presentata direttamente al Comune creditore e nel caso in cui venga accolta sarà il Comune stesso ad informare l’agente di riscossione della cancellazione in tutto o in parte del tuo debito.

A meno che il Comune non abbia predisposto dei moduli precompilati, l’istanza va fatta in carta semplice, indicando le proprie generalità, i dati relativi alla richiesta di pagamento e le motivazioni per cui si ritiene non sia dovuto. Non dimenticare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

Oltre all’autotutela è possibile:

  • il ricorso al giudice tributario, entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta di pagamento;
  • la domanda di sospensione del pagamento direttamente all’ente di riscossione.

Ricordiamo infine che non tutti i Comuni italiani utilizzano Equitalia come ente di riscossione (ad esempio il Comune di Torino si affida alla Soris), quindi è opportuno informarsi bene prima di inoltrare qualsiasi richiesta di sgravio, in modo da non perdere tempo utile.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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4 Commenti

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    Lorenzo dicembre 07, 2016

    Queste informazioni sono molto utili,particolarmente a noi vecchi che non abbiamo più una buona memoria.Grazie da un quasi novantenne.Lorenzo.

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    Christine Rosset gennaio 15, 2017

    Non so se è qui che posso fare una domanda riguardo la tassa sull’immondizia TARSU. grazie

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      Giovanni Bizzaro gennaio 18, 2017

      Ciao Christine,
      Certamente. Scrivi pure nei commenti la tua domanda 😉

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    Carandente castrese febbraio 03, 2017

    Sono residente in Spagna iscritto AIRE con moglie e due figlie e pensionato italiano Il mio comune dice che non ho dirito alla riduzione sulla Tari ma è innegabile che per almeno 183 giorni non abito la prima casa italiana altrimenti non potrei essere iscritto AIRE Dovendo pagare anche l’imu perche pensionato italiano e non spagnolo sto pensando di vendere la casa Il comune dice che è colpa di una legge statale che mi sembra conttradditoria Cosa ne pensate? Posso contestare o è meglio vendere la casa?

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