Riforma pensioni 2016: per la UIL servono 2,5 miliardi

Le ultime novità riguardanti la riforma pensioni 2016. Dalla Busta Arancione all'età pensionabile dei nati nel 1980 alle proposte del presidente dell'INPS.

riforma pensioni

Sul tavolo Governo-sindacati per la riforma pensioni 2016, si esprime Domenico Proietti della UIL affermando che i lavori procedono bene e che ci vorranno 2,5 miliardi per metterla in atto.

Riforma pensioni 2016: le parole di Proietti

A parlare della riforma delle pensioni, Domenico Proietti, segretario confederale della UIL:

“Il lavoro svolto sino ad ora dai Sindacati e dal Governo al tavolo sulla previdenza è stato positivo. Resta il nodo delle risorse per tradurre i capitoli oggetto del confronto in provvedimenti concreti e fruibili. Noi riteniamo che, per rispondere efficacemente alle questioni affrontate, dall’ampliamento della platea degli usuranti alla gratuità delle ricongiunzioni, dai 41 anni di contributi come condizione sufficiente per l’accesso alla pensione sino all’anticipo pensionistico e all’adeguamento degli assegni pensionistici in essere, siano necessari 2,5 miliardi.”

Proietti indica anche come individuare le coperture necessarie:

“risorse possono essere facilmente reperite tra le pieghe di un bilancio che si può giovare degli eccezionali risparmi realizzati, in questi anni, proprio a seguito di reiterati interventi sulla previdenza. Siamo fiduciosi che, su questo terreno, il Governo possa dare una risposta positiva.”

Riforma pensioni: le azioni del Governo

Al momento però il Governo ha deciso di stanziare nella prossima Legge di Stabilità 1,5 miliardi di euro dedicati alla revisione del sistema pensionistico. Diverse le aree di intervento individuate:

  • APE, ovvero la pensione anticipata di tre anni;
  • ricongiunzioni gratuite di diversi trattamenti contributivi;
  • incremento delle quattordicesimi per chi percepisce gli assegni più bassi.

Riguardo il primo punto, non si esclude il coinvolgimento delle imprese, anche se nulla è definitivo al momento. La CISL concorda con la UIL e il segretario confederale, Maurizio Petriccioli, commenta:

“se fosse confermato lo stanziamento di 1,5 miliardi per dare soluzione alle numerose vertenze previdenziali aperte nel Paese sarebbe sbagliato che, dopo il positivo lavoro fatto con il governo alla ricerca di una maggiore equità, le risorse a supporto delle soluzioni comunemente individuate risultassero uno stanziamento iniquo. È opportuno che il governo intervenga per separare le soluzioni alla vertenza previdenziale dal ‘rumore estivo’.”

Riforma pensioni 2016: le ultime novità

Tommaso Nannincini, sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel corso di un’intervista a Il Messaggero di qualche mese fa ha svelato quelle che potrebbero essere le novità più importanti per la nuova riforma delle pensioni. Tre le ipotesi messe in campo:

  • pensione anticipata a 62 anni di età, con almeno 35 anni di contributi versati ma scontando penalizzazione massima dell’8% che però andrebbe a ridursi, fino ad annullarsi, al raggiungimento dell’età pensionabile;
  • prestito pensionistico per chi sceglie il pensionamento con 2 o 3 anni di anticipo, da restituire con piccolissimi prelievi operati sulla pensione una volta raggiunta l’età pensionabile;
  • estensione dell’Opzione Donna anche agli uomini, consentendo l’uscita anticipata dal mercato del lavoro con delle penalizzazioni anche in questo caso.
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Pensione: Busta Arancione e previdenza complementare

L’ormai famosa Busta Arancione (ovvero la comunicazione inviata dall’INPS a chi non accede ad Internet per informarlo in merito alla sua futura età di pensionamento, importo della pensione e gap previdenziale) è arrivata nelle case degli italiani che lavorano e ad oggi non hanno richiesto e ottenuto il PIN INPS.

Che sia in formato cartaceo, oppure attraverso il servizio online “La Mia Pensione”, presto la quasi totalità dei lavoratori potrà conoscere il proprio futuro pensionistico e pianificare, entro i limiti del possibile le proprie scelte lavorative e finanziarie, queste ultime orientate all’accantonamento di parte dei guadagni in una pensione integrativa.

Questo metterà soprattutto i giovani faccia a faccia con un futuro incerto forse più del presente, ma anche con una serie di azioni da fare per poter raggiungere l’obiettivo di una pensione adeguata.

Quando andranno in pensione i nati nel 1980

Per i trentenni, come detto, il futuro è incerto e si addensano fosche nubi tra la vita lavorativa e l’età pensionabile. Sulla base delle simulazioni INPS, infatti, gli attuali trentaseienni potrebbero dover lavorare anche fino a 75 anni e alla fine percepiranno un assegno pensionistico inferiore anche del 25% rispetto alle generazioni precedenti.

Se poi i trentenni di oggi sono precari, rischieranno addirittura di non prendere alcun assegno raggiunta l’età pensionabile: è il grave rischio a cui l’attuale sistema contributivo sottopone i lavoratori più giovani e meno tutelati. Una situazione che nel 2050 potrebbe diventare socialmente insostenibile e che merita delle riflessioni e dei provvedimenti che siano strutturali già da subito.

Il futuro delle pensioni: le proposte di Tito Boeri

Nel dibattito che ha fortemente caratterizzato questo inizio d’anno, si inseriscono le proposte dell’economista e presidente INPS Tito Boeri che, consapevole dell’attuale situazione di stallo e delle previsioni future non proprio rosee, ha avanzato delle proposte che però vanno a toccare diritti già consolidati.

Boeri nei mesi scorsi ha presentato al Governo un progetto sui tagli alle pensioni d’oro. Si tratterebbe di intervenite su chi percepisce pensioni che vanno dai 5.000 euro in su in una sorta di cooperazione tra generazioni per colmare un gap che da qui a trentanni potrebbe diventare dirompente.

Questi tutti gli elementi oggi sul piatto. Staremo a vedere dandoti tutti gli aggiornamenti man mano che si susseguiranno ipotesi e decisioni.

Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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14 Commenti

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    Vincenzo aprile 29, 2016

    Sono un genitore che ha due figli, il mio desiderio e di fare dei versamenti mensili a i due figli ai fini di pensione, avere in futuro un qualcosa in più da poter vivere. La domanda che io pongo è questa: ha chi dovrei versare queste somme? non sarebbe opportuno che L’I.N.P.S studi questa possibilità? qualcuno mi risponderebbe ci sono tante banche, le assicurazioni, francamente non cè da fidarsi e sappiamo benissimo le banche che falliscono, non parliamo di assicurazioni per loro sono dei premi. solo un ente che garantisca lo stato.

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    Gaetano maggio 01, 2016

    Grande Boeri metticela tutta siamo proprio curiosi dell esito della tua proposta sulle pensioni d oro,mi sa che rischi di essere declassato ……

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    claudio maggio 01, 2016

    iniziando dai rappresentanti politici a tutti i livelli, compresi i sindacalisti?
    potrebbe essere finalmente un segnale.
    claudio

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    Roberto maggio 01, 2016

    Ritengo corretto il pensiero di Boeri. E’ un obbligo quantomeno morale ridurre le pensioni d’oro soprattutto di coloro che hanno ricevuto la contribuzione da Stato, Enti e Regioni -cioè da noi cittadini-, persone ci hanno ridotto in questa situazione pietosa!!!

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    Danilo Mazzocco maggio 01, 2016

    Donna nata 1960 con 38 anni di contributi quando va in pensione

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    EMANUELE GENTILE maggio 01, 2016

    è un buon inizio per cambiare del tutto la legge fornero.

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    same maggio 02, 2016

    Questo è la conseguenza, dell’euro prima si esce meglio sarà per tutti.

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    Gastone maggio 02, 2016

    vorrei sapere per i pensionati con piu di 75 anni con la pensione al minimo, ci sono novità?
    o si deve continuare a vivere con 55o euro al mese.

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    adriano maggio 02, 2016

    Disoccupati over 40, in pensione non ci arriveranno mai, non c’è lavoro e reinserimento nel lavoro, e possibile proporre di rinunciare alla pensione e riprendersi i soldi dei contributi lavorati?

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    giorgio vecchi maggio 02, 2016

    È stato, è e sarà sempre INEVITABILE applicare tagli progressivi agli assegni di pensione di importo spropositato rispetto a quello che a cui si ha diritto attualmente, fino ad arrivare ad estendere retroattivamente le regole attuali.
    TUTTO dovrà essere calcolato in base ai contributi effettivamente versati, altrimenti si arriverà al paradosso assoluto, ossia che i pensionati prendano DI PIÙ di chi li mantiene lavorando

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    nicola soggiorno maggio 03, 2016

    il mio commento il signor boeri deve provare lui di persona , ha lavorare il mattino presto in fonderia ,fare il panettiere fare la notti ecc.. perche non manda in pensione le persone che anno 40 di contributi che sono gia tanti anni di sacrificio di un lavoratore. perche non fa stare a casa i dopo 55 enni che anno persone gravemente disabili ,li fa arrivare alla pensione con il permesso di legge 104 oviamente retribuito , io ho ussufruito dei 2 anni di congedo straordinario per mia moglie grave mente disabile finito questi due anni che venga lui ad assistere mia moglie , che si vergogni sono sempre i piu deboli a pagare . mi deve dire il signor boeri se lui ha un disabile in casa se non fa qualcosa per questa gente che gia sofre di suo non e possibile che non ci sia un po di sensibilita su queste persone con disabilita grave , e non si fa niente per aiutarli ad avere una vita migliore.

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    lucia maggio 05, 2016

    buongiorno! sono nata il 21/01/1960 , ho 36 anni di contributi…. i 57 anni li faccio il 21 gennaio 2017, secondo lei riesco ad andare in pensione riguardo opzione donna? l anno prossimo? cordiali saluti Lucia

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    Mix1977 maggio 08, 2016

    La pensione? Un miraggio… La legge 104? Una legge all’italiana… (preciso che sono disabile civile al 67% e inail al 12% totale 79% ma in italia non sono sommabili….) ho sempre lavorato nel privato facendomi valere sul mio saper fare le cose…. Perchè se aspetto lo stato… Starei fresco… E comunque in pensione andrò forse anche io a 75 anni…. Con 52 anni di contributi…. Mentre in politica bastano 2.5 anni…. Come nei sindacati… Bella la legge vero?

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    antonio vurchio agosto 10, 2016

    sono d’accordo con boeri sulle pensioni d’oro, e bisognerebbe ridurre anche le pensioni dei politici che senza versare contributi, il giorno dopo che lasciano il parlamento già percepiscono la pensione. Essi devono versare 42 anni e dieci mesi di contributi cosi come sono costretto io.

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