Quota 41: i vantaggi per i lavoratori precoci – novità pensioni

I lavoratori precoci potranno andare in pensione con 41 anni di contributi. Ecco le categorie che beneficeranno della cosiddetta "quota 41".

quota 41

La “quota 41” per i lavoratori precoci

Dal 2017 cambiano i requisiti per andare in pensione per i lavoratori precoci. Chi ha iniziato a lavorare da ragazzo potrà infatti andare in pensione in anticipo. La novità riguarda chi ha versato almeno 12 mesi di contributi – anche non continuativi – prima di aver compiuto 19 anni. Questi lavoratori precoci potranno godersi la meritata pensione con 41 anni di contributi.

La legge di Stabilità 2017 contiene quella che è stata indicata come “quota 41“. Accanto al provvedimento sull’anticipo pensionistico, la quota 41 permetterà a diverse migliaia di persone di andare in pensione in anticipo rispetto ai termini standard. Difficile fare una valutazione precisa di quanti saranno i lavoratori precoci che potranno beneficiare della novità.

Il sottosegretario Nannicini ha stimato che potrebbero essere 25.000 ogni anno le persone che potranno andare in pensione in anticipo grazie all’introduzione della quota 41.

Quota 41: i vantaggi per i lavoratori precociQuota 41: i vantaggi per i lavoratori precoci http://bit.ly/2dmTVNK via @6sicuro

Quota 41: a quali categorie di lavoratori si applica?

Non tutti i lavoratori precoci però potranno godere della quota 41. Il Governo ha infatti individuato alcune categorie di lavoratori, le uniche che potranno andare in pensione con 41 anni di contributi. Si tratta di:

  • disoccupati senza ammortizzatori sociali;
  • persone con disabilità o invalide;
  • lavoratori che svolgono mansioni considerate gravose o usuranti. L’elenco delle mansioni e dei settori sarà contenuto nel testo definitivo della legge di stabilità 2017,  ma è probabile che coincidano con le categorie ammesse all’APE social.

Secondo le anticipazioni, dovrebbero poter aderire alla quota 41 anche i lavoratori precoci che assistono un familiare di 1° grado affetto da disabilità.

Il vantaggio per chi può aderire alla novità è duplice: non solo può andare in pensione con 41 anni di contributi (il risparmio in termini di tempo lavorato è di 10 mesi per le donne e 1 anni e 10 mesi per gli uomini), ma non subisce alcuna penalizzazione economica. Attualmente, invece, sono previste delle penalizzazioni per chi va in pensione prima di aver compiuto 62 anni.

La misura che riguarda i lavoratori precoci dovrebbe entrare in vigore già dal 1 gennaio 2017, è di tipo strutturale e non è soggetta a vincoli di bilancio.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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