Pensione anticipata: cos’è e come si calcola l’APE

Pensione anticipata a 63 anni. L'operazione si chiama APE, acronimo di "anticipo pensionistico". Cos'è e come si calcola.

pensione anticipata ape

Pensione anticipata a 63 anni: cos’è l’APE

L’APE, anticipo pensionistico, è un meccanismo di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, messo a punto dal Governo. Si precisa che parliamo di una bozza di decreto e dunque non ancora di una legge: il Governo ci sta lavorando e continuerà a farlo per lanciare l’APE in forma sperimentale dal 2017 al 2019.

L’APE dovrebbe consentire di accedere alla pensione ai lavoratori penalizzati dal cosiddetto “scalone secco” imposto dalla Riforma Fornero. Si tratta in sostanza di quei lavoratori nati tra il 1951 e il 1955 che, arrivati ad un passo dalla pensione, hanno visto improvvisamente allungarsi il tempi per l’uscita dal mercato del lavoro.

Queste le parole del Premier, nel corso dell’ormai consueta sessione di domande e risposte live su Facebook:

“Con la legge di Stabilità del 2017, si potrà anticipare, con una decurtazione economica, l’ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo. Ci stiamo lavorando, ci confronteremo con i sindacati, i datori di lavoro, l’Unione europea. Il meccanismo va incontro a quelli nati nel ’51-’53″.

Pensione anticipata: come funzionano le penalizzazioni

Dagli ambienti governativi trapelano ulteriori anticipazioni riguardo quella che possiamo definire una mini riforma delle pensioni. In pratica, i nati tra il ’51 e il ’55 cui mancano tre anni per raggiungere la pensione, possono scegliere l’APE se, al 1° gennaio 2017, hanno almeno 63 anni e 7 mesi di età (62 anni e 7 mesi per le donne nel settore privato).

Tutto si basa su una richiesta di prestito, ottenendo un anticipo sull’assegno pensionistico futuro, da restituire nei successivi 20 anni. La decurtazione dall’assegno pensionistico sarà di entità minima.

Il meccanismo prevederebbe un taglio, definito in percentuale fissa sul calcolo pensione, per ciascun anno di anticipo rispetto alla maturazione dei requisiti necessari per il pensionamento. Il taglio percentuale alla pensione dovrebbe essere applicato considerando il reddito del lavoratore.

La penalizzazione, inoltre riguarderebbe esclusivamente la parte retributiva, quella cioè che si basa sull’ultimo stipendio percepito, dell’assegno pensionistico e lascerà immutata la componente contributiva, quella cioè calcolata sui contributi effettivamente versati dal lavoratore.

Ricordiamo infatti che i lavoratori coinvolti accedono ad un sistema pensionistico misto retributivo-contributivo, che andrà ad esaurirsi con i lavoratori iscritti all’INPS dopo il 31 dicembre 1995, quando il calcolo della pensione avverrà esclusivamente con il metodo contributivo (che garantirà un assegno sicuramente più basso di quello percepito con il sistema misto).

Attenzione! L’ipotesi di pensione anticipata garantirebbe l’uscita dal mercato del lavoro al massimo tre anni prima del consentito.

Pensione anticipata: cos'è e come si calcola l'APEPensione anticipata: cos’è e come si calcola l’APE http://bit.ly/23ujIBS via @6sicuro

Pensione anticipata: come si calcola L’APE

La somma del capitale e degli interessi maturati per il calcolo della pensione è quello raggiunto al momento della richiesta anticipata (perdendo quindi gli ultimi 3 anni di contributi). Il parametro usato per il calcolo è relativo all’età della vecchiaia (cioè 66 anni e 7 mesi).

Il trattamento in sé è poi frutto di un finanziamento bancario erogato dall’INPS (unico ente con cui – in teoria – dovrebbe continuare a confrontarsi il singolo cittadino).

È prevista un’assicurazione sul prestito per coprire il rischio di decesso del contraente prima dei 20 anni di ammortamento (in modo che il prestito non ricada sugli eredi). L’assicurazione sembrerebbe non prevedere costi per il pensionato: in questi casi per legge non è possibile richiedere garanzie (ad esempio, sulla casa di proprietà).

Al momento è in fase di studio anche la possibilità di introdurre un sistema di detrazioni fiscali per ammortizzare la decurtazione dell’assegno (in alcuni casi si parla di totale azzeramento, come nel caso dei disoccupati).

Pensione anticipata: le coperture

In attesa dei nuovi incontri con i sindacati, già fissati per il 28 e il 30 giugno, le alternative allo studio del Governo per la copertura degli assegni APE sono tre:

  • Disoccupati. Dell’assegno si occuperebbe direttamente lo Stato, con uno stanziamento che dovrebbe ammontare da un miliardo di euro;
  • Ricambio generazionale. Riguarda le imprese che potrebbero finanziare direttamente il pensionamento anticipato dei propri lavoratori, con un intervento statale a garanzia del rischio di morte del lavoratore che usufruirebbe dell’uscita anticipata;
  • Prestito pensionistico. Per tutti gli altri lavoratori (statali ma anche privati) entrerebbero in gioco gli istituti finanziari, che andrebbero a recuperare l’anticipo sulle pensioni attraverso un sistema di rimborsi INPS ottenuto mediante delle trattenute sulla pensione definitiva.
Michela Calculli

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

Commenti Facebook

15 Commenti

  1. Avatar
    massimo maggio 08, 2016

    Per quanto riguarda la pensione a 63 anni, il passo va nella giusta direzione ma dovrebbe essere estesa a tutti non solo alla classe 51/53. Lavorare oltre i 63 anni è oltre modo faticoso e forse poco utile per le aziende, non favorisce il ricambio generazionale dal quale le aziende trarrebbero indubbi vantaggi e favorisce la disoccupazione giovanile, inoltre fa insorgere grandi ingiuste differenze; per non toccare il retroattivo la legge fornero ha indubbiamente creato una grandissima sperequazione fra il prima e il dopo, penalizzando fortemente la distribuzione di ricchezza, distribuendo il fardello solo sui mal capitati. Migliorare questa situazione significherebbe anche dare stabilità nel progettare la vita con conseguente beneficio per la ripresa economica.

    Rispondi
  2. Avatar
    Eugenio Pio Arcieri maggio 09, 2016

    quiz: Se solo quelli nati nel 51-53 potranno andare in pensione a 63 anni e siamo nel 2016 e ci sono le migliori menti a studiare queste soluzioni…abbiamo speranze in questo paese ? Non si vince niente, si perde solo.

    Rispondi
  3. Avatar
    roberto maggio 09, 2016

    non si capisce se vengono penalizzati anche i nati nel 52 che con la legge Fornero potevano andare in pensione a 64 anni

    Rispondi
  4. Avatar
    mightysam maggio 11, 2016

    La solita buffona governativa che finirà in completo fallimento come già accaduto per il TFR in busta paga. Dalle prima stime sembra che il taglio sia intorno a 1/4 dello stipendio e per di più strutturale, nel senso che questa taglio ce lo porteremo per resto della nostra vita. Morale: sono un esigui numero di sessantatreenni vi aderiranno e, pertanto non cambierà nulla, i giovani continueranno ad essere per la maggior parte disoccupati, gli ultrasessantenni costretti a lavorare in precarie condizioni fisiche, mentre i parlamentari fruiranno ancora di tutte le agevolazioni economiche. Ma una bella rivoluzione, no?

    Rispondi
  5. Avatar
    Donato maggio 11, 2016

    E dei cosiddetti lavoratori precoci, che per sbarcare il lunario hanno dovuto cominciare a lavorare dai 15 anni in sù, se non addirittura prima, (quelli prima dei 15 anni oramai mettiamoci una pietra sopra) che hanno la sola colpa di essere stati costretti dal bisogno a lavorare molto presto, svolgendo mille mestieri, anche molto gravosi, rinunciato alla propria infanzia, e che ancora oggi, dopo 40-41 anni di lavoro, si trascinano faticosamente perchè non ce la fanno più, di questi: chi se ne cura???

    Rispondi
  6. Avatar
    valentina maggio 11, 2016

    sono del 1987 e sto pagando i contributi universitari (3 anni) mi conviene ? grazie.

    Rispondi
    • Avatar
      sasa giugno 27, 2016

      Lascia perdere

      Rispondi
  7. Avatar
    Di Modica Angelo maggio 12, 2016

    Sono d’accordo che lavorare a 63 anni é pesante e difficile,senza contare che non si dà lavoro ai giovani.C’é stata gente,nel passato che andava in pensione a 53 anni o prima.Il governo deve trovare una soluzione,d’accordo con i sindacati,a questo problema.Non so puô lavorare per imposizione.

    Rispondi
  8. Avatar
    Roberto maggio 15, 2016

    E’ una bufolata enorme per non dire…. ma chi credete di prendere in giro. Secondo Voi chi andrebbe in pensione in anticipo dovrebbe avere un prestito da restituire quando?????? andrà in pensione. E’ come chiedere un prestito sui contributi versati all’INPS che ne ha già fatto profitti per poi farne ancora. Andate a prendere in giro altrove. Per noi lavoratori da oltre 40 anni si discute come prenderci per i fondelli mentre a Voi signori del Governo, con una sola presenza in parlamento vi portate a vita una pensione di 3000 euro. Discutete di cose serie e calcolatevi la pensione in base agli anni che state al Governo, invece impoverire altre persone. Spero che qualcuno un giorno capisca la presa in giro. Pensione anticipata per chi ha 63 anni, contate meglio perché chi è nato nel 1951 o 1952 ha già superato i 63 anni e se voi siete quelli che devono fare la riforma,?.

    Rispondi
  9. Avatar
    Gianni maggio 15, 2016

    Col nuovo metodo pensionistico contributivo, si potrebbe fare una legge che da 63 anni in poi, chiunque possa andare in pensione, e una volta calcolata una stima nazionale di vita, calcolare quanta pensione ogni persona puo’ prendere al mese, in base al nuovo metodo contributivo, poi spettera’ al pensionato decidere se andare in pensione a 63 anni, oppure piu’ avanti. Non si puo’ portare le pensioni a 70 anni o piu’, sopratutto nei lavori usuranti o pesanti del operaio, sperando che questo tiri le cuoia prima o subito dopo la pensione. Non siamo mica dei robot.

    Rispondi
  10. Avatar
    Sandro Perucca agosto 08, 2016

    Magari sarebbe più giusto anticipare di 1 2 o 3 anni la liquidazione senza dover chiedere un prestito da restituire in 20 anni (cioè fino a 87 anni).

    Rispondi
  11. Avatar
    Livia Lucia Sgro agosto 26, 2016

    Io devo dire però che nonostante legga…legga…ancora non ho completamente capito come funzionerà! Aspettiamo che ci chiariscano le effettive condizioni. In ogni caso sono veramente fuori di me! Ancora che ci penalizzano! Una vera vergogna! Soltanto i loro diritti …chiamiamoli così son intoccabili. Tutto sempre grava sui lavoratori dipendenti e pensionati senza scrupoli e senza vergogna.
    FANNO SCHIFO!!!!!!!!!!

    Rispondi
  12. Avatar
    paola settembre 04, 2016

    vorrei capire io ho 62 anni ( nata il 07/06/1954)e 40 anni di contributi dovrei andare in pensione il 22/06/2018 perche devo fare 41anni e 10 mesi con la fornero.Ora con l’Ape dovrei andare in pensione con la vecchiaia a 66 anni e 7 mesi anzi 67anni 3mesi (anno 2021) altrimenti devo chiedere un mutuo per i 3 anni di anticipo.Non sarebbero più sufficenti 41anni e 10mesi .Chiedo cortesemente un vs chiarimento

    Rispondi
  13. Avatar
    nicola settembre 13, 2016

    Coloro che ci che propinano queste pseudo riforme, ci prendono in giro? :”Secondo quanto annunciato dal premier, la possibilità di uscita a 63 anni varrebbe soltanto per i nati tra il 1951 e il 1953.” Ma come è possibile? Nel 2017, anno in cui dovrebbe partire, chi è nato nel 1951 ha già 66 anni, perchè mai dovrebbe interessargli visto che oramai sarà prossimo alla pensione? Chi è nato nel 1952 dovrà aspettare ancora 1 anno e quindi potrebbe optare per aspettare, e chi è nato nel 1953 avrà ancora 2 anni e forse potrebbe anche optare per anticipare. “E’ volto a modificare i requisiti di uscita dal lavoro fino a tre anni rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi,” Coloro che sono nati dal 1951 al 1953 non debbono aspettare 3 anni per andare in pensioni, ci possono andare molto prima. Quindi, quei 3 anni a chi è rivolto?

    Rispondi
  14. Avatar
    Russo ottobre 21, 2016

    Sono un’insegnante della scuola dell’infanzia. Ho circa 34 anni di servizio,pero’ per varie patologie gravi ho un’invalidità del 100% permanente. Vorrei sapere se vado adesso in pensione vado incontro alla penalizzazione dello stipendio?Oppure ci sarebbe un privilegio riguardando lo stato di salute che ormai non mi permette pienamente lo svolgimento delle mansioni . Aspetto una risposta pienamente positiva. Ringrazio e saluto

    Rispondi

rispondi

La tua mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori.*