APE volontaria: cos’è, come funziona e quanto costerà

APE volontaria al via dal 1 maggio 2017. I nati tra il 1951 e il 1953 potranno andare subito in pensione, rinunciando al 5% dell’assegno pensionistico per ogni anno anticipato.

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APE volontaria: al via dal 1 maggio 2017

L’APE volontaria, l’anticipo pensionistico che permetterà ai lavoratori di andare in pensione a 63 anni, partirà dal 1 maggio 2017. La misura verrà introdotta in via sperimentale per due anni e sarà accessibile ai nati tra il 1951 e il 1953 distanti dalla pensione meno di 3 anni e 7 mesi e che hanno maturato almeno 20 anni di contributi.

Optando per l’APE volontaria questi lavoratori potranno andare subito in pensione, percependo un assegno mensile ridotto. La percentuale di riduzione dipende dal numero di mesi (o anni) che vengono anticipati. Il presidente del consiglio Renzi ha preannunciato che il Governo ha deciso di fissare la percentuale che verrà trattenuta dalla pensione al 5% per ogni anno. Per chi decide di sfruttare appieno l’anticipo pensionistico, cioè per 3 anni e 7 mesi, la quota di pensione che verrà trattenuta dall’assegno mensile non dovrebbe superare il 20%.

Ape volontaria: detrazione fiscale del 50%

Ma il tetto del 5% della trattenuta non è il solo strumento pensato dal Governo per favorire l’adesione all’APE volontaria. I lavoratori che decideranno di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro potranno godere infatti anche della detrazione fiscale degli interessi passivi sul prestito bancario collegato all’APE.

Gli interessi saranno detraibili per il 50%. Tenuto conto del tasso di interesse da corrispondere alle banche (secondo quanto preannunciato dovrebbe essere del 2,5% annuo) e del costo dell’assicurazione obbligatoria, di fatto, il costo dell’APE per il lavoratore sarà compreso tra il 4,6% e il 4,7% per ciascun anno di anticipo.

L’anticipo della pensione sarà possibile grazie a un prestito che verrà concesso da una banca ed erogato dall’INPS. Il rimborso del prestito scatterà una volta terminato il periodo di anticipo, cioè quando il lavoratore compirà 66 anni e 7 mesi. Da quel momento, il prestito andrà rimborsato mensilmente per un periodo massimo di 20 anni, con rate che saranno trattenute direttamente dall’istituto di previdenza.

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APE volontaria: quanto inciderà sulle tasche dei pensionati?

Ora che la Camera ha approvato il testo della Legge di Bilancio è il momento di chiedersi quanto costerà l’anticipo pensionistico volontario. La nuova forma di uscita anticipata dal mondo del lavoro entrerà in vigore dal 1 maggio 2017 e permetterà di andare in pensione fino a 3 anni prima del termine fissato dalla riforma Fornero.

Chi ha 63 anni e 7 mesi e ha maturato almeno 20 anni di contributi potrà chiedere un prestito ponte fino al momento dell’effettivo pensionamento.

Oltre a dover rimborsare il capitale percepito durante il periodo di anticipo pensionistico, chi fa richiesta dell’APE volontario deve anche rimborsare gli interessi (calcolati applicando l’aliquota fissata da Governo e banche) e i costi dell’assicurazione sul prestito che tutela le parti in caso di morte anticipata del pensionato.

A conti fatti, l’anticipo pensionistico costerà ai pensionati tra il 5,4% e il 6% del reddito mensile. Ma questa è solo una stima dei costi massimi legati all’APE. Per valutare l’effettiva convenienza dell’anticipo pensionistico bisogna infatti considerare anche che sarà possibile usufruire di uno sgravio fiscale del 50% degli interessi versati e del premio assicurativo. Inoltre, durante il periodo di rimborso ventennale del prestito l’incidenza della rata sul reddito mensile diminuirà gradualmente come conseguenza della rivalutazione delle pensioni.

APE: meno costi se si richiede un anticipo parziale

Per ridurre ancora di più l’incidenza della rata sulla pensione mensile senza rinunciare alla possibilità di andare in pensione in anticipo una soluzione c’è.

L’anticipo pensionistico può essere richiesto anche in forma parziale, cioè per una percentuale ridotta della pensione maturata. La Legge di Bilancio fissa il limite massimo per la richiesta:

  • il 95% della pensione maturata se manca un anno al pensionamento;
  • il 90% della pensione maturata se mancano due anni al pensionamento;
  • l’85% della pensione maturata se mancano tre anni al pensionamento.

Non sono invece fissati limiti minimi per l’anticipo pensionistico, perciò si potrà richiedere un importo contenuto per contenere anche le spese di rimborso del prestito ponte e ridurre il peso della rata ventennale.

Per conoscere tutti i dettagli sui tassi di interesse applicati al prestito e sull’effettivo costo dell’anticipo pensionistico bisognerà aspettare l’approvazione del decreto attuativo, prevista entro marzo 2017.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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