Spesometro: cos’è, chi lo deve fare, istruzioni, scadenze e sanzioni

Vediamo quali sono le istruzioni di compilazione, le operazioni incluse, le scadenze e le sanzioni dello Spesometro, ovvero la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

spesometro 2017

Dal 2010 il Fisco può guardare, oltre ai conti correnti, le nostre spese soprattutto se di una certa importanza come auto o abiti costosi. Come? Grazie al cosiddetto Spesometro, uno strumento che obbliga i contribuenti a comunicare tutte le operazioni che comportano l’emissione di fattura. Ecco le istruzioni per compilarlo, quali operazioni sono incluse e in quali sanzioni incorri se dichiari il falso.

Cos’è lo spesometro?

Per spesometro si intende la comunicazione riguardante i dati delle fatture emesse e ricevute che tutti  i soggetti titolari di partita IVA, imprese e lavoratori autonomi devono inviare all’Agenzia delle Entrate. Introdotto con l’articolo 21 del dl 78/2010, prevedeva l’obbligo di comunicare solo le operazioni con importo maggiore a:

  • 3.600 euro (lordo IVA) se documentate da documento fiscale (scontrino o ricevuta);
  • 3.000 euro se soggette all’obbligo di fatturazione.

Lo spesometro è stato esteso a tutte le operazioni con emissione di fattura solo nel 2012 e, con il provvedimento n. 94908 del 2.8.2013, sono state definite le modalità ed i termini di presentazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre il provvedimento è stato nuovamente rivisto con la Legge di Bilancio 2017. Il “nuovo” Spesometro impone l’invio trimestrale (dal 2018) di tutte le fatture in forma analitica, indicando i dati dei soggetti indicati in fattura, la data e il numero di emissione, la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e il tipo di operazione rilevante ai fini IVA.

Scadenze Spesometro 2017

Il nuovo Spesometro segue un calendario diverso rispetto alla precedente versione. Mentre per il 2016 erano previste solo due scadenze – il 10 aprile per i contribuenti mensili e 20 aprile per i contribuenti trimestrali – con il nuovo Spesometro la cadenza è cambiata. Per il 2017 è stato fissato un invio semestrale:

  • il primo Spesometro da inviare entro il 25 luglio;
  • il secondo Spesometro da inviare entro il 28 febbraio 2018.

Dal 2018 poi le comunicazioni inizieranno a essere trimestrali.

Spesometro in tilt: rinviata al 5 ottobre la scadenza del primo invio

La scadenza del primo invio dello Spesometro è stata prorogata più volte. Dal termine iniziale del 25 luglio si è passati prima al 18 settembre, poi al 28 settembre, al 5 ottobre e ora al 16 ottobre.

Le cause di questi continui rinvii sono dei problemi tecnici che stanno rallentando e complicando il lavoro dei commercialisti che devono comunicare una grande quantità di dati all’Agenzia delle Entrate.

Non solo il portale Fatture e Corrispettivi messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate ha una procedura macchinosa e complessa per l’invio delle fatture, che allunga i tempi per l’invio dei dati, ma è stato anche irraggiungibile per qualche giorno a causa di una grossa falla di sicurezza.

In pratica, chiunque avesse le credenziali Entratel poteva entrare nel portale e consultare i dati dei contribuenti semplicemente indicando il codice fiscale del soggetto da controllare.

Per correggere il bug che metteva a rischio la privacy dei soggetti tenuti all’invio dello Spesometro, il portale è stato messo offline dal 22 settembre, proprio alla vigilia della scadenza del 28. Visti i tempi stretti e le proteste del Consiglio nazionale dei commercialisti, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza al 5 ottobre.

Gli invii conclusi entro quella data saranno considerati tempestivi e quindi non ci saranno sanzioni. Come si legge nel comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate:

In considerazione dei disagi sopravvenuti, con provvedimento del direttore di Agenzia delle entrate in corso di emanazione, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017. Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.

La nuova scadenza non soddisfa i commercialisti che minacciano di non rispondere delle eventuali sanzioni comminate ai propri clienti per errori o ritardi dovuti all’invio dello Spesometro. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, ha scritto una lettera al ministro Padoan, chiedendo la proroga del primo invio almeno al 15 ottobre:

La situazione creatasi in questi giorni relativamente al nuovo spesometro è di estrema gravità, inaccettabile e non degna di un Paese civile. Nei giorni scorsi, oltre a ribadire la necessità di un provvedimento immediato che disponesse un congruo differimento della scadenza (quanto meno al 15 ottobre), abbiamo chiesto di considerare questo primo invio di natura sperimentale, nonché la disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con possibilità di correzione degli errori anche oltre il termine di scadenza, come peraltro preannunciato dallo stesso viceministro, Luigi Casero. Qualora un provvedimento ufficiale in tal senso non venisse urgentemente adottato, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni. Non possiamo certo essere noi a rispondere delle inefficienze di un sistema, ad oggi, inadeguato.

Chi deve fare lo spesometro

Tutti i soggetti passivi IVA sono obbligati a fare lo spesometro e quindi a comunicare i dati delle fatture emesse e ricevute nel 2017. Alcuni soggetti sono però esonerati dallo Spesometro e si tratta di: contribuenti forfetari, contribuenti minimi, commercianti al dettaglio per le sole operazioni inferiori a 3.000 euro, IVA esclusa, agenzie di viaggio nel caso in cui l’importo unitario delle operazioni effettuate sia inferiore a 3.600 euro, IVA inclusa.

L’obbligo di comunicazione non si applica per le operazioni:

  • già comunicate all’Agenzia delle Entrate (fornitura di energia elettrica e servizi di telefonia, contratti di assicurazione, ecc);
  • effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi IVA con importo pari o superiore a 3.600 euro, il cui pagamento è avvenuto tramite carte di credito, di debito e prepagate;
  • finanziarie esenti IVA art. 10 del D.p.r. 633/72;
  • effettuate o ricevute in ambito extra UE;
  • intracomunitarie oggetto di dichiarazione ai fini Intrastat.
  • già comunicate tramite il sistema tessera sanitaria (STS);

Istruzioni Spesometro 2017

Le istruzioni per lo Spesometro 2017 sono state fissate dal Decreto Legge 193/2016. Il decreto ha introdotto nuove scadenze per l’invio dello Spesometro che nel 2017 è semestrale e dal 2018 passerà ad essere trimestrale.

Occorre precisare che le comunicazioni dei dati rilevanti ai fini IVA riguardano i soggetti IVA, dunque professionisti ed imprese e non anche i privati cittadini che, ad esempio, svolgono un’attività di lavoro dipendente. Lo scopo è duplice:

  • verificare se il tenore di vita di un soggetto è coerente con i redditi dichiarati (stesso scopo del redditometro e dei controlli sui conti correnti);
  • far emergere l’eventuale pratica di emissione di fatture false o di mancata fatturazione a fronte di cessioni di beni e/o servizi (questo vale ovviamente per chi detiene una partita IVA).

Per fare un esempio: con le informazioni anagrafiche ricevute da chi ci ha venduto o acquistato un’automobile si andranno a fare dei controlli incrociati con quanto dichiarato annualmente.

Spesometro: cos'è, chi lo deve fare, istruzioni, scadenze, e sanzioniSpesometro: cos’è, chi lo deve fare, istruzioni, scadenze e sanzioni http://bit.ly/1qBYxRK via @6sicuro

Compilazione Spesometro

Iniziamo subito col dire che la compilazione e la trasmissione dello Spesometro, definito tecnicamente comunicazione polivalente, devono essere effettuate esclusivamente in via telematica avvalendosi direttamente dei software disponibili sul Desktop Telematico predisposti dall’Agenzia delle Entrate oppure attraverso un intermediario abilitato (tipicamente è il commercialista ad occuparsi di questo adempimento).

Lo Spesometro può essere compilato in due modi: in forma analitica, indicando le singole operazioni, e in forma aggregata, raggruppando le operazioni nei confronti dello stesso cliente o fornitore.

La fatture da inserire nello Spesometro 2017

Ecco l’elenco completo delle fatture e che devono essere inserite nello Spesometro 2017:

  • Fatture con soggetti privati: in questo caso è fondamentale comunicare correttamente il codice fiscale e andranno specificate le operazioni eseguite nei confronti di altri soggetti privati quando il pagamento è elettronico;
  • Fatture reverse charge: hai utilizzato il meccanismo di reverse charge, regola che comporta l’applicazione dell’IVA da parte dell’acquirente? La comunicazione è obbligatoria sopra il limite di 3.000 euro;
  • Fatture di leasing e noleggio auto: chi effettua operazioni IVA utilizzando contratti di beni in leasing o noleggio deve inviare la comunicazione polivalente. Sono esclusi i veicoli da lavoro che, dopo aver subito modifiche, si rendono inadatti alla circolazione;
  • Fatture con sconto: nel caso in cui siano state emesse fatture contenti uno sconto (di qualsiasi tipo quindi condizionato, finanziario o pronta cassa) bisognerà indicare nella comunicazione l’importo che è stato effettivamente incassato, al netto dello sconto. Il lordo deve essere indicato nel caso in cui non vi sia stato alcun incasso o si sia verificato oltre i termini previsti.
  • Fattura cointestata: i cointestatari di una fattura sono tutti obbligati alla comunicazione.
  • Medici Convenzionati SSN e medici professionisti: questa categoria di professionisti, pur esercitando attività che producono operazioni esenti da I.V.A. ex art. 10 D.P.R. 633/72, sono tenuti a compilare ed inviare lo Spesometro. Si precisa che i documenti di liquidazione mensile delle ASL vengono considerate fatture emesse da parte dei medici di base.

I dati da inserire nella comunicazione polivalente

Per ciascuna operazione il contribuente deve indicare:

  • il numero di partita IVA o il codice fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/committente;
  • l’importo delle operazioni effettuate;
  • il corrispettivo comprensivo dell’IVA applicata per le operazioni senza obbligo di fattura;
  • per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti non residenti, privi di codice fiscale, vanno indicati: per le persone fisiche, il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e il domicilio all’estero; per i soggetti diversi la denominazione, la ragione sociale o la ditta e la sede legale.

Spesometro 2017: operazioni incluse

Lo Spesometro riguarda le operazioni:

  • con obbligo di emissione della fattura (a prescindere dall’importo);
  • senza obbligo di fattura per un ammontare pari o superiore a 3.600,00 euro al lordo dell’IVA;
  • soggette a reverse charge, senza IVA in fattura;
  • soggette allo split payment dove l’IVA viene versata direttamente all’Erario nel caso di rapporti economici con la Pubblica Amministrazione (la PA con questo meccanismo paga il fornitore al netto dell’IVA e versa l’IVA direttamente nelle casse dello Stato).

Sanzioni Spesometro 2017

Se non vengono rispettate le scadenze, al netto di eventuali ulteriori proroghe, le sanzioni per il mancato invio vanno dai 258 ai 2.065 euro. Ovviamente la stessa sanzione viene applicata in caso di invio di informazioni non veritiere.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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8 Commenti

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    Emilio aprile 20, 2016

    Ma come puoi affermare: “che le comunicazioni dei dati rilevanti ai fini IVA riguardano anche i privati cittadini che, ad esempio, svolgono un’attività di lavoro dipendente.”
    Non è assolutamente vero!

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    Enrico Argenti aprile 20, 2016

    Penso che ci sia un’errore, asserite che un privato cittadino e lavoratore dipendente è obbligato a fare
    la segnalazione dello spesometro. Sinceramente è la prima volta che sento questa cosa anche i l CAF dove presento il 730 non me lo hanno mai comunicato.
    Confidando in una rettifica cordiali saluti.

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    Ugo aprile 20, 2016

    Buondì dr. ssa Calculli.
    Quattrodubbi:
    1-il fatto che si parli di acquisti e vendite significa che in teoria per ogni operazione ci sarà una doppia comunicazione al fisco, da entrambi gli “attori” della transazione?
    2-Ai fini del calcolo dei tetti di spesa le ricevute fiscali sono equiparate agli scontrini?
    3-Dicendo il provvedimento riguarda anche i privati cittadini ad es. lavoratori dipendenti, è come dire che riguarda “tutti” (salvo gli esclusi dell’ultimo paragrafo) o mi sfugge qualche ulteriore eccezione?
    4-Se riguarda anche ii privati quali sono le scadenze per loro?
    Grazie
    Ugo

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    Claudio aprile 20, 2016

    Buongiorno, c’è una cosa che non viene detta. Questo lavoro comporta una spesa di tempo o soldi non indifferente. Ritengo che in una società normale, un negozio, dove il proprietario porta a casa uno stipendio netto paragonabile a un livello medio/alto di un contratto metalmeccanio (o addirittura medio/basso, se ha aperto il negozio con un socio al 50% in quanto le spese iniziali non sono basse) non si dovrebbe avere neanche bisogno di un commercialista e quindi della relativa spesa. Si dovrebbero comunicare al fisco le uscite e le entrate, dopo di che il fisco comunicherebbe l’importo delle tasse da versare. Un fiscalità semplice, di modo che, se un negoziante facesse uno sbaglio, esso sarebbe sicuramente in mala fede e quindi punibile molto severamente. Ritornando allo “Spesometro” esso non è altro che un ulteriore compito gravoso… ultimo di tanti badate bene. Quando se ne occupa il commercialista (molti negozianti non lo sanno neanche perché nella parcella iniziale diversi commercialisti lo prevedono già) comporta un aggravio di 300/500 euro annuo che fa lievitare una parcella dai 1700/2000 euro annui ai 2000/2500. Quando si fa da soli e si da al professionista il risultato si spendono molte, ma molte, ore di lavoro. Ovviamente qualcosa va comunque dato al professionista in quando la comunicazione al fisco non si può fare spedendo in autonomia un file di Excel o simile, ma con in un modo in cui possono solo i commercialisti in quanto il programma di comunicazione per il formato ministeriale, possono ammortizzarlo fra tanti clienti… Il vero dramma della nostra povera Italia sono in parte i politici e i cittadini ma in grossissima parte i burocrati, tecnici e amministratori dei ministeri e , come in questo caso, dell’Agenzia delle entrate… Distinti saluti, Claudio

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    ATTILIO aprile 21, 2016

    Non ho mai capito perché non si possano inviare direttamente telematicamente all’agenzia delle entrate i registri iva delle Società… invece di duplicare le incombenze e portando a possibili errori il contribuente, questa si chiama per me vessazione e complicazione inutile.
    Ma si sa siamo italiani… la stessa cosa va fatta 10 volte in maniera diversa verso soggetti diversi, tanto prima o poi sbagli e se hai la sventura di incappare in database (raro ma possibile) che si scambiano informazioni, a patto che ci sia qualcuno in grado di leggerli sei nei pasticci

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    Enrico Argenti aprile 27, 2016

    Ma siete sicuri che anche i privati cittadini ‘ lavoratori dipendenti ‘, come asserite nell’articolo:
    ”Occorre precisare che le comunicazioni dei dati rilevanti ai fini IVA riguardano appunto i soggetti IVA, dunque professionisti ed imprese e anche i privati cittadini che, ad esempio, svolgono un’attività di lavoro dipendente.”
    A me non risulta sarei grato se date dei riferimenti fiscali più approfonditi.
    Cordiali saluti
    Enrico Argenti

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      Michela Calculli aprile 28, 2016

      Ciao Enrico,
      grazie per la segnalazione, si tratta ovviamente di un refuso del quale mi scuso personalmente.
      La frase corretta è “Occorre precisare che le comunicazioni dei dati rilevanti ai fini IVA riguardano appunto i soggetti IVA, dunque professionisti ed imprese e NON anche i privati cittadini che, ad esempio, svolgono un’attività di lavoro dipendente”. Adesso è esposta in maniera corretta.
      Cordiali saluti anche a te.

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    ciro giugno 08, 2016

    Buongiorno ho appena chiuso un attivita commerciale “30/042016” (abbigliamento caslinghi) per l’anno 2017 dovro presentare lo spesometro? grazie –

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