Redditometro addio: poco efficace, sarà sostituito

Doveva essere un potente strumento per stanare gli evasori, ma a distanza di 4 anni dall’entrata in vigore, è già il momento di dire addio al redditometro. Cosa ci aspetta?

redditometro addio

Redditometro addio: lo strumento anti-evasione si è rivelato poco efficace e il Fisco sta pensando a un insieme di mezzi per intercettare e far emergere i redditi evasi.

Redditometro: nel 2016 solo 2.800 accertamenti

Il redditometro è stato introdotto nel 2013 e sarebbe dovuto essere un potente strumento nelle mani del Fisco per individuare gli evasori, ma nella realtà si è rivelato poco efficace.

A far scattare gli accertamenti sulla base del redditometro sono scostamenti elevati tra il reddito dichiarato dal contribuente e le spese accertate riconducibili allo stesso contribuente.

La Corte dei Corti ha certificato che nel 2016 gli accertamenti dovuti al redditometro sono stati soltanto 2.800 e hanno permesso di recuperare solo due milioni di euro evasi. Il redditometro non ha portato i risultati sperati ma non sarà abbandonato del tutto. Rimarrà in funzione ma avrà un ruolo marginale nelle azioni di contrasto all’evasione. Il Fisco punterà in misura maggiore su altri strumenti, più efficaci e più precisi per trovare grandi e piccoli evasori fiscali.

Redditometro addio: poco efficace, sarà sostituitoRedditometro addio: poco efficace, sarà sostituito http://bit.ly/2sWP7pX via @6sicuro

Redditometro addio: quali strumenti lo sostituiranno?

A sostituire il redditometro non sarà un solo strumento, ma un insieme di strumenti di controllo che daranno più forza all’azione del Fisco, sia nei confronti dei contribuenti privati, sia nei confronti di professionisti e imprese.

Tra le frecce all’arco dell’Agenzia delle Entrate ci saranno:

  • lettere di compliance, utili per aumentare le dichiarazioni spontanee senza dover ricorrere ad accertamenti;
  • split payment e reverse charge, per ridurre i casi di evasione dell’IVA;
  • fatturazione online;
  • trasmissione telematica dei corrispettivi;
  • anagrafe dei conti corrente, per poter monitorare gli spostamenti di denaro;
  • scambio di informazioni finanziarie tra 97 Paesi del mondo.

I controlli del Fisco si fanno sempre meno invasivi ma sempre più efficaci. Grazie all’incrocio dei dati e all’automatizzazione delle attività di controllo sarà più semplice per l’Agenzia delle Entrate rilevare delle anomalie e avviare degli accertamenti o degli avvisi bonari ai contribuenti sospettati di evasione.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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