Indagini finanziarie: meno controlli sui conti correnti

Il Fisco sembra aver abbandonato lo strumento delle indagini finanziarie. I controlli sui conti e le operazioni bancarie sono sempre meno, mentre aumenta il ricorso alla compliance.

indagini finanziarie

Il Fisco usa sempre meno spesso le indagini finanziarie per stanare gli evasori. I controlli su conti correnti e movimentazioni bancarie lo scorso anno sono stati appena 2.000, in netto calo rispetto agli anni precedenti.

2.773 indagini finanziarie nel 2016

Nel 2016 le indagini finanziarie condotte dall’Agenzia delle Entrate su conti correnti e strumenti bancari sono stati 2.773. Rispetto all’anno precedente sono stati quasi la metà (il calo è del 43,9%).

Guardando i dati diffusi dalla Corte dei Conti si nota come lo strumento delle indagini finanziarie è sempre meno usato: negli ultimi 5 anni il numero dei controlli bancari è crollato, passando da oltre 11.000 nel 2012 a poco più di 2.000 lo scorso anno. Dal 2012 la diminuzione dei controlli è stata dell’86,7%.

Secondo il sostituto procuratore di Pistoia Di Vizio:

è sorprendente che ci sia un arretramento così radicale nell’utilizzo dello strumento, tenuto conto che l’accertamento supportato da indagini finanziarie si è rivelato molto efficace in termini di maggiore imposta accertata.

Indagini finanziarie: nel 2016 meno controlli sui conti correntiIndagini finanziarie: nel 2016 meno controlli sui conti correnti http://bit.ly/2vLAN06 via @6sicuro

Meno indagini finanziarie, più adempimenti spontanei

La scelta del Fisco di mettere da parte lo strumento dei controlli finanziari è probabilmente dovuta alla volontà di incentivare gli adempimenti spontanei. Tramite l’invio di richieste di compliance e di avvisi bonari che comunicano al contribuente irregolarità, imprecisioni o errori, l’Agenzia delle Entrate cerca di recuperare le imposte evase senza dover ricorrere all’accertamento.

Un altro esempio in questo senso è l’operazione voluntary disclosure, pensata per far rientrare spontaneamente i capitali dall’estero.

Anche la Corte dei Conti ha espresso delle perplessità su questa decisione. Grazie alla digitalizzazione delle informazioni fiscali, l’Agenzia delle Entrate dispone di una enorme mole di dati su operazioni bancarie e trasferimenti di denaro.

Le indagini potrebbero sfruttare le informazioni in possesso dell’anagrafe dei rapporti finanziari e intercettare operazioni e trasferimenti di denaro sospetti.

Il rischio è che la riduzione del numero dei controlli sia un incentivo indiretto per gli evasori. Se il Fisco non usa le indagini finanziarie, viene meno anche la loro funzione di deterrente.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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