Evasione fiscale: vale 110 miliardi l’anno

Il gap tax, la differenza tra le tasse che dovrebbero essere versate e quelle effettive, è di 110 miliardi all'anno. Ecco i risultati di una ricerca che fanno luce sull'evasione fiscale e contributiva in Italia.

evasione fiscale

Evasione fiscale: ogni anno mancano 110 miliardi di euro

L’evasione fiscale e contributiva in Italia ha numeri enormi. Li ha quantificati per il triennio 2012-2014 la Commissione che si è occupata di elaborare la “Relazione annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva“.

Nel 2014 la differenza tra l’introito dovuto e quello effettivo è stato di 111,6 miliardi di euro, in crescita di 3,6 miliardi di euro rispetto al 2012. Complessivamente, la propensione all’evasione fiscale è salita fino a raggiungere quasi il 25% del totale.

Evasione fiscale: vale 110 miliardi l'annoEvasione fiscale: vale 110 miliardi l’anno http://bit.ly/223OEKb via @6sicuro

Evasione fiscale: in quali settori è più frequente

Il presidente della Commissione che si è occupata della rilevazione ha illustrato anche quali sono i settori e i tributi nei quali l’evasione è più frequente.

Nel periodo compreso tra il 2012 e il 2014, i settori nei quali si è concentrata maggiormente l’evasione sono quelli dei servizi alla famiglia, del commercio e dei pubblici esercizi, delle costruzioni e dei servizi alle imprese. In tutti questi settori dell’economia il sommerso si attesta tra il 20 e il 30%.

I settori dove l’evasione è maggiore sono anche quelli in cui si registra il più basso incremento della produttività. Le due cose sono collegate, dal momento che le imprese che evadono sistematicamente non sono incentivate a investire e a espandere la propria attività.

Per quanto riguarda i tributi, invece, emerge che quello più evaso è l’Irpef dovuto da professionisti e imprese: il gap tax in questo caso sfiora il 60%. Risulta quasi nullo (è poco meno del 4%) il gap tax sull’Irpef dovuto dai lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda l’IVA, il sommerso corrisponde a circa il 30% del totale.

Secondo Giovannini c’è bisogno di aumentare il numero dei controlli. Su una platea di 4 milioni di imprese, le attività che vengono controllate annualmente sono solo 200.000. Alcuni provvedimenti, come il 730 precompilato o lo spesometro, vanno già in questa direzione, ma di strada da fare ce n’è ancora tanta.

Aumentare i controlli e contrastare in maniera più efficace l’evasione fiscale renderebbe più semplice scovare le irregolarità, ridurre il gap tra le tasse dovute all’Erario e quelle effettivamente versate e recuperare risorse da destinare alla collettività.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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