Microcredito: cos’è, chi può richiederlo e come funziona

Persone fisiche e piccole imprese possono avviare e sostenere un’attività imprenditoriale ricorrendo al microcredito. Ecco chi può accedere a questi prestiti e a quali condizioni.

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Microcredito: di cosa si tratta?

Per microcredito si intende la concessione di prestiti di piccolo importo a persone e imprese che non riescono ad accedere al sistema bancario tradizionale.

Il microcredito per come lo intendiamo oggi nasce tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. L’esempio più conosciuto è il lavoro fatto da Muhammad Yunus in Bangladesh con la sua Grameen Bank. Concedendo piccoli prestiti a donne e famiglie che non avevano accesso al mercato del credito, ha sostenuto la nascita e lo sviluppo di migliaia di attività economiche che sono state importanti per lo sviluppo di intere aree rurali. L’impegno di Yunus è stato premiato con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace nel 2006.

Sono principalmente tre gli aspetti che differenziano il microcredito dai prestiti bancari:

  • i bassi tassi di interesse;
  • l’assistenza tecnica e il monitoraggio delle attività finanziate con il prestito;
  • il bilanciamento tra gli interessi dei finanziatori e il bisogno di denaro di chi richiede il prestito.

A differenza di quanto avviene nella finanza tradizionale, nel mondo del microcredito ci sono una maggiore attenzione ai temi etici e un tentativo di ascolto e di comprensione delle esigenze delle persone che hanno bisogno di denaro.

La stragrande maggioranza delle persone che ottengono un piccolo prestito attraverso il microcredito (e lo restituiscono entro i termini concordati) è di sesso femminile. L’esperienza maturata dalla Grameen Bank e da altri operatori internazionali dimostra che le donne hanno una percentuale di insolvenza più bassa. Le donne rappresentano il 98% dei clienti della banca di Yunus e il 75% del totale delle persone finanziate a livello mondiale dal microcredito.

Microcredito: differenze tra Paesi in via di sviluppo e industrializzati

Come accennato in precedenza, il microcredito nasce per sostenere piccolissime attività imprenditoriali in contesti caratterizzati da povertà ed esclusione sociale. Gli operatori del microcredito sono nati e hanno riscosso successo soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove era più forte il bisogno di un sistema etico e sicuro tramite il quale ottenere denaro per sostenere la creazione di un’attività di lavoro autonomo.

Presto anche nei Paesi industrializzati sono state introdotte forme di microfinanza e di microcredito. In questo caso i prestiti sono destinati a persone e piccole imprese che hanno bisogno di un sostegno per l’ulteriore sviluppo dell’attività o che vogliono avviare un’attività economica.

Il microcredito in Italia

In Italia le attività di microcredito sono state regolamentate in diverse fasi. Nel 2006 è stato creato il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito. Lo stesso comitato, nel 2011, è stato rinominato come Ente nazionale per il microcredito (ENM).

La missione dell’ENM “è orientata al sostegno di iniziative volte a favorire lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo, nonché la lotta alla povertà e l’inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite “non bancabili” a causa della mancanza o carenza di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale”.

I riferimenti normativi che regolano le attività di microcredito sono contenuti principalmente nel Decreto Legislativo n. 141/2010 (emesso in attuazione della Direttiva UE numero 48 del 2008). Il Decreto ha modificato il testo del TUB, introducendo una definizione e una regolamentazione delle attività di microcredito.

L’articolo 111 del TUB specifica quali sono le categorie che possono ottenere questi microprestiti. Si tratta di:

  • persone fisiche, associazioni e società (di persone, srls o cooperative) che vogliono avviare un’attività di lavoro autonomo o una microimpresa;
  • persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale.

Lo stesso articolo delinea le caratteristiche dei prestiti:

  • l’importo massimo finanziato può essere di 10.000 euro per il sostegno delle persone in condizioni di povertà ed esclusione sociale e di 25.000 euro per l’avvio di un’attività economica. Questo secondo importo può salire fino a 35.000 euro se il prestito è stato frazionato, se l’azienda ha rimborsato regolarmente il finanziamento negli ultimi sei mesi e se ha raggiunto gli obiettivi intermedi del piano di sviluppo elaborato con il finanziatore;
  • la durata del prestito è al massimo di 7 anni;
  • chi eroga il prestito deve fornire un’assistenza tecnica e svolgere un’attività di monitoraggio per accertarsi che il finanziamento venga utilizzato per la realizzazione delle attività per le quali era stato richiesto.
Microcredito: cos'è, chi può richiederlo e come funzionaMicrocredito: cos’è, chi può richiederlo e come funziona http://bit.ly/2eMGjro via @6sicuro

Il fondo di garanzia per il microcredito

I prestiti concessi dagli operatori di microcredito non sono accompagnati da garanzie reali. Questo può rappresentare un rischio per chi offre un prestito. Il rischio è ancora maggiore se si considera che professionisti, artigiani e società che possono accedere a questa formula hanno attività di piccole dimensioni e con un volume d’affari ridotto o sono persone che vivono in povertà.

Per tutelare gli operatori autorizzati a concedere prestiti di microcredito è nato il Fondo di garanzia per il microcredito. Il Fondo è stato istituito nel 2014 con un Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Con un secondo decreto nel 2015 è stata semplificata la procedura per l’accesso al fondo ed è stata concessa alle imprese la possibilità di richiedere la prenotazione della garanzia direttamente online.

Si tratta di un fondo pubblico che garantisce le operazioni di finanziamento. Possono richiedere l’assistenza del fondo i professionisti e le imprese attivi da meno di 5 anni, con meno di 5 dipendenti e che operano nei settori individuati dal Ministero. Per poter ottenere la garanzia del Fondo è necessario anche rispettare precisi valori di bilancio (un attivo patrimoniale che non supera i 300.000 euro, ricavi inferiori a 200.000 euro e un indebitamento totale compreso entro i 100.000 euro).

Le attività d’impresa che rispettano questi requisiti possono fare domanda per ottenere la garanzia del Fondo pubblico, a condizione che il prestito venga usato per uno degli scopi indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Le finalità ammesse sono:

  • l’acquisto di beni e servizi strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa;
  • la retribuzione dei nuovi dipendenti o dei soci lavoratori;
  • la frequenza di corsi di formazione.

Per richiedere la tutela del Fondo è necessario prenotare online la garanzia, confermare la prenotazione entro 5 giorni dimostrando di aver trovato un finanziatore autorizzato disposto a concedere il prestito e infine presentare la domanda di ammissione alla garanzia entro 60 giorni. A presentare la domanda deve essere uno dei soggetti autorizzati: una banca, un intermediario finanziario o un operatore di microcredito.

Microcredito: i finanziamenti nazionali e regionali

Oltre all’attività di finanziamento svolta dall’ENM e da alcuni istituti bancari attivi a livello nazionale, ci sono possibilità di ottenere prestiti a livello regionale.

Ogni regione elabora bandi e iniziative per il microcredito valide in una precisa area territoriale. Gli interventi sono pensati per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove attività economiche o per il sostegno di spese di gestione e correnti. Come sempre, a essere finanziate sono persone e imprese che non sono ammesse ai finanziamenti bancari.

Per le sue caratteristiche, il microcredito presenta dei punti in comune sia con il prestito d’onore, sia con i prestiti tra privati.

Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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