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Passaggio di proprietà Auto: come fare e quanto costa

Guida passaggio di proprietà Auto

Dovete acquistare un’auto usata e non sapete quali sono le procedure da seguire?
Avete due possibilità, rivolgervi ad un’agenzia pratiche veicoli che ovviamente aggiungerà al costo effettivo della pratica la propria tariffa per il servizio offerto oppure seguire le nostre indicazioni e fare tutto da soli.
Per prima cosa, ecco quali sono i documenti che servono:

  • Certificato di Proprietà (CdP);
  • carta di circolazione originale e una fotocopia della stessa;
  • documento di identità e il codice fiscale dell’acquirente (due copie di ciascuno);
  • documento di identità del venditore;
  • modulo TT2119, che serve per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione e che è reperibile gratuitamente presso gli sportelli telematici dell’automobilista (STA) presenti su tutto il territorio nazionale.
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Passaggio di proprietà dell’auto: come fare e quanto costa http://bit.ly/Wf1F3S via @6sicuro 

Se si è in possesso del Certificato di Proprietà tutto è più semplice: si può procedere con l’atto di vendita, che può essere costituito da una dichiarazione unilaterale di vendita, completa di firma autenticata del venditore, redatta proprio sul retro del Certificato di Proprietà. Per questa operazione servono una marca da bollo da 14,62 euro e un documento di identità. La firma, per essere autenticata gratuitamente, può essere apposta presso ub Comune o presso uno STA: uffici provinciali della ex MCTC, Studi di Consulenza abilitati e uffici provinciali dell’ACI (il PRA). Presso il PRA è obbligatiorio effettuare la contestuale trascrizione dell’atto. E’ inoltre possibile affettuare l’autentica presso un notaio ad un costo variabile (30/40 euro) oltre naturalmente l’imposta di bollo di 14,62.

L’operazione allo STA comporta in automatico la richiesta di registrazione del passaggio di proprietà, quindi questa si rivela la soluzione più veloce per completare il passaggio di proprietà.
In alternativa, l’atto di vendita in bollo può essere redatto in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore, sia dell’acquirente, oppure si può optare per un atto pubblico, sempre in bollo.
Se invece non si è in possesso del Certificato di Proprietà non ci si può recare allo STA, ma bisogna rivolgersi all’ufficio provinciale ACI – pubblico registro automobilistico (PRA) per la registrazione del passaggio e alla Motorizzazione per l’aggiornamento della Carta di circolazione.
Precisiamo che esistono dei casi in cui il venditore dell’auto usata ha dei vincoli particolari e questo può complicare il passaggio di proprietà. Parliamo soprattutto delle automobili cointestate e di quelle intestate ad un defunto.
Per le automobili cointestate si rende necessaria la presenza di tutti i proprietari della vettura per poter perfezionare il passaggio di proprietà con l’apposizione della firma sul documento. Nel caso invece si tratti dell’acquisto di un’auto intestata ad un defunto bisognerà fare una pratica in più. La prima pratica servirà a far passare l’auto nelle mani degli eredi, la seconda per la vendita vera e propria. In quest’ultimo caso è però possibile fare un atto unico nei luoghi preposti, il costo sarà comunque doppio, in parte a carico degli eredi e in parte dell’acquirente.
In ogni caso e qualunque sia la procedura scelta, dalla data di autentica della firma del venditore sull’atto di vendita ci sono 60 giorni di tempo per registrare il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale dell’ACI e richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione alla Motorizzazione Civile.

Ma quanto costa il passaggio di proprietà?
Facciamo un esempio pratico, voglio acquistare una Fiat 500 29KW e risiedo a Roma.
Oltre al costo della marca da bollo (14,62 euro), bisogna considerare:

  • Emolumento ACI pari a 20,92 euro
  • Imposta di bollo per la presentazione dell’atto al PRA ed il rilascio del CdP (certificato di Proprietà) pari a 29,24 (oppure 43,86 se l’atto non è redatto sul CdP)
  • Diritti ex MCTC 7,00 euro
  • Bolli per il rilascio dell’aggiornamento della Carta di Circolazione 14.62

Sommando tutti i costi fissi arriviamo a 77,18 euro bisogna poi aggiungere l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt), che varia in base ai Kw/cavalli del veicolo e alla provincia di residenza dell’acquirente. Quando la potenza dei veicoli è inferiore ai 53 kiloWatt l’Ipt viene determinata in misura fissa, altrimenti si paga 3,5119 euro a KW. Nel nostro esempio dovremmo pagare 150,81 euro di Ipt, arrivando quindi ad un costo complessivo di 224,59 euro. Se avessimo utilizzato un’agenzia dovremmo aggiungere circa 150 euro di spese pratica.

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Determinare il costo da sostenere per il passaggio di proprietà comporta dunque un conteggio basato su alcuni dati fissi e altri variabili; si tratta comunque di una serie di informazioni pubbliche che sono state inserite in alcunisiti web e in una applicazione per smartphone in modo da dare all’automobilista un’idea immediata della spesa da affrontare. Inserendo le parole “calcolo passaggio di proprietà” sui motori di ricerca, si trovano numerosi siti che permettono di inserire alcuni dati dell’auto che si intende acquistare ed ottenere l’importo che si andrà a spendere.
L’unica app mobile che abbiamo rilevato si chiama “Costo Passaggio di Proprietà” e al momento in cui scriviamo si può acquistare sull’Apple Store a 79 centesimi. Le recensioni sono contrastanti ed emerge la necessità di affinare le formule impostate per il calcolo ed incrementare la base dati utilizzata.

Che cosa succede in caso di mancato rispetto delle norme?
In conclusione parliamo delle conseguenze derivanti dal mancato adempimento degli obblighi connessi al passaggio di proprietà. Si tratta di una serie di sanzioni a carico dell’acquirente e alcuni rischi per chi vende.
Se non vengono aggiornati carta di circolazione e certificato di proprietà entro il termine di 60 giorni dall’autentica della firma sull’atto di vendita, si incorre in sanzioni monetarie e si rischia il ritiro della carta di circolazione in caso di controllo su strada (art. 94 del Codice della Strada).
Se non si effettua il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale ACI vengono applicate sanzioni amministrative per l’acquirente, mentre il venditore rischia delle conseguenze sul piano civile e fiscale poiché risulta ancora l’intestatario dell’auto presso il PRA per inadempienza dell’acquirente.
Il venditore rimasto intestatario al PRA può ricorrere al Giudice ordinario o al Giudice di pace (in base al valore della controversia) per ottenere una sentenza che dichiari l’avvenuta vendita del veicolo a favore di colui che non ha registrato il passaggio di proprietà al PRA.

Chiudiamo qui la nostra carrellata di informazioni augurandoci di avervi fornito un aiuto ad avere le idee più chiare, a evitare errori, risparmiare tempo e denaro.

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Autore: Salvatore Russo ha scritto 374 articoli.

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011. Da sempre appassionato di programmazione, progettazione, sviluppo e comunicazione, passioni che ha messo al servizio di importanti portali e piattaforme web italiane. E’ il coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di bloggers e giornalisti che scrivono per 6sicuro.


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