Avatar e la visione dei film in 3D

Strano ma tecno Avatar e la visione dei film in 3D

In un’epoca in cui i film si scaricano da internet, la tecnica della proiezione in 3D è l’ultima, grande attrattiva per riempire le sale cinematografiche. La visione stereoscopica di un film in 3D è resa attraverso una doppia esposizione, ossia due fotogrammi diversi che vengono proiettati e successivamente filtrati da speciali occhiali che conferiscono una profondità alle immagini.

Inizialmente si utilizzava una tecnica detta “anaglifo”, che richiedeva di indossare i mitici occhialini con il filtraggio a lente rosso/verde; una soluzione molto economica ma che procurava un gran mal di testa dopo la prima mezz’ora di film. Grazie all’avvento della computer graphics, si è adottato il sistema a lenti polarizzate: un procedimento capace di offrire una visione che avvolge e circonda lo spettatore senza recare alcun danno agli occhi.

“Avatar”, il nuovo film di James Cameron, ha saputo integrare la ripresa “motion capture”, con attori veri, a una tecnica di registrazione “Virtual Camera”, che consente di allestire un set virtuale in 3D senza dover attendere la post-produzione per visionare le scene. Il risultato sarà un’esperienza full-immersion dove nulla è lasciato al caso e che promette di rivoluzionare la storia del cinema digitale in 3D.

Salvatore Russo

Responsabile Marketing di 6sicuro dal 2011, ideatore del blog e coordinatore generale dell’intera squadra di blogger e giornalisti che scrivono per 6sicuro. Mi occupo di Digital Marketing Strategy, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani.

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