Truffe informatiche di Natale: non tutti sono buoni!

Truffe Natale

Una recente analisi, condotta della Boston Consulting Group, ha stimato che nel 2015 la rete apporterà un contributo al Pil italiano tra il 3.3% e il 4.3%. Un apporto che non verrà solo dalla grandi realtà industriali e/o dai brand nostrani noti a livello internazionale, ma anche dalla piccole e medie imprese (Pmi). Il rapporto tra le Pmi e internet, finalmente, si sta consolidando e gli imprenditori guardano alla rete non più con timore ma come punto di ripartenza. Un hub capace di aumentare la visibilità e diffusione del prodotto, abbattendo in alcuni casi dei costi onerosi.

Un primo passo che, sarà per la crisi economica e/o per il ritardo delle infrastrutture territoriali, non anticipa la domanda dei consumatori. Infatti si ricorre sempre di più al web per fare acquisti e per la prima volta, quest’anno, sette italiani su dieci acquisteranno i regali di Natale su internet. Un periodo caotico, a cui noi abbiamo già offerto una soluzione, in cui si muovono enormi capitali finanziari e in cui non scarseggiano i “furbetti”.

Natale è il periodo dell’anno in cui i cracker, non gli hacker, danno “il meglio di se stessi” cercando di truffare quanti più consumatori possibile. Non si tratta di un semplice alert, ma un monito di una delle più gradi società di security software. McAfee ha diffuso una lista delle più frequenti truffe informatiche di Natale, che colpiscono indistintamente ma in particolare i meno esperti. Diamo uno sguardo a cosa andremo incontro in questo periodo.

Essenzialmente i cracker tendono a usare nuove piattaforme, utilizzando/adattando vecchi trucchi/inganni. Metterci un poco di attenzione e di “quinto senso e mezzo” (nessuno vi regala niente, ma soprattutto non vi manderebbe una mail) sarà facile per non (ri)cadere nella truffa. Le tecniche di Phishing non mancano mai durante l’anno, ma nel periodo natalizio si sfrutta anche la parte emozionale degli utenti. Oltre alle classiche email con fatture fasulle di un ipotetico pacco da ricevere, in cui si richiedono dati di carta di credito o altre credenziali, durante le feste si moltiplicano enti benefici/onlus/associazioni che nel presentare progetti di sostegno richiedono donazioni online.

È sempre consigliato documentarsi sull’associazione che volete sostenere, in caso non abbiate tempo andate sul sicuro con quelle note. Email bancarie, che chiedono di verificare account o possibili transazioni inserendo le proprie credenziali, sono una vecchia storia ma sono ancora tanti gli utenti che cascano in questo tranello. Se non avete fatto acquisti non vi spaventate se ricevete questo tipo di mail, in caso abbiate dubbi contattate telefonicamente o via email la vostra banca. Gli attacchi possono avvenire tramite computer pubblici e hotspot aperti dove è più semplice essere vittime del furto di dati personali, quindi è meglio effettuare acquisti o transazioni bancarie da reti protette.

Nella fase di acquisto mai fidarsi di siti che offrono prodotti a prezzi scontatissimi, di potali non verificati o che richiedono il download di software/contenuti. A Natale non scarseggiano spyware, adware e malware pronti ad “infettare” il vostro pc. I cracker non puntano solo ai vostri risparmi, ma anche ai vostri dati sensibili. Il “password stealing” (furto di password) avviene nei modi più disparati, ci sono software che registrano i tasti battuti sulla tastiere quando si accede a un determinato sito (per esempio quello delle banche). Password che vengono rubate per accedere a dati sensibili, che vengono rubati per poi chiedere un “riscatto” in denaro per essere restituiti (Ransomware) e/o per essere diffusi/eliminati. Social network e smartphone non sono immuni ai cattivi della rete. Richieste di amicizia, like, sharing di contenuti oppure app per cellulari possono avviare download (anche non visibili) di malware, che possono diffondere i vostri dati sensibili o prosciugarvi il credito telefonico.

La lista nera presentata da McAfee è davvero lunga, purtroppo sempre in continuo aggiornamento, ma per non cadere nella rete dei cracker basta essere attenti e furbi come siamo portati a fare già nella vita reale.

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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