Accise, proroga per la tax credit

tax credit

Sono il “male” per il carburante del nostro paese. Le accise diventano sempre più corpose, applicate per sovvenzionare progetti e/o per superare delle difficoltà nazionali, diventando parte stabile (quasi strutturale) del prezzo pagato per un litro di carburante.

In Italia ai carburanti sono applicate tassazioni vecchie di settant’anni, mai cancellate ma che continuiamo a pagare, ogni tanto viene richiesto un ulteriore sforzo ai consumatori. È successo due volte durante il 2012, per affrontare l’emergenza terremoto in Emilia-Romagna e per finanziare il bonus fiscale per i gestori delle stazioni di servizio, con la promessa che sarebbero durate “solo” fino alla fine dell’anno per non appesantire già un settore in forte crisi. Una promessa effimera, che il Governo ha vanificato con il rendere strutturali queste tassazioni. Le brutte notizie non viaggiano mai da sole, infatti è di questi giorni l’idea del Governo di rendere strutturali, almeno fino al 2016, l’accisa prevista per sostenere il “mondo” del cinema (conosciuta come tax credit). Per ora resta una proposta che, prima di essere approvata, dovrà essere valuta dalla Commissione Cultura della Camera.

  • Cos’è la tax credit?

La tassazione fu approvata dal Consiglio dei Ministri nel marzo del 2011, lanciata da Letta come “un piccolo sacrifico che gli italiani saranno lieti di fare” per sostenere un settore al collasso, non dovendo ricorrere all’aumento diretto del biglietto d’ingresso alle sale (si era parlato di 1€ a titolo). Un finanziamento alla cultura che va da 0.0071 a 0.0055€ per litro, meno degli 1-2 centesimi annuncianti inizialmente, ma che gli automobilisti avrebbero dovuto pagare fino alla fine del 2013. Per il “Governo tecnico” questo finanziamento è vitale per l’intero settore cinematografico che in questo momento di crisi economica soffre maggiormente, tanto da essere considerato imprescindibile per il cinema italiano.

Una tassa per un fine nobile, sicuramente. Una tassazione per mantenere viva la nostra cultura, il nostro “fare cinema” storicamente riconosciuto in ambito internazionale, ma che non riusciamo a monitorare e/o valutare visto che non si capisce chi può godere di questi finanziamenti e di come vengano usati. Il cinema fa parte dell’essere italiani, ma queste tasse temporanee che diventano sempre di più strutturali stanno uccidendo il consumatore finale. Limitando il consumo di carburante però anche i mercati a esso collegati vengono meno, infatti crolla il settore della distribuzione e delle automobili.

Il Governo conta tanto sulle accise, ma quanto potrà contare ancora sui consumatori?

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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