Italia, Paese di biciclette… senza sicurezza?

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Una pedalata e il mercato delle bici supera in vendite quello delle auto e delle moto, ma le nostre città sono davvero pronte ad accogliere tutti questi ciclisti?I dati diffusi dall’ASAPS, il portale della sicurezza stradale, mostrano quanto sia pericoloso servirsi della bici come mezzo di trasporto nelle nostre città.

Un incidente su sette vede coinvolto le bici e quasi ogni giorno un ciclista perde la vita sull’asfalto, mentre quaranta finiscono in ospedale. Numeri allarmanti, che mettono in mostra quanto le nostre strada non siano pronte ad accogliere un numero crescente di ciclisti.

Se viaggiate su due ruote sarà meglio tutelarsi.

Non si tratta di inciviltà degli automobilisti, almeno non solo, ma assenza di infrastrutture adatte ai ciclisti. Sono poco più di 65 mila i km di itinerari cicloturistici sparsi sul territorio italiano, ma a soffrire maggiormente sono le grandi città dove i ciclisti apporterebbero grossi miglioramenti riguardo la vivibilità se potessero girare liberamente in sicurezza. Le amministrazioni cercano di proteggere i centro storici, chiudendo i varchi alle auto e muovendosi verso una viabilità a impatto zero.

A Roma la Regione rimette mano alla viabilità, promuove la bici come mezzo alternativo all’auto per recarsi al lavoro e pianificando strutture che diano sicurezza ai ciclisti urbani.

Si progettano autostrade per bici, 1100 km dovrebbero portare le due ruote da Venezia a Lecce, ma mancano i piccoli interventi che potrebbero fare veramente la differenza. Molti Comuni sembrano ignorare questo bisogno dei cittadini di muoversi in bici, non attuando piani di sicurezza e tutela, ma non tutti restano fermi a guardare. La mobilità sta cambiando e i numeri lo dimostrano.

Uno studio realizzato dalla Regione Lombardia, Fiab, Avis  e Federazione Ciclisti Italiani ha dato vita alla prima rilevazione del numero di ciclisti che abitualmente usano il mezzo per muoversi in città, per andare a lavoro, per fare una passeggiata con la famiglia o per fare attività fisica.

Le postazioni, installate nei capoluoghi lombardi nel mese di settembre 2012, hanno rilevato 46.911 passaggi di cui 9.255 solo a Cremona. In una città come Milano in un anno sono aumentati del 50% gli accessi di bici nel centro. Questi studi servono a fornire indicazioni di progettualità a lungo e medio termine, che le città dovranno affronta per accogliere le nuove esigenze dei cittadini.

Studi che dovranno portare a una riprogettazione delle strade, degli incroci, di interi quartieri come è accaduto già a New York dove il sindaco Bloomberg ha realizzato centinaia di km di piste ciclabili o potrebbe accadere domani a Londra con le piste ciclabili sopraelevate (SkyCycle).

L’Italia è il maggior produttore europeo di biciclette, con 2.3 milioni di pezzi all’anno… potremmo anche iniziarle ad usare!

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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