Risparmiare usando la bici è facile, ma come tutelarsi?

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All’EICA 2012 di Verona il portavoce di Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha dichiarato che fino a oggi, sul territorio italiano, sono state vendute 200 mila bici in più rispetto all’anno precedente  per un totale di circa 2 milioni di nuovi veicoli. Insomma, pare proprio che agli italiani piaccia di nuovo pedalare.

Un incremento del settore dovuto essenzialmente alla crisi economica, al rincaro del carburante ma anche alla riscoperta dell’animo “green” dei cittadini. Le bici più acquistate sono le “city bike”, più versatili ed economiche adatte all’uso quotidiano nelle città, seguite a ruota dai modelli più solidi e resistenti e dalla bici a scatto fisso (moda importata dagli USA) che non ha i freni sul manubrio ma nei pedali, tipica tra i giovani perché leggera e customizzabile. Ancora di nicchia, ma in crescita, è il settore delle bici “pieghevoli” idonee per le grandi città dove gli spostamenti sono combinati con l’uso di mezzi pubblici.
Altro settore in crescita, con un incremento di vendite del 10% previsto nel 2013, è quello delle bici elettriche o con pedalata assistita. Dal 2011 ne sono state vendute circa  50 mila e a fronte di un costo iniziale più elevato di una bici classica (si va dai 300 ai 1200), permettono di percorrere all’incirca 10 km con solo di 10 centesimi di euro senza costi aggiuntivi (non si paga l’assicurazione e il bollo). Un prodotto che permette un cospicuo risparmio e allo stesso tempo permette di coprire tratte più lunghe, anche per chi non è allenato.
Gli italiani riscoprono la pedalata anche attraverso la rigenerazione delle vecchie bici, magari chiuse in cantina o garage, portando a più di 32 milioni il numero di potenziali ciclisti.

Ma le città sono pronte ad accogliere tutti questi ciclisti?

Non siamo la Danimarca, con le migliaia di km di piste ciclabili e la prima “bici-higway” europea che copre molti km di strada prevedendo piazzole di sosta dedicate e assistenza sia medica che meccanica per i ciclisti. Nemmeno la Germania che progetta una pista di 60km larga 5 metri per collegare Dortmund e Duisburg o i Paesi Bassi con un rete di 19 mila km a uso esclusivo dei ciclisti. La situazione italiana è molto meno rosea, in particolar modo nelle gradi città dove le aree ciclabili scarseggiano e spesso abbandonate e/o lontane dal centro città. A Roma si cerca di migliorare la qualità delle infrastrutture, ma sempre più spesso manca la manutenzione e la connessione tra i diversi tratti ciclabili, con una cattiva riuscita del bike-sharing (bici rubate e ciclostazioni vuote). A Milano lo sharing va un pochino meglio (144 stazioni in giro per la città con 2.300 bici), come la qualità delle piste con 75 km già esistenti e altri 100 km in costruzione. Migliore la situazione nelle città e comuni più piccoli, dove la gestione delle infrastrutture e del servizio di bike-sharing è più gestibile.  I Comuni si stanno muovendo, ma la risposta è ancora debole. PisteCiclabili.com è un buon punto di partenza per ogni nuovo o vecchio ciclista.

Gli automobilisti italiani non sono ancora abituati a tutti questi ciclisti quindi, oltre ad auspicare una sensibilizzazione generale verso la tematica, come si può tutelare un ciclista? In Italia non è obbligatorio assicurare la bici, ma è consigliabile tutelarsi se si usano spesso le due ruote. Un ciclista essenzialmente può tutelarsi attraverso coperture generalistihe o dettagliate:

  1. Responsabilità civile: va a coprire tutti i danni che la persona può causare a terzi. È una polizza generica che non copre esclusivamente il ciclista, ma tutti i danni che può causare chi la sottoscrive sia ad altre persone fisiche che a cose di terzi. Ad esempio la polizza copre sia i danni causati con la bici a una vettura in sosta o a un pedone che la rottura involontaria di una vetrata mentre si gioca a calcio.
  2. Infortuni: va a coprire 24/7 chi sottoscrive la polizza per tutti gli infortuni fisici che possono capitare nel quotidiano, ma sono esclusi alcuni casi come la pratica di sport pericolosi o competizioni sportive. Con questa polizza ci si può garantire un risarcimento per infortuni che possono capitare in bici.
  3. Assicurazione della bicicletta e del ciclista: è una polizza settoriale e dedicata in particolare a chi usa la bici per grandi spostamenti e/o viaggi. Vengono proposte da FIAB e dal Touring Club, nel primo caso sia per i soci che per i non soci mentre nel secondo solo per i tesserati.

Prima di salire in sella “assicurati” che sia tutto ok!

Francesco Del Franco

Social media specialist, community manager, consumatore di cultura audio-video-testuale. Vede la comunicazione in ogni prodotto, parola, gesto e gli piace osservare e scrivere di quelle accezioni sempre un po’ nascoste.

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