Pubblica istruzione e iscrizione online a scuola

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C’è tempo fino al 28 febbraio per iscrivere a scuola i propri figli, questa volta con i tempi e i metodi non si scherza.

Ma facciamo un passo indietro: sono anni che in Italia si parla di digitalizzazione, della famosa “dematerializzazione” della burocrazia e di tutto quello che gira insieme ad essa, ma sono anche anni che quello che ci viene promesso non avviene.

Siamo abituati a sentire politici e politicanti fare proclami, senza che nulla si avveri mai e più che mai quando si parla di scuola: ricordo che nei primi anni ’90, durante le mie scuole superiori, arrivò una circolare titolata “la riforma della scuola è imminente”.

Sono passati 22 anni…
Questa volta invece pare che le cose siano davvero cambiate, e non in tempi lenti e farraginosi come al solito succede in Italia ma in tempi persino troppo rapidi.

Si legge sul sito del Ministero dell’Istruzione che la normativa vigente (legge 7 agosto 2012, n. 135) stabilisce che “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line”.

Questo è il punto: solo online.

Di fatto i genitori che ieri erano del tutto avulsi dall’utilizzo della rete in maniera proattiva – cioè facendo qualcosa oltre a assorbirne solo i contenuti – si sono trovati a dover fare i conti con qualcosa di nuovo, senza preavviso. Senza adattamento.

Così da oggi ogni genitore dovrà dire addio alla carta e ai moduli standard di iscrizione, così come potrà fare ogni passaggio per le scuole dal salotto di casa, come oggi è possibile comprare assicurazioni online o qualunque tipo di merce o servizio senza spostarsi da casa.

Questa modalità fa parte del progetto “Scuola/famiglia via web” risalente al 2008 e riferita ai ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini.

Grazie (o a causa) della spending review è stata confermata tanto che a giugno 2013 entrerà in vigore la pagella online, con tanto di valenza legale quanto quella consegnata a mano dai professori, mentre per le famiglie, in fase di iscrizione, sarà inoltre possibile vedere a che punto è la domanda inoltrata alla scuola.

Il numero stimato di studenti che si iscriveranno con il nuovo sistema online è di circa di 1,7 milioni di bambini e ragazzi.

Un numero enorme che fa subito venire in mente se è possibile che il sistema, nuovo e di fatto non collaudato, possa reggere a un carico simile senza crollare, cosa che nella giornata di lunedì 21 gennaio è già in parte accaduta: “Il Ministero parla di «sporadici rallentamenti nel funzionamento del sito» nel corso di tutta la mattinata. Tra le ore 10 e le ore 11 sono state inserite appena 297 e 339 domande. Alle ore 12 si è saliti a 4.300. Alle 13 c’è stato un picco di contatti: 22.500 accessi.”

L’avvento delle iscrizioni online e la sostituzione totale delle iscrizioni cartacee farà risparmiare circa 5 milioni di fogli di carta e 84mila ore di lavoro delle segreterie scolastiche che non devono più inserire a mano i dati dai moduli cartacei.

  • La registrazione online

La registrazione deve essere eseguita in questo spazio www.iscrizioni.istruzione.it e con queste modalità: registrarsi a questo indirizzo.

Conoscere il codice della scuola in cui intendi iscrivere tuo figlio/figlia, che è possibile trovare a questo indirizzo.

Effettuata la registrazione si può accedere al servizio, inserire i dati richiesti ed inoltrare la domanda che arriverà alla scuola prescelta.

Automaticamente il sistema restituisce una ricevuta di conferma d’invio della domanda, quindi potrà essere verificato se quello che facciamo è corretto.
La scuola di destinazione, presa in carico la domanda, conferma l’accettazione oppure, in caso di indisponibilità di posti, la indirizza ad altra scuola, scelta dal genitore come soluzione alternativa.

Infine, la famiglia riceve via e-mail tutti gli aggiornamenti sullo stato della domanda sino alla conferma di accettazione finale.

Sembra tutto semplice, ma lo è? A tal proposito ho voluto sentire Michela Calculli, esperta di economia che scrive su questo blog, ma soprattutto mamma che ha dovuto fare tutta la trafila di cui sopra. O almeno era quello che credevo.
Ecco, dalla voce di Michela:

“Il 21 gennaio è arrivato anche per me, madre di un bambino di due anni che nel 2013/2014 frequenterà, si spera, la scuola per l’infanzia. E le scuole per l’infanzia sono un osso duro, perché ne esistono di vari tipi: comunali, statali, parificate. Non parliamo ancora di scuola dell’obbligo e dunque lo Stato non se ne fa completamente carico. Tralasciando le comunali e le parificate (che hanno iter di iscrizione separati; sì ci vogliono due giorni di ferie per capirci qualcosa), ho pensato che per la scuola statale ci fosse l’obbligo dell’iscrizione online. Non è così. Con una classica deroga all’italiana per le scuole per l’infanzia, e solo per quest’anno, dovrò recarmi in segreteria per compilare la domanda con i soliti strumenti: carta e penna. Insomma mettendo il caso che avessi anche un figlio alle elementari avrei dovuto accedere al sito per la sua iscrizione e poi andare in segreteria, magari della stessa scuola, per il piccolo. C’è ancora tanta strada da percorrere, ma mi impongo di essere fiduciosa.”

  • Conclusioni

Questo voleva essere un post sulla possibilità di confrontare l’iscrizione online con quella tradizionale, offline, ma non è stato possibile.
Avrei tanto voluto dire che l’iscrizione online è semplice e che, oltre a fare risparmiare carta, soldi e ore di lavoro, migliora anche la qualità della vita di chi la porta avanti, ma purtroppo non è così.

La poca chiarezza, l’impossibilità di avere informazioni semplici, stringate e trasparenti, i sistemi informatici italiani che tra protocolli e policy restrittive sembrano scritti per essere gotici più che chiari, e tutti i problemi dovuti alla nostra poca propensione ad impegnarci in qualcosa di nuovo rendono questa pratica, ad oggi, piuttosto complessa se non per alcuni avvilente.

Uno dei problemi principali che non si è voluto affrontare è stato il passaggio graduale da una cosa all’altra, dall’offline totale all’online totale. Da un anno all’altro mamme e papà si sono trovati a dovere cambiare il modo di iscrivere a scuola i propri figli, senza la possibilità di migrare da una piattaforma standard ad una digitale e in un mondo che di chiaro non ha nulla se non la complessità.

Rudy Bandiera

Giornalista e consulente in ambito Web, docente di “online marketing e comunicazione Web” presso master universitari e aziende. Fondatore ed amministratore delegato di NetPropaganda, una “social media agency” che si occupa di Web e di comunicazione non convenzionale.

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